Andrea e Andrea di Elsa Zambonini Durul Anteprima

ANDREA E ANDREA DI ELSA ZAMBONINI DURUL ANTEPRIMA

Istanbul, il viaggio sospeso di Elsa Zambonini Durul

ANDREA & ANDREA

“La propria destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose.” Henry Miller

I colori cangianti del Bosforo, il suono delle sirene delle navi che lo attraversano, la magia e la storia della basilica di Santa Sofia, e poi la frenesia della gente che si riversa nelle stradine della stupenda Istanbul, i colori e i sapori dei cibi tipici, l’ospitalità e la disponibilità dei turchi, continuano a fare da sfondo alla vita di Lisa Andreoli, insegnante di lettere al Liceo Italiano, ore in dolce attesa di una bimba. Accidentalmente, la futura mamma si ritrova in mano una lettera nella quale c’è un chiaro riferimento di una minaccia di morte destinata a qualcuno che abita nel suo palazzo ma che lei non ha avuto ancora modo di conoscere. L’indole di Lisa, curiosa e indagatrice, insieme al caso fortuito, concorrono a fare in modo che la docente conosca Andrea, una giovane donna tanto bella ed elegante quanto schiva e riservata. Piano piano, tra le due nasce nasce un’intesa e la nuova inquilina comincia a confidarsi, raccontando particolari della sua vita complessi e dolorosi. Originaria della Sicilia, Andrea è stata vittima, insieme alla sua famiglia, delle prepotenze di un boss locale, un certo Maurizio Tollo, che l’ha costretta a scappare dalla sua terra nativa fino a doversi rifugiare in Turchia. Anche Andrea aspetta un bambino, figlio del compagno della donna, Marco, ucciso perché dedito al giornalismo d’inchiesta.

Il giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, tutto il resto è propaganda. La sua funzione è quella di portare alla luce ciò che è nascosto, fornire prove e, pertanto, dare fastidio.”

Marco, che trova un modo per entrare in un centro di accoglienza per immigrati provenienti perlopiù da Lampedusa, riesce a fare scoperte agghiaccianti e a raccogliere testimonianze inedite:

“…Si toglie la felpa, si sbottona la camicia e se l’abbassa sulla schiena. Appaiono dei segnacci serpeggianti ancora rossastri, lunghe ferite slabbrate e mal cicatrizzate che guardo con dolore e compassione. Alla mia domanda, volta a sapere se quando è partito da casa fosse consapevole delle sventure a cui sarebbe andato incontro, mi risponde che magari no, che qualcosa si sapeva certamente, ma che quello che ha subìto è andato al di là di ogni immaginazione. Gli chiedo allora se col senno di poi lascerebbe di nuovo casa sua per venire in Europa. La domanda lo imbarazza e gli occhi si riempiono di lacrime. Mi risponde che io non posso capire. L’Europa è un miraggio inamovibile, che serpeggia nella popolazione fin nella più tenera infanzia, che diventa un totem indiscusso per la gioventù, specialmente dei migliori e dei più forti. Le famiglie sono disposte a investire tutto il loro denaro per mandare uno della famiglia nel lungo percorso che può durare mesi, a inseguire il sogno collettivo del VIAGGIO.”

L’orrore non si ferma qui, perché il giornalista continua nella sua impresa ardua e scopre altre abominevoli nefandezze:

“…Ho scoperto anche una clinica ostetrica dove è praticata compravendita di neonati sia di colore, provenienti dal rapimento delle immigrate incinte, che di razza bianca. Purtroppo non sono riuscito a raccogliere materiale sulla provenienza dei bambini bianchi…”

Tra l’altro, molte donne in quei posti dimenticati da ogni Dio sono state vittime di abusi sessuali e la creatura che portano in grembo non è il frutto di un amore, ma di violenza e di odio.

