Il ruolo della donna nella rinascita del paese nel dopoguerra raccontato dalla letteratura .

 

Siamo nell’Italia del dopoguerra. Erano tempi difficili: la povertà si toccava con mano, era un’epoca di rinascita e di mille speranze. I nuovi ricchi erano quelli che erano riusciti ad usare la guerra come fonte di arricchimento, con la borsa nera e l’usura, approfittando della maggior parte della popolazione a cui la guerra aveva portato via tutto. E’ uno scenario di gente semplice per la maggior parte analfabeta. L’istruzione è un lusso per pochi, mandare i figli a scuola era una spesa spesso insostenibile per le famiglie che fanno fatica a sbarcare il lunario. L’istruzione non è un diritto: un ragazzo intelligente e volenteroso doveva combattere con la miseria  familiare. Le poche biblioteche di quartiere che cominciano a nascere sono l’unica speranza per coloro che non sono riusicti ad ottenere il diritto di cambiare la propria vita con l’istruzione; l’istruzione non come un cumulo di nozioni, ma come  possibilità di capire, di ragionare, di andare oltre le miserie familiari. Le bambine erano le vittime designate, dovevano aiutare in casa o lavorare per aiutare la famiglia ad andare avanti.

Molti autori ci hanno raccontato il dopoguerra: la rinascita dalle ceneri,  adolescenti destinati  alla povertà, con una vita già scritta e senza la minima possibilità di realizzare le proprie aspirazioni.

Per  iniziare il nostro viaggio non posso proporre niente di meglio ,a mio parere,  de “ La Storia”  di Elsa Morante.  Il romanzo ci regala  memoria storica attraverso la vita di Ida Ramundo, una donna mite, senza grandi aspirazioni; ella  si trova ben presto vedova con due figli da crescere con il suo stipendio da maestra. E’ una storia corale  di difficoltà e di ferite difficili da rimarginare. I  protagonisti sono tutte persone che, pur se sono riusciti a sopravvivere alla guerra, non riescono a ritrovare la bussola della loro vita, come se la guerra ne avesse prosciugato la forza e la capacità di lottare.

Un’altra storia di sopravvivenza ce la racconta Wanda Marasco nel suo romanzo “ la compagnia delle anime finte”. Anche qui la guerra  ha prosciugato l’anima e la capacità di vivere in modo civile. La vita quotidiana è una lotta per adulti e piccini . I piccoli sanno e vedono ciò che non dovrebbero né sapere né vedere: dovrebbero andare a scuola  ed avere il diritto di crearsi un futuro ;avrebbero diritto all’amore che, in questo clima di miseria materiale e morale ,è un lusso che non ci si può permettere. Il romanzo della Marasco inizia con Rosa, accanto al letto di morte della madre, che ricorda  la sua infanzia, le ingiustizie subite e i danni che le sono rimasti nell’anima.

Giuseppina Torregrossa in “ il figlio maschio”, ci racconta una storia diversa:  il rozzo Don Turiddu, capostipite di una famiglia di contadini, vorrebbe  che i  figli  si dedicassero alla  terra, ma sua moglie,  una donna fintamente sottomessa, ma fortemente volitiva, educa i figli ai libri  e alla cultura, spingendoli a studiare per avere un futuro migliore. Filippo inizierà ad esaudire i desideri materni, ma purtroppo morirà in guerra; invece Vito riuscirà a creare la prima libreria self service d’Italia e porrà le basi di quella che poi diventerà la casa editrice Cavallotti, ancora esistente a Palermo

Le famiglie sono povere ma , anche in questo libro, è la voglia di riscatto di una donna  che fa la differenza : Concettina vuole per i figli ciò che non ha avuto lei, ossia un’istruzione che li porterà inevitabilmente a avere un futuro migliore.

L’ultimo autore di cui parleremo e che in maniera diversa ci porta sempre alla stessa problematica, è Ugo Riccarelli,  con il suo romanzo “ L’amore graffia il mondo”.

Signorinella ha, sin da piccola, l’aspirazione di lavorare ed essere indipendente, ma per suo padre Delmo le donne devono restare a casa: a loro non serve studiare, al massimo possono fare le sarte.  Signorinella  diventa la migliore del laboratorio dove lavora, tanto che ,alla chiusura della sartoria per la guerra, la sua maestra di cucito le regala il suo quaderno segreto con un metodo creato da lei di taglio e cucito. Signorinella prova a creare qualcosa di suo e a realizzare le sue aspirazioni, ma con lei la vita è crudele e ben presto scopre che l’amore graffia il mondo, graffia il cuore facendole perdere sé stessa.

Anche il questo poetico libro sono le donne a sacrificarsi e a dover rinunciare ai proprio desideri per mantenere unita la famiglia, ma sono proprio queste donne a riportare l’Italia del dopoguerra a crescere ed evolversi .

Pubblicato da Elisa Santucci

Sono Elisa Santucci, fondatrice ed amministratrice dall'8 luglio 2016 . Il blog nasce dalla mia passione per i libri da sempre, dalla voglia di parlarne e fare rete culturale, perché io penso che il web, i blog, i social si possono usare in tanti modi, io ho scelto di creare un'oasi culturale. io sono pienamente convinta che leggere ci insegna a pensare e a essere liberi. "Leggere regala un pensiero libero come un volo di farfalle, un’anima con i colori dell’arcobaleno , forza e creatività" è il mio motto. Editor freelance, correttore di bozze, grafica. Servizi editoriali .

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