Inganni e vendetta, Lucia Gabrielli

Inganni e vendetta

Inganni e vendetta. Lucia Gabrielli. NeP edizioni

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“Iniziamo dalle parole: amori malati. Non sono “amori”, sono legami patologici, fatti di paura, possesso, dipendenza e paura di stare da soli.”

Fragmentarius

Amore. Una parola sulla bocca di tanti, ma nel cuore di pochi. Un sentimento profondo, importante, travolgente, decantato e reso mitico fin dall’antichità. Dovrebbe essere la forza propulsiva dell’intero universo, ma raramente lo è di fatto. Tutti lo cerchiamo, avidi e bramosi. Solo una minima parte riesce a bearsene realmente. Perché l’amore è tante cose, ma tante altre non lo sono. È dialogo, non omissione; è complicità, non menefreghismo; è sicurezza, non controllo; è indipendenza, non predominio; è passione, non abuso; è rispetto, non indifferenza; è condivisione, non contrasto; è sincerità, non menzogna; è cura, non sdegno; è presenza costante, non partecipazione intermittente; è volere il bene del partner, senza lasciar soccombere l’amor proprio. Di fatto l’amore è una cosa semplice, perseguibile e conseguibile, se non lo rendessimo noi complicato, astruso e inaccessibile. E se imparassimo a capire e ad accettare che un sentimento, per quanto possa essere stato forte e ci ha donato grandi emozioni e magici slanci, può anche finire, irreversibilmente, probabilmente, vivremmo tutti un’esistenza più serena, scevra da qualsiasi tipo di forma di attaccamento patologica e deviata.

Francesca, Tiziana, Caterina, Ivan. Quattro vite, una storia che si intreccia e si evolve in una trama complessa, intricata, contorta.

Francesca lavora presso un’agenzia di comunicazione e nel 2010 perde il suo compagno, Marco, in seguito a un infarto che non gli ha lasciato scampo. Ha un figlio, Stefano, che lavora a Londra e, nonostante un matrimonio finito e il tragico evento che le ha strappato prematuramente la persona con la quale ha condiviso un pezzo di vita, sogna, spera e desidera ancora di trovare l’amore… Rivede Ivan, anatomopatologo e collega del suo ex marito, con il quale ha avuto una relazione finita perché lui non è stato mai disposto a lasciare la moglie. Dalle pagine di un suo diario emergono stralci del suo travagliato vissuto…

“È stato un uomo importante, l’ho amato molto, ci siamo lasciati con grande sofferenza. Anche per lui, mi aveva ripetuto. Non volevo e non voglio fare l’amante. Non posso tollerare di dividere un uomo con un’altra donna, è umiliante. Voglio un uomo da amare e che mi ami.”

Ma Ivan sa bene di esercitare un fascino particolare nei confronti della donna, e piano piano, con astuzia felina, si avvicina nuovamente a lei e riesce, ancora una volta, ad irretirla nella sua tela diabolica ed egoistica, facendo leva sui sentimenti profondi di Francesca che di fatto, nel corso del tempo, non sono mai veramente mutati nei suoi confronti.

“È stato facile invaghirmi di te perché tu hai saputo toccare una corda che in quel momento era sanguinante: quella della sessualità. Avevo avuto esperienze traumatiche da ragazza e insoddisfacenti da adulta. Fare l’amore con te è stata un’esperienza semplicissima da vivere senza problemi, un accordo perfetto come quando due strumenti suonano insieme. Ogni tanto delle variazioni, ma tutti e due…insieme. A volte guidavi tu, a volte guidavo io. E questo mi faceva sentire finalmente appagata. Ed è nato l’amore. Per me.”

Non passa molto tempo, e Francesca si rende conto del raggiro, capisce di non vivere un amore esclusivo, vero, autentico. Si logora e combatte tra ciò che razionalmente constata, e ciò che invece desidera, tra una realtà fedifraga e una speranza di unicità.

“Immagini impazzite scorrevano dentro di me. Spezzoni di film vividi o corrotti, colori, suoni dolci, fastidiosi, volti di donne. Lisa, Tiziana, Lucia, le sue assistenti, un divano, un bagno rosa, uno verde, la doccia che vomitava fuori acqua e schiuma, quelle mani, le sue, che mi cercavano e si trasformavano in artigli che mi ferivano. Un freddo in tutto il corpo poi la sensazione di calore di quando mi stringeva fino a farmi male…mi ero alzata con un balzo. Ero andata a bere un bicchiere d’acqua, poi estenuata ero scoppiata in singhiozzi. (…) Era la mia fragilità che mi impediva di fuggire…una domanda assillante su me stessa e il senso di questo amore.”

Francesca sente crescere dentro di sé un altro tipo di necessità, quello di conoscere Tiziana, grazie alla quale spera di far chiarezza e di riuscirsi a dare delle risposte esaustive, in grado di scardinare tutti i suoi dubbi e di poter conoscere una volta per tutte, la vera natura di quell’uomo che l’ha stregata fino a renderla completamente dipendente da lui. Scopre che anche Tiziana, giovane e brillante avvocato, è un’altra vittima di quell’individuo manipolatore e subdolo. Le due cominciano a conoscersi e a farsi confidenze, dolorose ma sincere.

