“In una nuvola celeste”, di Tiziana Russo

"In una nuvola celeste", di Tiziana Russo

“Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro ai vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo”. (Dino Buzzati)

Dove eravamo rimasti? Chiara Brigandì e Pierpaolo Malaspina, pediatra siciliana lei, magistrato milanese lui, trasferitosi in Sicilia, contraddistinto da quel senso di giustizia a ogni costo per tentare di combattere un sistema che si perde nella notte dei tempi, fatto di parole a metà, gesti, azioni e silenzi che solo chi è ben radicato nella cultura locale, perché ci è nato o perché ci ha vissuto a lungo, può realmente conoscere pur se solo in parte. Pierpaolo ama profondamente il suo lavoro, crede fermamente in ciò che fa e il suo ruolo lo “costringe” ad apparire l’uomo tutto d’un pezzo, quello freddo e glaciale, antipatico a pelle e odioso quanto il ronzio di una zanzara nell’orecchio mentre provi ad addormentarti … Ma dietro a ogni corazza, anche a quella che sembra impenetrabile, si nasconde amore e tenerezza. Chiara, dal canto suo, pediatra caparbia e indipendente, fiera, orgogliosa e solare come la sua terra, è una giovane donna segnata da amori sbagliati, ma allo stesso tempo idealista, romantica e sognatrice. In lei, l’ago della bilancia oscilla tra la paura dell’ignoto e la voglia di rimettersi in gioco e guardare al futuro. Tra loro, profondamente diversi per cultura, tradizioni e vissuto personale, vi è uno di quei legami che capitano raramente, decisi da un destino primordiale cui è impossibile sottrarsi. Un sentimento speciale che li unisce al di là di ogni cosa e a dispetto di chiunque, anche di Adele … Ve la ricordate? Mamma di Pierpaolo che non riesce in alcun modo a guardare oltre i propri pregiudizi e le proprie convinzioni. Una donna insopportabile e urticante ma allo stesso tempo profondamente sola e terrorizzata all’idea che a suo figlio, il suo unico figlio, possa accadere qualcosa di brutto.


In questo nuovo romanzo, sequel di “Un’altra Vita”, Tiziana Russo ritorna sulla storia dei due giovani innamorati che ancora una volta si trovano a dover affrontare difficoltà e ostacoli di ogni sorta. Sono cresciuti, sono un po’ cambiati, così come è cresciuta la scrittura della nostra autrice: più sicura, più incisiva, più definita. Conosciamo nuovi personaggi e l’incontro tra le famiglie di origine di Chiara e Pierpaolo, con tutti gli aspetti legati alle caratteristiche totalmente opposte e divergenti Nord – Sud, presenta a tratti immagini tragi-comiche, costringendo contestualmente il lettore a riflettere sulla molteplicità di talune situazioni e su quanto, realmente, la diversità risieda solo in mentalità retrograde e radicate oltre che nella testardaggine di chi rifiuta a priori di conoscere e accettare usi, costumi e tradizioni differenti dalle proprie e con le quali imparare o almeno sforzarsi di convivere, creando un piccolo microcosmo in cui, dare e avere siano in grado di mantenere il giusto equilibrio tra gli opposti. La diversità è un valore aggiunto, può arricchire non solo il bagaglio culturale e sociale ma la nostra stessa vita. L’amore tra Chiara e Pierpaolo è un sentimento giovane e per certi versi inesperto ma intenso e avvolgente al punto tale da riservare qualche sorpresa … Adele, si rassegnerà ad accettare la loro unione cessando di disseminare di ostacoli il loro cammino? Cosa accadrà nelle loro vite al punto da rivoluzionarle? Per scoprirlo non dovrete far altro che leggere il romanzo e vi assicuro che tutti i personaggi vi resteranno appiccicati addosso per lungo tempo specie se, così come sarebbe auspicabile fare, inizierete a conoscerli fin dall’esordio.

Non si tratta di un romanzetto rosa tipico da ombrellone, è sì una lettura leggera ma intensa, coinvolgente e ricca di spunti di riflessione. E’ uno di quei romanzi che una volta iniziato non riesci a riporre; la testa è lì, ai personaggi e alle loro molteplici vicissitudini che pur essendo frutto della fantasia della loro autrice, affrontano situazioni che fanno parte della quotidianità di ognuno di noi. La scrittura di Tiziana, come già accennato poc’anzi, è più matura rispetto al suo esordio con “Un’altra Vita”; fluida e dal ritmo veloce. Una lettura piacevole ed essenziale che assorbe il lettore nella totalità privandolo della contestualità spazio- temporale. Un romanzo ben scritto e ben curato inoltre anche dal punto di vista editoriale. Un plauso ancora una volta a Tiziana Russo e pur se a malincuore, lascio andare Chiara e Pierpaolo e aspetto con ansia di leggere nuove storie con nuovi personaggi e nuove avventure.
Teresa Anania

Un’altra vita, di Tiziana Russo

Intervista a Tiziana Russo

DESCRIZIONE

Questo romanzo è il racconto della vita da fidanzati di Pierpaolo e Chiara, lui magistrato milanese trapiantato in una città siciliana per combattere la mafia e lei una pediatra precaria. Il racconto si svolge lungo i mesi in cui i due protagonisti imparano cosa vuol dire davvero vivere insieme scontrandosi con difficoltà lavorative e personali, imparando a conoscersi e a diventare famiglia. Dopo il lieto fine c’è la vita vera, quella che ti fa scontrare con la parte più vera di te e dell’altra persona, ti fa giungere a compromessi, ti mette di fronte a quello che sei disposto a perdere per amore perché da due si diventa uno, o forse tre…

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Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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