IL DIBATTITO SUL GENERE LETTERARIO DEL ROMANZO.

Un concetto mobile che trae origine dalla condizione precipua della stessa natura umana.
A cura di Giovanni Margarone

IL DIBATTITO SUL GENERE LETTERARIO DEL ROMANZO.

Un concetto mobile che trae origine dalla condizione precipua della stessa natura umana.
A cura di Giovanni Margarone

Un argomento dibattuto nell’ambiente culturale è senza dubbio quello del genere letterario. Mentre di per sé non sembrerebbe complesso, di fatto lo è. Infatti il concetto di genere letterario è mobile perchè trae origine dalla condizione mutevole della stessa natura umana.
L’uomo, per sua indole, è complesso e libero e in tutti gli ambiti del suo scibile, sin dalla notte dei tempi, grazie alla sua evoluzione, ha affinato sempre di più le branche del sapere e delle arti. Io partirei proprio dal fatto “uomo” per far meglio comprendere a come si è arrivati a un quadro sinottico al quale corrisponde, di massima, una codificazione il più possibile fedele alla realtà fattuale delle sue arti e, in particolare, della letteratura.
Nell’arte, come in tutti gli ambiti umani, abbiamo sempre due attori: chi crea e chi fruisce. È un rapporto sinallagmatico di derivazione istintiva; l’ut des, come definito dalla latinità, concetto presente in tutte le culture e in tutte le manifestazioni delle stesse. Dal punto di vista antropologico e sociale, è innegabile che il rapporto sinallagmatico sia una diretta derivazione di analoga realtà del mondo animale al quale l’uomo peraltro appartiene. La distinzione fra l’homo sapiens e gli animali consta nel fatto che il primo, a differenza degli altri, avverte la necessità di soddisfare bisogni in aggiunta a quelli primari. Questo perché l’uomo si distingue per la sua intelligenza, che lo porta alla ricerca di bisogni legati alla spiritualità e alla trascendenza al fine di alimentare il benessere interiore, in quanto consapevole. E le arti hanno proprio questo scopo. Nel rapporto sinallagmatico in ambito letterario, vediamo che colui che crea, l’autore, è inconfutabilmente legato al fruitore (lettore, spettatore, ascoltatore), creandosi un legame empatico correlato al gradimento, cioè l’accettazione dell’opera – intesa nella sua più ampia accezione – che provoca nel fruitore stesso un benessere interiore. La sensazione di piacere provocata dall’opera dell’autore è fondamentale, perché si è verificata la corrispondenza, cioè l’opera ha raggiunto il giusto fruitore, che ne trae piacere dalla stessa, grazie al suo apprezzamento. Si crea quindi un canale che ha quale precipua caratteristica il “genere”. In sostanza, l’autore ispirato da una vocazione naturale per un genere, ricerca e trova chi è ispirato a fruire di quel genere. E indovinate da dove risale il concetto di genere? Dall’antica Grecia ovviamente. Infatti fu Platone a effettuare le prime distinzioni tra genere mimetico (tragedia e commedia), narrativo (ditirambo e nomo) e misto (epopea). Nel classicismo sono stati distinti il genere sulla base di determinate caratteristiche che prendono in considerazione il linguaggio della scrittura e la natura dei temi trattati. Relativamente al linguaggio, i Greci distinsero la scrittura in forma narrativa (epica) e drammatica (teatro). In epoca romantica, Hegel, nell’Estetica, distinse i tre generi: epico, lirico e drammatico. Il genere epico comprende la narrativa e la poesia. Il genere lirico è espresso miscelando la con l’epica con la musica. Il genere dramma è identificato nel teatro (tragedia e commedia).
Va da sé che tutti i generi letterari citati (che sarebbe meglio definirli ambiti per distinguerli dai generi in senso proprio) sono fortemente condizionati dalla “tematica” dell’opera, che corrisponde all’orizzonte di attesa dei fruitori (lettori, ascoltatori). Per questo, data la straordinaria varietà tematica, la codificazione del genere proprio è soggetto ad una costante flessibilità interpretativa. Tornando all’autore, e focalizzando l’attenzione agli ambiti narrativo e poetico, è lapalissiano che il genere (ambito tematico) sia per lo stesso una sorta di naturale predisposizione, sebbene ci siano, nella storia della letteratura non poche eccezioni, ossia creare in ambito sia narrativo, sia poetico (cfr. Leopardi, Manzoni) e, riguardo al genere, scrivere opere di genere differente (cfr. Simenon). Questo per dire che anche la vocazione dell’autore non è rigida, ma mobile; così come il lettore può avere diverse preferenze di genere che lo soddisfano in egual modo.
La classificazione dei generi letterari non è, quindi, rigorosa e assoluta ed è soggetta oltretutto a modifiche correlate all’evoluzione dei tempi, in quanto, nel tempo, sono sorti generi nuovi, come è successo, per esempio, con la nascita del giallo ai primi del novecento.
Di massima, la classificazione si distingue in generi e sottogeneri; ma possiamo avere generi ibridi, che possono abbracciare sia generi che sottogeneri.
Riguardo al romanzo, si suole distinguere opere di genere e non di genere. Questa prima classificazione non aderisce però a una classificazione rigorosa ed è riferita più che altro ad una superficiale percezione della narrativa attuale, in relazione al successo commerciale. In questo ambito, sono di genere i fantasy, i gotici, i thriller, i gialli, i rosa, gli erotici, d’avventura, per ragazzi, horror, umoristico, storico, fantascienza. Mentre i romanzi di formazione e autobiografici si collocano più verso a una narrativa non di genere, che è un’opera mainstream, di più elevato livello culturale, trattando tematiche profonde di elevato impatto socio-antropologico-filosofico.
Tuttavia, anche il romanzo non di genere, che racconta comunque di vicende umane (altrimenti sarebbe un saggio), può avere le caratteristiche del romanzo di formazione, d’avventura, autobiografico, psicologico, per esempio.
Altra distinzione è quello tra romanzo e racconto, distinzione dovuta alla lunghezza della narrazione; il racconto soggiace anch’esso alla classificazione per genere.
Insomma, è molto difficile fare una classificazione canonica in letteratura, in quanto sono molte variabili che la influenzano. Il dibattito è aperto nell’ambiente letterario e continuerà ad esserlo, in quanto la poliedricità di questa materia è un inevitabile stato di fatto.