“…Come puoi pensare alla sacralità della vita che si sta formando dentro di te, se metà delle cellule, che ti invadono il corpo fino a deformarlo, sono quelle di un mostro? Che razza di sentimento può essere quello che ti spinge verso tuo figlio, ma allo stesso tempo ti fa voltare il viso orripilata al ricordo della circostanza del suo concepimento, nel giorno peggiore della tua vita? Come puoi pensare che tuo figlio potrebbe guardarti con gli occhi di chi ti ha violentato con disprezzo, mentre i suoi scagnozzi ti tenevano ferma e zitta sotto di lui annullando la tua volontà, la tua personalità, la tua stessa essenza? (…) Per una donna, la cosa peggiore provocata da uno stupro non è il danno fisico o la coscienza di essere stata violata da una bestia, ma la sensazione di essere diventata bestia a sua volta. Quasi che la brutalità dell’animale che ha violentato sia un virus che contagia l’abusata, che a sua volta diventa contagiosa e pericolosa.”

La narrazione, dettagliata e meticolosa, conduce quasi per mano il lettore in un crescendo di emozioni, variegate e a volte contrastanti. Le tematiche trattate sono forti, devastanti, dolorose e terribilmente attuali. È chiaro il netto contrasto anche sulle emozioni relative al miracolo dell’esistenza delle donne: quello di poter dare vita ad un’alta vita. Se da un lato, quando il futuro nascituro è frutto di un amore sincero e autentico, c’è trepidazione e gioia nell’attesa, dall’altro, quando invece ci si ritrova di fronte a una gravidanza maturata all’ombra di violenza e abusi, c’è disprezzo, orrore, odio. E tutto questo, nella mia visione assolutamente personale, mi ha indotta a riflessioni profonde e non scontate: puntare il dito quando ci si ritrova di fronte a situazioni complesse che possono dar vita a scelte limite, può sembrare il modo più semplice e giusto di valutarle. In realtà, nella maggior parte dei casi, alcune decisioni maturano nella sofferenza e nella disperazione più acuta. E forse, prima di dare giudizi e sentenze affrettate, sarebbe opportuno provare a mettersi nei panni dell’altro, considerando il concetto di umanità inteso nella sua accezione più profonda del termine.

Una lettura scorrevole, intrigante, estremamente accattivante, che pone al centro l’animo umano e sue infinite sfumature. Un romanzo semplicemente bello, che consiglio a tutti.

Buona lettura!

Fabiana Manna

Leggendo per errore una lettera indirizzata alla nuova coinquilina Andrea, Lisa, la protagonista, apprende che la donna è in fuga da un grave pericolo e che la sua presenza minaccia la sicurezza di tutto il condominio nel centro di Istanbul, vista Bosforo. Andrea è incinta e, durante un ricovero in una clinica, avvengono due gravi fatti. Nei sotterranei della struttura si consumano un omicidio e il ritrovamento di un neonato nascosto in uno stanzino segreto, che fa supporre un traffico di bambini. Purtroppo, al momento del delitto Lisa, incinta a sua volta, era presente nella clinica e quindi finisce fra gli indagati. A questo punto investigare, pur nel suo stato, diventa pura autodifesa. Arriva così nell’inferno del campo per immigrati siriani dell’isola di Lesbo, dove lei e il compagno Emre corrono un grave pericolo.
Alle avventure legate all’intricata vicenda, si aggiungono squarci narrativi, la storia d’amore fra i siciliani Andrea e Andrea turpemente ostacolati dal mafioso locale, ed è proposto qualche dilemma. Per esempio: è lecito per un agnello, che ne ha per un attimo l’opportunità, uccidere un lupo per salvare i numerosi agnelli che quel lupo sicuramente ucciderà in futuro? Oppure: come può porsi una madre violentata nel gestire il rapporto, avvelenato dall’odio, che si instaura fra lei e il suo bambino, figlio del mostro? Lontano dalle note gravi delle parti drammatiche, il tono del linguaggio sa assumere note spumeggianti e ironiche.

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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