Chiedi alla polvere, di John Fante

Autore: John Fante

Titolo: Chiedi alla Polvere

Editore: Einaudi Ed. 2017

Collana: Super ET

Pagg: 214-Brossura

Prezzo: €. 13,00

Chiedi alla Polvere è forse il romanzo più conosciuto dello scrittore italo-americano John Fante. E’ un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1939 ma “scoperto”in Italia solo nella seconda metà degli anni 80, e nel 2006 Tom Cruise ne produsse un film con la regia di Robert Towne. Siamo nel periodo della grande depressione e del secondo Conflitto Mondiale,è un romanzo autobiografico ambientato in California che narra le vicende dello scrittore italo-americano Arturo Bandini, alter-ego di John Fante, il quale vive in un suo microcosmo fatto da una piccola stanza d’albergo in un quartiere polveroso di Los Angeles. Bandini è agli esordi di una carriera da scrittore grazie alla pubblicazione del suo racconto “Il cagnolino Rise”, che gli permette di sopravvivere e lo illude di essere ricco al punto tale da riuscire a sperperare anche il denaro che non possiede. Bandini prova una sorta di delirio di onnipotenza con il chiodo fisso di dimostrare quanto vale e la sua grande capacità di poter divenire uno scrittore famoso e facoltoso. I suoi deliri, il suo status mentale, nonché il suo sentirsi a disagio per essere cattolico tanto da indurlo costantemente a chiedere perdono per i suoi peccati, si vanno ad intrecciare con il sentimento non corrisposto che prova per una cameriera ispano-americana: Camilla Lopez.  Arturo Bandini, non sa rapportarsi con le donne, non riesce a superare  i propri limiti e le proprie paure nei confronti del sesso opposto. E’ sessuofobico ed insicuro ma è allo stesso tempo affetto da erotomania, ha un pensiero maniacale nei confronti delle donne, le brama, le desidera ardentemente ma le poche volte che gli si concedono finisce col fallire.

…..Mi aveva fatto fare la figura dell’idiota giù alla spiaggia. Dubitava della mia virilità e da questo dubbio nasceva il disprezzo che le leggevo negli occhi……

E’ un romanzo dove tutto è il contrario di tutto e dove Bandini, è in lotta continua con se stesso, le sue paure, le sue contraddizioni, le sue insicurezze e l’incapacità di agire.  La polvere di cui ci parla l’autore finisce con l’essere una sorta di metafora del destino e della vita reale, e domina ovunque: sugli oggetti, sui luoghi, sugli ambienti, sulla palma che vede dalla finestra della sua stanza, sulle strade.

….Le riviste sul tavolo rimasero a prendere la polvere……  Le scale polverose…….  Le tazze erano polverose……. Ci avviammo lungo un corridoio buio e polveroso……. Il mondo era polvere e sarebbe tornato polvere………

Arturo Bandini è un personaggio sui generis, grottesco, ridicolo, è uno sbruffone, un illuso, arrogante, saccente, narcisista, ma allo stesso tempo sensibile, generoso, sognatore e in fondo tanto infelice.  Disperazione, rabbia, illusione, speranza, miseria, solitudine, amarezza, delusione ma anche amore, questi sono i sentimenti con cui si rapporta incontrandosi e scontrandosi costantemente in un moto quasi perpetuo. Un romanzo ben scritto, fluido, scorrevole; un linguaggio semplice e dal forte impatto emotivo e psicologico. La descrizione degli ambienti è estremamente evocativa e descrittiva,e mai banale. E’ un scrittura, quella di Fante, che non annoia, non stanca e che riesce a trasmettere ogni sentimento descritto. Un vero e proprio capolavoro della letteratura del Novecento, e in quanto tale può sicuramente essere amato o odiato, ma del quale mi sento assolutamente di consigliarne la lettura.

Teresa Anania

John Thomas Fante nasce a Denver l’8 Aprile 1909. Figlio di Nick Fante (originario di Torricella Peligna, Abruzzo) e di Maria Capoluongo (nata a Chicago, ma anche lei di origini italiane), John Thomas Fante vive un’infanzia turbolenta. Nonostante tutto riesce a diplomarsi ed inizia molto presto a fare lavori precari. La condizione di povertà e i suoi continui dissapori con il padre lo portano ad abbandonare la provinciale Boulder, dove vive con la famiglia, per tentare la fortuna a Los Angeles, dove arriva nel 1930. Qui si iscrive all’università con scarso rendimento, ma grazie a questa esperienza si avvicina seriamente alla scrittura. Nel frattempo vengono pubblicati i suoi primi racconti e i fratelli e la madre si trasferiscono anche loro in California, a Roseville. Scrive con una certa regolarità per le riviste American Mercury e Atlantic Monthly anche grazie al supporto di Henry Louis Mencken, di cui è da tempo corrispondente. Sempre all’inizio degli anni ’30 inizia la sua collaborazione con Hollywood in veste di sceneggiatore, un lavoro che non ama ma che comunque gli porta discreti guadagni. Ha lavorato anche in Italia come sceneggiatore per Dino De Laurentiis. Durante la guerra John Fante vive un periodo di crisi narrativa dovuto anche all’impegno come collaboratore per i servizi d’informazione e alla nascita dei suoi quattro figli dalla moglie Joyce, sposata nel 1937. Nel 1978 l’incontro tra Fante e Charles Bukowski, che dichiara di considerarlo “il migliore scrittore che abbia mai letto” e “il narratore più maledetto d’America” (Bukowski giunse a dichiarare “Fante era il mio Dio”). Bukowski gli chiede l’autorizzazione di ristampare Chiedi alla polvere, per cui scrive un’appassionata prefazione. Pur di spingere la casa editrice Black Sparrow per cui scriveva a ristampare le opere di Fante, da lungo tempo fuori stampa, Bukowski giunge a minacciare l’editore di non consegnare loro il manoscritto del suo nuovo romanzo. John Fante muore in ospedale l’8 maggio del 1983. Ha scritto: La strada per Los Angeles (1936, ma pubblicato nel 1985), Aspetta primavera, Bandini (1937), Dago Red (1940), Sogni di Bunker Hill (1982), Una vita piena (1952), La confraternita dell’uva (1977), Il Dio di mio padre (1985), Un anno terribile (1985), A ovest di Roma (1986), La grande fame (2000).

TRAMA:

“Così l’ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade c’è la polvere dell’Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere. E c’è una ragazza ingannata dall’idea che felici fossero quelli che si affannavano e voleva essere dei loro”. Chiedi alla polvere è il romanzo delle passioni di Arturo Baldini. Quella per la scrittura, che lo spinge per le strade di Los Angeles in cerca di vita da mettere sulla pagina. E quella amorosa, che lo porta a intrecciare una relazione fatta di ossessione, tradimenti e cuori feriti con una giovane cameriera messicana. Il capolavoro di John Fante. Uno dei grandi libri di letteratura americana del Novecento.

 

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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