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Il tuo sguardo illumina il mondo di Susanna Tamaro

In verità quel libro era stato già scritto, giorno dopo giorno, negli anni trascorsi a cercarsi, a conoscersi e poi a costruire una profonda intesa da parte dei due artisti: una storia di due anime che si incontrano e si connettono tra loro, in profonda sintonia con la natura e con la bellezza.

“Scrivere costa, sempre e comunque, un’enorme fatica…

Fatica fisica e fatica emotiva perché anche per parlare di tramonti e di gabbiani si deve essere disposti a svelare un punto di sé in cui la corazza allenta le sue maglie e ci rende vulnerabili”.

Come possiamo intuire che un autore ha raggiunto la sua maturità artistica?

Quando sentiamo dentro di noi che ciò che stiamo leggendo è la più profonda essenza dello scrittore al quale ci stiamo dedicando?

Si tratta, dal mio punto di vista, di una percezione molto particolare, un’impalpabile sensazione di avere dinnanzi a noi la piena identità artistica di chi stiamo leggendo: una esperienza che ci fa legare ancor più indissolubilmente a lui.

Questo coacervo di stati d’animo è quello che ho provato leggendo “Il tuo sguardo illumina il mondo” di Susanna Tamaro: una lettura fatta tutta d’un fiato, assorta nelle sue parole e immersa nelle emozioni che, in alcuni momenti, hanno riempito i miei occhi di qualche venatura di commozione.

“Caro Pierluigi fino a ieri la casa e i campi erano immersi nel gelo.

Se uscivo a camminare, a ogni mio passo il suolo scricchiolava. Se entravo nel bosco, mi avvolgeva quel silenzio che solo l’inverno profondo sa donare al mondo. Ogni cosa è sospesa, ogni cosa è raccolta”.

La controversa scrittrice triestina inizia così la sua missiva immaginaria al poeta Pierluigi Cappello, morto nel 2017.

Attraverso l’artificio letterario della lettera, la Tamaro narra le esistenze parallele di se stessa, scrittrice ormai giunta all’apice della carriera e di Pierluigi, poeta e scrittore condannato dall’età di sedici anni alla sedia a rotelle, a causa di un incidente in moto: i loro destini si sono incontrati, non per caso, a un certo punto della loro vita; un’affinità elettiva dalla quale è nata un’amicizia straordinaria, che ha donato a entrambi forza e armonia, allo stesso tempo.

Il profondo dolore, causato dalla morte prematura dell’amico, genera infatti nella Tamaro l’esigenza di ripercorrere tutta la propria vita, toccandone le tappe più drammatiche: la sua condizione di bambina poco amata e dal comportamento disadattato, l’adolescenza trascorsa nella convinzione di essere una persona incapace e inutile, l’ingresso nel complicato mondo del cinema, a seguito della Borsa di studio al Centro sperimentale di Cinematografia, il successo incredibile del film tratto dal romanzo “Va’ dove ti porta il cuore”, che ha segnato l’inizio di una gogna mediatica da parte della stampa, forse sconvolta dalla forza emozionale che “il cuore” aveva avuto sul pubblico, in un’epoca di finzione e di cinismo.

Durante quel cammino così tortuoso, un incontro cambia la vita della scrittrice: conosce il giovane poeta Pierluigi Cappello, autore di versi che le appaiono incredibilmente familiari.

“La prima volta che mi sei apparso è stato su una rivista”, scrive la Tamaro “…vederti e sentirmi meno sola fu tutt’uno”.

“E più ti leggevo più desideravo conoscerti. Quando poi il nostro incontro reale è avvenuto ho avuto la precisa sensazione che un tassello mancante fosse venuto a colmare una parte ancora scoperta della mia anima”.

Pierluigi Cappello aveva vissuto una vita molto differente rispetto a quella della Tamaro: apparteneva a una famiglia unita e operosa che lo aveva cresciuto nell’amore, era stato un ragazzo prodigio a scuola, nato e vissuto tra le montagne, in estate, mentre la Tamaro era nata al mare e in autunno, “due mondi in qualche modo capovolti”.

“Ma quando ho detto che tu e io eravamo opposti, ho detto una cosa vera ma non del tutto. Pur da situazioni diverse siamo partiti con lo stesso tipo di equipaggiamento. Non quello che ci ha fatto nascere in condizioni, luoghi  e famiglie estremamente differenti tra loro. No, il nostro equipaggiamento segreto, quello che ci ha unito e resi simili fin dall’inizio, è stato il grande e incondizionato amore per la vita”.

Un’amicizia così profonda e autentica che ha dato loro la capacità di vivere con dignità ma anche con grande passione un’esistenza non facile per entrambi; lui inchiodato dalla giovinezza  su una sedia a rotelle, lei inchiodata su “una sedia a rotelle invisibile”, la sindrome di Asperger.

Un equipaggiamento che ha dato motivazione e spessore alla loro relazione, perché da esso sono sbocciati, come fiori tesi verso la luce, l’esigenza e la volontà di condividere il  cammino di essere umani, prima che di artisti.

Il suggello di un legame così intenso e profondo non poteva che essere lo scrivere un libro a due mani, un’opera che fosse capace di intrecciare la poeticità della percezione del senso della vita di Pierluigi Cappello, con il pathos e la fragilità intrinseca della visione esistenziale di Susanna Tamaro.

Ma non c’è stato il tempo per lavorare a quel progetto: il giovane poeta si è ammalato e se n’è andato così rapidamente che di quel lavoro non sono state scritte neppure le prime pagine.

In verità quel libro era stato già scritto, giorno dopo giorno, negli anni trascorsi a cercarsi, a conoscersi e poi a costruire una profonda intesa da parte dei due artisti: una storia di due anime che si incontrano e si connettono tra loro, in profonda sintonia con la natura e con la bellezza.

