Il ragazzo che non voleva morire di Vincenzo Sacco

Il ragazzo che non voleva morire di 
Vincenzo Sacco

A volte la paura prende il sopravvento e non riusciamo a sentire l’eco della nostra anima.

“Mettere per iscritto i propri demoni serve per imprigionarli. O per liberarli, fa lo stesso. Leggere un libro segue lo stesso principio. Incontri sempre i demoni della tua vita fra le pagine scritte da altri, e vederli lì ingabbiati ti rende libero”.

Siamo di fronte ad una storia molto forte “ Il ragazzo che non voleva morire” è un libro profondo, impegnativo, incisivo che scava all’interno della coscienza di ciascuno di noi.

Il livello di scrittura è alto, moderno, innovativo;  uno stile che mette in rilievo gli studi e gli approfondimenti conseguiti dallo stesso autore.

Non nego che, molte volte, mi sia fermata durante la lettura  per documentarmi sul significato di parecchi termini a me sconosciuti; questa non vuole rappresentare una critica negativa, anzi direi un apprezzamento allo stimolo e alla ricerca di un sapere sempre nuovo.

Lo scrittore narra un intero anno di vita di Claudio Modica e lo fa mettendo in ordine le informazioni prese da tabulati telefonici, da pagine di diario, da bozze sul blog, dai vari profili sui social, ovviamente ,dagli atti.

Nonostante il tema sia molto delicato ( ricordiamo la vicenda come la Campagna, l’Avventura di Venezia) e raccontato sotto forma di romanzo, Vincenzo Sacco riesce con estremo rispetto a renderci partecipi di una realtà che, ancor oggi , sottolinea i vari disagi della nostra società.

Si parla di amicizia, di rapporti occasionali, di opportunità di lavoro, di trasgressione, ma soprattutto si affronta il tema della “ paura”.

“ Per sconfiggere un pensiero fisso, Claudio lo sa fin troppo bene, ci vuole un nuovo Pensiero Fisso. Per sconfiggere una Paura, c’è bisogno di una paura ancora più grande”.

L’ipocondria, l’agorafobia, gli attacchi di panico,la paura di tutto e il contrario di tutto sono gli elementi protagonisti di queste 272 pagine.

“ Ecco, vedi, sono un maledetto ipocondriaco. Talmente maledetto che non ho il coraggio di farmi controllare il sangue”.

Storie di sesso nei pub, avventure nei locali notturni, bravate di ragazzi che, sotto la soglia dei trenta anni, vogliono divertirsi senza pensare a nulla. Però il nulla poi presenta il suo conto: una incontrollabile Paura!

Il linguaggio, spesso, non risparmia termini duri e forti che, nella loro forma, raggiungono l’ impatto immediato desiderato. Si ha la sensazione di respirare le ansie dei personaggi, i loro timori, le loro insicurezze e di sentire i loro sfrenati piaceri, ai quali non si sottraggono mai!

 “ Ma perché si ha tanta paura? Ma poi di cosa effettivamente si ha timore?” Questo è il quesito fondamentale che rimarrà impresso sulla mente di ognuno di noi durante l’intera lettura.

“ Chiudendomi in me stesso mi sono illuso di aver paura di qualcos’altro, di una presenza estranea, aliena. In verità avevo paura di me”.

Si parla di anima e corpo, due entità spesso non allineate nel contesto di una cruda esistenza. Si parla di un legame profondo tra  Claudio e sua nonna, legame che oltrepassa i confini e sfiora il soprannaturale oppure  abbraccia  credenze popolari di un paesino che ancora ha bisogno di credere in qualcosa pur di andare avanti. Argomenti approfonditi nei minimi particolari, infatti l’autore non si limita a raccontarci una storia, lui ci fa vivere quella “storia”. Ci presenta un’anima che ha bisogno di trovare una collocazione giusta …

“E’ la mi anima che è a digiuno. No, è il mio corpo che non sta bene con la mia anima. Corpo e anima come una coppia che divorzia: loro non si sono mai trovati”.

Di  notevole spessore il tema della “famiglia mancata”; i disagi dei giovani sui quali si ripercuotono i problemi adolescenziali:  chi non ha avuto una famiglia, chi l’ha persa troppo in fretta, chi ce l’ha ma senza neppure accorgersene. In maniera diretta l’autore ci invita a riflettere sui molteplici comportamenti ai quali siamo costretti ad assistere e a volte a giudicare senza conoscere il retro della realtà.

“ Una ragazza cresciuta senza mamma. Voleva farmela pagare. L’avrò picchiata una forse due volte. Non sapevo come farmi obbedire”.

Viene affrontato anche il tema del  lavoro e la consapevolezza che a volte la giustizia e la propria coscienza possono valere più di uno stipendio.

Prima di portare a termine la mia recensione, ci tengo a sottolineare la grande competenza che Vincenzo Sacco ha dimostrato di possedere nell’affascinante sfera del cinema e non solo. Vengono citati tantissimi personaggi, parecchi film, cantanti, testi musicali e frasi letterarie.

(Rumore Bianco,Notre Dame,Ecce Homo, Batman, Ritorno del Cavaliere Oscuro, Scream,Bonnie e Clyde, Oscar Wilde, Verga, Matilde Serao,Profondo Rosso, Jovanotti, Riders on the storm,Humphrey Bogart, Janis Joplin,Tom Cruise, Nicole Kidman,Star Wars, Ned Stark, Hitler…)

Faccio i miei complimenti all’autore e al suo coinvolgente  libro “ il ragazzo che non voleva morire”.

Titolo : Il ragazzo che non voleva morire

Autore : Vincenzo Sacco

Editore : Spazio cultura

Prezzo : € 15

Vincenzo sacco

Vincenzo Sacco autore del romanzo Pornozeus e del saggio Screens Wilde Shut – il primo , e definitivo studio sul rapporto tra Cinema e Massoneria; fondatore del blog letterario ” librisenzagloria.com”, ha lavorato alla distribuzione cinematografica di oltre cinquanta lungometraggi, sia italiani che internazionali, e di numerosi eventi cinematografici di successo. Oggi è direttore della divisione distribuzione di ” Altre Storie”e , nella stessa società, partecipa allo sviluppo ed alla realizzazione produttiva di diversi film per cinema e televisione.

La descrizione del libro

Se la vita fosse un horror movie, Claudio Modica avrebbe già violato le regole fondamentali per restare in vita fino ai titoli di coda: non ubriacarsi, non drogarsi, non fare sesso con leggerezza. Tutto ha inizio con un risveglio in compagnia di un feroce mal di testa post sbornia e di Andrea, una stravagante bellezza di colore. Lui non ricorda nulla della notte appena trascorsa, lei si rifiuta di parlarne. Poi c’è lo spinello scambiato con Giuditta, pallida ragazza con problemi di droga in famiglia che perde sangue dal labbro. E Lamù, la cosplayer che gli regala un rapido amplesso con il personaggio delle sue fantasie adolescenziali. È a questo punto che un nemico invisibile, innominabile, implacabile comincia a braccare Claudio. Un Male perennemente in agguato negli angoli bui della sua immaginazione, pronto a presentargli il conto delle sue disattenzioni passate. Una minaccia che non corrisponde a un oggetto o a una persona, che stavolta non indossa nemmeno una maschera, ma che ne può cambiare mille. E per Claudio è giunto il momento di cominciare la sua lotta per la sopravvivenza.

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