Ma qual è la ragione di fondo di questo? La ragione è insita nello stesso concetto di arte. L’arte è espressione libera, che nella sostanza rifugge dalle regole. L’artista è un estroso spirito libero, poiché il suo esprimersi vaga tra il reale e l’irreale, tra la trascendenza e la materialità, senza alcun vicolo.
L’arte colora e anima la nostra esistenza, nutre lo spirito, ci rende liberi.

Se l’arte non esistesse, il mondo sarebbe uno sterile luogo di forme immobili.

Giovanni Margarone

Pubblicato da Giovanni Margarone

Sono Giovanni Margarone, sono nato nel 1965 e scrivo narrativa. I miei romanzi rientrano maggiormente in quelli di formazione, per via dell’evoluzione che fanno compiere (innanzitutto interiore e non solo) ai protagonisti (dall’infanzia all’età adulta, risalendo sovente alle origini, scavando nella storia del personaggio). Forte è la componente introspettiva e psicologica, per cui il personaggio resta sempre e comunque l’elemento centrale delle narrazioni, che potrebbero essere quindi ambientate in qualunque luogo. Sono un autore che vuole scrivere per gli altri, perché diversamente la mia sarebbe un’attività monca, fine a se stessa. Interpreto la scrittura come il mezzo più efficace per trasmettere sentimenti, emozioni e per indurre alla meditazione. Questa interpretazione trascendentale della scrittura mi è assai cara, perché ritengo che la spiritualità faccia parte di noi stessi e che lo spirito vada nutrito. Ho finora scritto e pubblicato quattro romanzi: “Note fragili” (2018, seconda edizione), “Le ombre delle verità svelate (2018, seconda edizione), “E ascoltai solo me stesso” (2019, seconda edizione) e “Quella notte senza luna” (2018). Inoltre, nel 2019 un mio racconto “Il segreto del casone” è stato inserito nell’antologia “Friulani per sempre” – con postfazione di Bruno Pizzul - edito da “Edizioni della sera”. Nel novembre 2019 sono stato insignito di una “Benemerenza” dal Comune di San Giovanni al Natisone (UD) (dove risiedo) per meriti letterari. Sono membro della Commissione Cultura del Comune di San Giovanni al Natisone (UD). I miei romanzi hanno ricevuto numerosi premi letterari. Il mio sito ufficiale è https://margaronegiovanni.com/

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