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I Ponti del Diavolo in Calabria, tra storie e leggende metropolitane

I Ponti del Diavolo in Calabria, tra storie e leggende metropolitane
Ponte del Diavolo. Civita(Cosenza)

In tutta Italia, ma anche all’estero, esistono dei ponti legati a storie misteriose e a leggende che si tramandano da secoli e tutte simili tra loro.  In epoca medioevale edificare un ponte, costruzione che per antonomasia congiunge due luoghi separati dalla natura, era considerata un’impresa non facile, quasi magica, e pertanto solo il Maligno poteva riuscire in tale realizzazione. Inoltre, il ponte veniva  simbolicamente associato all’unione tra Bene e Male, perché se la Natura aveva voluto operare tale dicotomia, solo il Diavolo poteva avere interesse nell’unificazione. Ecco perché prendono il nome di Ponti del Diavolo.

Quelli di cui oggi voglio parlare sono quattro e sono quelli presenti in Calabria nelle cittadine di  Civita (CS), Squillace (CZ), Paola (CS) e Scigliano (CS).

CIVITA – (Cosenza)

Il Ponte del Diavolo di Civita è quello forse più conosciuto. Civita è un comune all’interno del Parco Nazionale del Pollino, nella Riserva delle Gole del Raganello e collega le due pareti del canyon scavato dal fiume omonimo. Il ponte  veniva utilizzato già in epoca romana per raggiungere la Magna Graecia  attraverso il fiume Acalandros (odierno Raganello). Il ponte ha un’arcata a dorso d’asino e si erge a 260 metri s.l.m.  Essendo una costruzione impervia e che si perde nella notte dei tempi, sembrava impossibile disporre dei mezzi idonei a tale realizzazione e, pertanto, se l’uomo era impossibilitato a costruirlo, doveva per forza essere un’opera diabolica.  La leggenda narra che, un proprietario terriero della zona chiese al Diavolo di edificare un ponte sul torrente e, in cambio avrebbe ottenuto l’anima del primo essere umano che lo avrebbe attraversato. Il Diavolo lo eresse in una sola notte. L’indomani mattina si appostò in attesa del primo malcapitato ma l’uomo, astutamente, fece attraversare il ponte ad una pecora. Quando il Diavolo se ne accorse maledì il ponte e tentò invano di distruggerlo; scagliò la sua ira sferzando un calcio i cui segni, secondo la leggenda, pur essendo stato restaurato a seguito dei crolli avvenuti nel 2005, sono ancora visibili.

Squillace (Catanzaro)

Il Ponte del Diavolo di Squillace, sorge lungo il torrente Ghetterello e si racconta che un pastore chiese al Diavolo di aiutarlo nella costruzione di un ponte che lo agevolasse nel raggiungere la sponda opposta del fiume, ma che non crollasse dopo ogni piena. Il Diavolo accettò, chiedendo in cambio l’anima del primo essere umano che lo avesse attraversato. Anche qui il pastore violò il “patto”, poiché lanciò sul ponte un pezzo di carne, facendo poi sbucare fuori dal suo mantello un grosso cane che, attirato dal succulento pasto si fiondò sul ponte. Il Diavolo preso in giro, diede un grosso calcio  lasciando un buco ancora visibile.

Paola (Cosenza)

Il Ponte del Diavolo della città di Paola si raggiunge costeggiando il torrente Isca, che scorre fiancheggiando il Santuario dedicato a San Francesco.  Qui la leggenda narra che fu lo stesso San Francesco, fondatore dell’Ordine dei Minimi, a chiedere aiuto al Diavolo per realizzare un ponte adatto ad attraversare il torrente. Anche qui il Maligno pretese in cambio l’anima del primo malcapitato, ma San Francesco fece in modo che fosse un cane. Il Diavolo, profondamente irato, ingaggiò una lotta violenta col Santo e tirò un calcio al parapetto di sinistra lasciando un buco ancora oggi visibile, e appoggiò la sua mano sulla parete opposta dove ne sarebbe rimasta l’ impronta.

Scigliano (Cosenza)

Scigliano è un comune in provincia di Cosenza, tra il fiume Savuto e il torrente Bisirico. Il ponte, che è Monumento Nazionale, è detto di “Annibale” o di “Sant’Angelo”. La prima attribuzione è dovuta al fatto che, pare, Annibale il Cartaginese lo attraversò con le sue truppe. La seconda nomenclatura è dovuta alla vicinanza della chiesetta di San’Angelo che si trova sul lato destro dl ponte. Anche qui la leggenda narra che il Diavolo, raggirato dal Santo, diede un calcio sulla parte destra del ponte provocando una lesione. Il Ponte, dalle analisi effettuate durante le opere di consolidamento, sembra avere un’età superiore ai 2000 anni ed è costruito ad un’unica volta con due archi concentrici e costruito completamente a secco con pietra di tufo rosso calcareo. Ancora oggi perfettamente percorribile, è uno dei più antichi ed importanti ponti d’Italia, insieme al ponte Fabricio dell’Isola Tiberina del 69 a.c., tra quelli che hanno mantenuto la struttura originaria, pervenuto integralmente ai giorni nostri, senza essere crollati e poi ricostruiti neppure parzialmente.

Teresa Anania

 

 

Fonti e immagini web

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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