“Oggi sono di fronte sia alla verità di un uomo che mi ha ingannata, sia della mia incapacità a difendermi e accogliere la realtà, accettare anche quella più dolorosa. Che senso ha parlare di amore quando ti senti soltanto ridotta a un corpo che è servito a un uomo per soddisfare le sue voglie o forse per nascondere i suoi problemi? Mi lasciavo andare alla ricerca di quel piacere che estenuava e mi rendeva felice e ora mi fa quasi provare vergogna. Ero felice perché lo amavo. Glielo sussurravo e lui taceva. Diceva di non essere abituato alla espansività. Il rancore verso me stessa cresce. Io, paladina della verità, ho accettato di tradire la moglie immaginando sentimenti reciproci che un giorno sarebbero prevalsi. E invece sono stata usata e imbrogliata, talvolta da una valanga di bugie, incapace di guardare la realtà, incapace di difendermi. Non è solo paura di solitudine o desiderio di amare, è bisogno di illudersi di contare davvero per qualcuno, senza chiedersi chi davvero sia. Quel qualcuno siamo noi a crearlo, sono stata io a vederlo come io l’avrei voluto, come io mi ero illusa che fosse. (…) Voleva sentirmi godere per sentirsi qualcuno. (…) Ha sempre mentito e ingannato me e le altre donne o ha ingannato anche sé stesso? Non mi consola per niente il fatto che lui abbia creato di sé un’immagine a cui doveva restare fedele a qualsiasi costo, senza mai considerare che l’altro o l’altra erano persone con aspettative e sensibilità. È una nevrosi la sua? E la mia?”

L’autrice ha ordito una trama straordinaria, mettendo magistralmente in risalto una innumerevole serie di aspetti e di meccanismi mentali insani che non di rado si vanno a creare all’interno di rapporti umani. Perché ci si lascia ammaliare da un narcisista patologico? Qual è la causa della dipendenza affettiva? Quali sono i fattori che ci portano a giustificare ciò che invece deve essere condannato? C’è un modo per uscire da questo circolo vizioso? C’è un sistema per evitarlo? Perché, prevalentemente le donne, si aggrappano a un ideale di uomo reale solo nelle fantasie, e si ostinano a non voler vedere e a non voler accettare una verità cocente ma oggettiva?

Pagina dopo pagina, vengono svelati particolari ed esperienze dei personaggi che assorbono completamente il lettore. La curiosità di scoprire gli eventi, l’empatia, la capacità di rispecchiarsi nella narrazione in prima persona o riconoscere qualcuno di cui sappiamo la storia, contribuiscono in maniera esponenziale a far sì che il libro venga letteralmente divorato. Le emozioni e le sensazioni passano tutte perfettamente e si “sentono” prepotenti nell’anima: la gioia e la delusione, la passione e lo sconforto, il trasporto e la rabbia, la premura e l’abbandono, l’adorazione e l’incertezza, l’attaccamento e il dubbio: quel microcosmo di sentimenti infinito e indefinito che ci contraddistingue e ci fa sentire vivi, ma a volte anche trapassati in una dimensione di dolore che spesso sfugge di mano e diventa ingestibile e preoccupante. Nessuno conosce bene le dinamiche dei nostri anfratti mentali e nessuno può dichiararsi immune dal vivere situazioni psicologicamente nefaste che minano la serenità e il senso stesso dell’amore, inteso nella sua accezione più profonda e concreta, ma ciascuno ha la responsabilità morale verso se stesso di rispettarsi oltre ogni ragionevole misura, e di fare il possibile per evitare di essere imputato per concorso di colpa…

Una lettura straordinaria, con un finale che spiega ma non giustifica, che ci apre a infinite considerazioni e consapevolezze, e che consiglio vivamente.

“Ho nascosto a me stessa la realtà, ho speso anni di vita incatenata a un amore malato, chiamando realtà i miei desideri.”

La menzogna come necessità vitale, il sesso, come compulsivo bisogno di sedurre, l’accettazione di relazioni malate, sono le problematiche trattate nel romanzo che esordisce come una banale vicenda amorosa per precipitare nel mistero e nel dramma. Due donne, Francesca e Tiziana, scoprono di aver avuto come amante il medesimo uomo, sposato a tale Caterina. Un anatomopatologo, docente universitario, dalla vita in apparenza ineccepibile trascorsa tra vetrini, cadaveri e aule di tribunale, si è giostrato tra incontri e falsità certo del potere della propria maschera rassicurante. Di lui si scopriranno inconfessati segreti. Le due donne violentate nei propri sentimenti e illuse, stringono tra loro un’alleanza che le porta ad aprire gli occhi su se stesse, gli abbagli, le proprie fragilità, la inconsistenza di un amore carico di veleni ben mascherati. Insieme progettano la propria vendetta. La loro guerra ha inizio tra incontri architettati, simulata normalità e smaliziati inganni. Mai le due donne avvertono nell’uomo il turbamento che si aspettavano bensì una sorta di sfacciata difesa e un’ostentata sicurezza. …

Autore: Lucia Gabrielli
Editore: NeP edizioni
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 1° dicembre 2021
Pagine: 240 p., Brossura
EAN: 9788855002004


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Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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