Crea sito

“Follia”, di Patrick McGrath

“Follia”, di Patrick McGrath

Patrick McGrath
Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.

Introduzione

“La psicologa non potrà mai dire la verità sulla follia, perché è la follia che detiene la verità della psicologia.” (Michel Foucault)

Aneddoti personali

Follia. Il titolo del libro, ma anche il concetto sul quale si fonda. Ma che cos’è in realtà la follia? C’è un confine concreto tra normalità e follia? Può un evento risultare determinante a scatenare questa condizione mentale insana? Può essere prevedibile, almeno in alcune circostanze? Esistono dei segnali d’allarme? Ciascuno cercherà una risposta, non sempre sarà esaustiva…

Recensione

Sono sempre stata affascinata dai molteplici aspetti della mente umana, con attenzione particolare verso le inclinazioni patologiche. Una sorta di desiderio perverso a voler capire i meccanismi che si innescano nella fitta coltre dei pensieri di un individuo. Le storie, le vicende, i vissuti che influiscono sui processi cognitivi, che li alimentano e li nutrono, dando a volte vita a risvolti drammatici, fino a precipitare in un baratro infernale irreversibile. Dunque, non potevo esimermi dal catapultarmi in questa lettura che mi ha letteralmente ipnotizzata! Siamo in Inghilterra, verso la fine degli anni ’50 dello scorso secolo. Peter Clave, uno psichiatra di un manicomio criminale, narra, in modo pressoché distaccato, la vicenda di un caso clinico destinato a trasformarsi in un vortice tormentato e pericoloso. Il tutto ruota intorno a Stella, mamma di Charlie e moglie di Max Raphael, che intende divenire primario del manicomio, e a Edgar Stark, artista squattrinato, reo di aver massacrato sua moglie, crimine per il quale non ha mai mostrato alcun cenno di pentimento.

“Edgar aveva ucciso sua moglie a martellate, e ne aveva mutilato il cadavere. Al processo, due psichiatri avevano testimoniato che soffriva di psicosi paranoide, e la corte aveva emesso il verdetto di infermità mentale richiesto dalla difesa.”

In una condizione di apparenze e di sterili facciate, come vive Stella? È Serena, appagata, felice?

“…una donna alla deriva in un mare di boccette vuote e giornali vecchi…”

Questo un po’ lo status di Stella, stanca della sua routine, stanca di vivere accanto a un uomo poco passionale, stanca di indossare una maschera che la confina in un ruolo nel quale non si riconosce più. Insoddisfazioni latenti, malesseri che vogliono essere esorcizzati e insofferenza generalizzata, sono la triste e ormai intollerabile quotidianità per Stella, e contribuiscono a rendere galeotto un ballo tenutosi proprio all’interno del manicomio. Un momento fatale, in cui questa donna “spenta”, scoprirà di provare un’attrazione incontrollabile verso Edgar, uomo solo apparentemente sano, che cela paranoie, rabbia e violenza. Ma la scintilla ormai è scoppiata, e Stella non riesce più a contenersi. I suoi pensieri sono sempre rivolti a Edgar, colui che è stato capace di farla sentire nuovamente viva, colui che è riuscito a renderla libera mentalmente e sessualmente, colui per il quale è disposta a mettere in discussione tutta la sua esistenza. Oltre ogni ragionevole concezione di giusto o sbagliato.

“Se ci pensi, quand’è che cominciamo a fare delle distinzioni tra quel che è giusto e quel che è sbagliato? Quando qualcosa ci ferisce o minaccia di farlo.”

Ed ecco che l’amore, o ciò che si ritiene tale, si confonde con l’ossessione sessuale morbosa, con pulsioni irrefrenabili, perverse e incontenibili. Un paso doble sul filo di un rasoio, porterà tutti i protagonisti, indistintamente, nel giro di poco tempo, a schiantarsi contro una terribile realtà che forse, se fosse stata analizzata con maggiore attenzione e obiettività, poteva essere evitata, o quantomeno contenuta.
Man mano che le pagine scorrono, veloci e coinvolgenti, ci si rende conto di quanto le parole di questo romanzo si identifichino con la realtà: dipendenza affettiva, tendenza a manipolare, controllo ossessivo, paura dell’abbandono, atti di violenza fisica e psicologica, gelosia morbosa, sono solo alcuni degli elementi che rendono un amore tossico, malato, delirante. Spesso il partner è idealizzato, giustificato, compreso a oltranza e a prescindere. Senza ci si sente soli, vulnerabili, vuoti. L’altro/a può divenire linfa vitale indispensabile, con cui ci si identifica dimenticando la propria individualità, perdendo il centro di se stessi.

Patrick McGrath, con il suo romanzo, conduce il lettore nelle spirali vertiginose e inquietanti della mente umana. Da tutti i personaggi emergono sfaccettature psichiche che vengono analizzate in modo quasi certosino, rendendo la lettura estremamente accattivante e appassionante. Le domande, le riflessioni, le sorprese e i dubbi sono elementi che accompagnano il lettore in questo viaggio tenebroso e inquietante, nel quale i concetti di vita e morte si manifestano con una prepotenza assoluta e spietata.

Conclusioni

“Follia” è un libro crudo, amaro, forte. Non lascia indifferenti. Segna, fa riflettere, indigna. Ci mostra la fragilità della nostra mente e di quanto siano alte le probabilità di cadere, accidentalmente e inconsapevolmente, in una spirale perversa e senza via d’uscita. Non è facile creare empatia con i protagonisti. Spesso si rischia di detestarli per i loro atteggiamenti. E questa poi sarà una condizione personale del lettore. Di sicuro è un romanzo che suscita innumerevoli considerazioni, partendo dal presupposto che la verità è imprescindibile dalle nostre credenze, dalle nostre storie individuali e personali, dai coinvolgimenti emotivi che tendono a falsare le reali dinamiche degli accadimenti, rischiando di perdere l’obiettività e, conseguentemente, noi stessi…
Un libro che ho trovato straordinario fin dalle prime pagine, e di cui non posso che consigliarne la lettura!

Fabiana Manna

Voto

5/5

Citazioni

“E quando capisci che non puoi più evitare, o rinviare, o ignorare una necessità, il rischio cessa di essere un deterrente.”

“La tragedia è un aspetto della vita meno raro di quanto a volte si creda.”

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.