“L’intatta capacità di stupirsi davanti alle cose più sorprendenti è stato forse il tratto più forte della nostra amicizia. Era come se guardassimo sempre tutto con la meraviglia di un bambino. Forse non c’è altro segreto nella vita”.

Nel 2018 Susanna Tamaro pubblica “Il tuo sguardo illumina il mondo”, immaginando che Pierluigi possa ascoltare le sue parole, e si mette a nudo dinnanzi ai lettori, toccando aspetti della sua vita profondamente delicati, come la malattia di cui è affetta che la rende spesso quasi autistica nei confronti della realtà, diventando preda di giudizi impietosi sui suoi comportamenti, o come la sua presunta omosessualità, dedotta da alcuni giornalisti dal fatto che convive da anni con Roberta Mazzoni, o ancora il profondo disagio umano causato dalla ostilità con la quale è stato accolto il suo successo da parte degli addetti ai lavori.

E quando una scrittrice si consegna ai lettori, senza schermi o finzioni sceniche, narrando  la sua vita, mettendo a nudo le sue fragilità e i suoi vissuti personali e familiari, la dolorosità delle sue sconfitte e il sapore amaro che spesso ha caratterizzato i suoi successi, siamo, a mio avviso, di fronte all’apice della sua evoluzione personale, oltre che artistica.

Un traguardo, se così possiamo forse definirlo, raggiunto anche attraverso la morte del suo più caro amico, Pierluigi, con il quale Susanna Tamaro aveva condiviso al di sopra di tutto l’ideale di trasformare la positività in negatività e il male in bene, “per sopravvivere alle asperità della vita”.

La androgina autrice triestina, che faceva “arricciare il naso per i troppi sentimenti che si agitavano” nella narrazione di “Va’ dove ti porta il cuore” ci ha regalato uno degli inni più belli che siano stati scritti sul sentimento dell’amicizia e, soprattutto, sul suo valore spirituale e morale, nonché un raro esempio di poesia in prosa.

Un’opera emozionante e attuale, nella quale ci si interroga sommessamente sulla caducità dei nostri tempi e sul declino inesorabile dell’essere umano.

“Il tuo sguardo illumina il mondo”…

Lettura assolutamente consigliata…soprattutto a Natale!

Rita Scarpelli

Titolo : Il tuo sguardo illumina il mondo

Autore : Susanna Tamaro

Editore :  Solferino

Collana : Narratori

EAN : 9788828200628

Prezzo : € 15

Scrittrice italiana. Nipote, per parte di madre, di Italo Svevo, diplomatasi al Centro sperimentale di cinematografia, ha realizzato documentari scientifici per la RAI.
Nel 1989 ha pubblicato il romanzo La testa fra le nuvole, storia un po’ inquietante e felicemente stralunata sulla solitudine e l’aspirazione alla felicità. Sono seguiti i racconti di Per voce sola (1991), dove la sofferenza dei deboli e degli indifesi è narrata con forte tensione poetica.
Un successo clamoroso ha ottenuto il romanzo Va’ dove ti porta il cuore (1994), dividendo la critica su fronti molto diversi. Di disegno più ambizioso il romanzo successivo Anima Mundi (1997). In Ascolta la mia voce (2006) ha dato un seguito alle vicende narrate nel suo best-seller. Nel 2011 Giunti pubblica Per sempre. Nel 2014 per Bompiani escono Illmitz e Salta Bart! con cui vince il Premio Strega giovani per la categoria 6+.
Susanna Tamaro è autrice anche di libri per ragazzi: Cuore di ciccia (1994), Il cerchio magico (1995), Tobia e l’angelo (1998).+ù

La descrizione del libro

Il libro è questo. Un libro delicato, profondo e commovente che ripercorre gli anni brevi e intensi della loro amicizia. Un’amicizia speciale, limpida e luminosa, riflessiva e inquieta, capace di analizzare la tormentata complessità di questi tempi, senza lasciarsene mai sopraffare. Un’amicizia suggellata anche da due modi diversi di affrontare la disabilità. Per Pierluigi, l’essere costretto su una sedia a rotelle, a causa di un incidente avvenuto da ragazzo. Per Susanna, una sindrome neurologica che l’ha confinata, fin dai primi anni di vita, in una dimensione di fragilità e solitudine. Un libro capace di affrontare le asprezze dell’adolescenza, la crudeltà che si abbatte sui diversi, sulle persone sensibili, su chi non si arrende alla banalità del male. Un libro che racconta anche l’amore, la capacità di cambiare e la salvezza che passa attraverso la scoperta delle parole. Un libro che non ha paura di parlare dell’anima e del mistero che ci avvolge, della vita e della morte, e del senso profondo del nostro esistere.

 

 

 

 

 

Pubblicato da Rita Scarpelli

Sono Rita Scarpelli e vivo a Napoli, una città complessa ma, allo stesso tempo, quasi surreale con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. Anche forse grazie a questa magia, da quando ero bambina ho amato la lettura e la scrittura . Nonostante gli studi in Economia e Commercio mi abbiano condotta verso altri saperi e altre esperienze professionali, il mio mondo interiore è sempre stato popolato dai personaggi e dalle storie dei libri che leggevo e ancora oggi credo fortemente che leggere sia un’esperienza meravigliosa. Parafrasando Umberto Eco, “Chi non legge avrà vissuto una sola vita, la propria, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Lo scorso anno ho vissuto l’esperienza incredibile di pubblicare il mio romanzo di esordio “ E’ PASSATO”, nato dalla sinergia dell’ amore per la scrittura con la mia seconda grande passione che è la psicologia. E poiché non c’è niente di più bello di condividere quello che ama con gli altri, eccomi qui insieme a voi!

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