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Come delfini tra pescecani , François Morlupi

Come delfini tra pescecani , François Morlupi

COME DELFINI TRA PESCECANI – UN’INDAGINE PER I CINQUE DI MONTEVERDE, François MORLUPI. Editore SALANI.

“Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”.

John Fitzgerald Kennedy .

Roma, culla della storia e della civiltà. Maestosa nella sua bellezza. Incanta, seduce, rapisce. Impossibile non rimanerne folgorati. Ma, come ogni medaglia, presenta il suo rovescio. E talvolta può trattarsi persino di qualcosa di inquietante…

Vivian Abellana è una giovane donna filippina, costretta a lasciare la sua patria dopo che nel 2013 il tifone Hayan aveva spazzato via tutto, portandosi via casa e marito e lasciandola sola con il piccolo figlio Adrian. A Roma riesce a trovare un lavoro come domestica presso un uomo tirchio e burbero, il signor Gordi. Ma quel giorno una macabra scena si presenta alla vista di Vivian: il suo datore di lavoro ciondola con un cappio al collo. Lo sconcerto è inevitabile e la giovane domestica, senza contratto di lavoro e con un permesso di soggiorno in scadenza, in preda al panico, decide di allontanarsi velocemente dall’abitazione e di non rivelare a nessuno ciò che le era appena capitato.

"Lo sguardo senza vita del signor Gordi fissava diritto davanti a sé, come se avesse cercato fino all'ultimo di uscire dalla stanza, almeno con la mente. La trave del soffitto era stata utilizzata come supporto per il cappio".

Sarà poi la vicina di casa, Fabiana Manna, ad accorgersi dell’accaduto e a sporgere denuncia. Sul posto arrivano i membri del commissariato di Monteverde, capitanati da Ansaldi, eccellente professionista e appassionato di arte, tormentato da un passato complesso e destinato a combattere e gestire ansia, attacchi di panico e ipocondria. A questo punto sembra chiaro si tratti di suicidio…

“Giancarlo Gordi, 82 anni, pensionato. Vedovo, un figlio, nato nel 1970 è morto nel 1985 a seguito di un incidente in motorino. La madre si è tolta la vita qualche anno dopo, per il dolore. Imprenditore senza particolari successi. Fedina penale pulita. Nessun fratello o sorella. Il presente è l’unico domicilio conosciuto, nient’altro nel database. Pur rovistando tutto l’appartamento, non abbiamo trovato alcun cellulare, né ci risulta che ne possedesse uno. Usava soltanto il fisso.”

Eppure, nella mente del vice ispettore Loy, si insinua un dubbio: è veramente così come sembra, o qualche particolare è stato tralasciato? Si tratta di suicidio o forse qualcuno ha architettato un omicidio cercando di celarlo dietro un’apparente necessità di togliersi la vita? Le indagini cominciano, e la squadra di Monteverde si imbatterà in altre morti sospette. Sono solo coincidenze o c’è un filo conduttore che lega le vittime? E se le supposizioni del vice ispettore dovessero dimostrarsi veritiere, chi sarebbe in grado di tessere una ragnatela così fitta di intrighi e di odio, e soprattutto perché?

Pagina dopo pagina, il lettore è alimentato da un immenso crescendo di curiosità e suspense. Il talento di Morlupi risulta essere eccellente: i punti di forza e di debolezza e le sfaccettature caratteriali dei vari personaggi sono delineate con estrema cura, tanto da poter percepire la sensazione di conoscerli realmente. La narrazione è fluida ed estremamente coinvolgente. Nulla è lasciato al caso: emergono passioni, stati d’animo, vizi e virtù, dedizione per il lavoro di squadra, attitudini ed emozioni. Affiorano ricordi, a volte felici, altre dolorosi. La stessa Roma è descritta nelle sue molteplici varianti: magica e funesta, lieta e caotica, pregna di cultura ma anche di buche e di traffico. Tutto straordinariamente reale e autentico, anche nella sua cruda verità.

Ho avuto l’onore e il privilegio di conoscere personalmente François Morlupi, autore di questo straordinario romanzo. Il suo grande senso di empatia, la sua singolare umanità, le sue passioni, culinarie, artistiche, storiche e letterarie, si incarnano perfettamente nelle figure dei protagonisti, nei quali ciascuno può trovare un po’ di sé. Una lettura magnifica, dal finale sorprendente, che farà riflettere sull’essenza del nostro essere più recondito, di cui già immagino la trasposizione cinematografica!

CITAZIONI

“…Ogni muro che si frappone fra te e il tuo obiettivo è lì per un motivo preciso. Non per bloccarti, ma per offrirti le possibilità di scavalcarlo e di dimostrare quanto tieni ai tuoi sogni. I muri di mattoni sono costruiti per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo”.

“I peccati del passato indossano lunghi abiti”.

“Se ti senti solo quando sei solo, sei in cattiva compagnia”.

SINOSSI

È un ottimo poliziotto, il commissario Ansaldi, anche se da tempo immemore soffre
di ipocondria e di attacchi d’ansia che rendono complicate anche le attività più
semplici, nella vita come nel lavoro. Per fortuna il quartiere al quale è stato
assegnato, Monteverde, è un’oasi di pace nel caos della capitale: un posto tranquillo,
dove non succede mai niente. Forse è per questo che sotto il suo comando sono
stati destinati altri quattro soggetti ‘particolari’, come ad esempio Eugénie Loy, il
suo braccio destro, che soffre di un disturbo antisociale della personalità che la rende
apparentemente insensibile, una ‘portatrice sana di disperazione’ come la
definiscono i colleghi, che però riconoscono in lei ottime doti investigative. Sono
così, i Cinque di Monteverde: uomini e donne alle prese con le loro debolezze, ma
capaci, insieme, di trasformarle in forza. Un venerdì pomeriggio, un ultraottantenne
vedovo e solitario viene trovato senza vita nel proprio appartamento, con un cappio
al collo. Si direbbe un caso facile, il classico suicidio. Ma qualcosa non quadra ad
Ansaldi e ai suoi, e quel piccolo dubbio si trasforma, nel volgere di pochi giorni, in
un’indagine che turberà non solo la quiete di Monteverde ma anche le stanze della
politica. Demolendo con sarcasmo graffiante lo stereotipo del poliziotto supereroe,
Morlupi ha saputo dare un volto credibile a chi per mestiere affronta il crimine,
alternando intuizioni fulminee a epiche figuracce. Una ventata fresca nel panorama
giallo italiano.

L’AUTORE

Franòois Morlupi

FRANÇOIS MORLUPI
Classe 1983, italo-francese, lavora in ambito informatico in una scuola francese di
Roma. Prima di questo ha scritto due romanzi, che per mesi sono stati sempre ai
primi posti delle classifiche ebook, diventando un caso editoriale.

Autore : François Morlupi

Titolo : Come delfini tra pescecani

Editore : Salani

Collana: Le stanze

Prezzo :16,00
Dal 29 aprile in libreria

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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