Intervista a Fabio Squeo

I poeti fioriscono al buio di Fabio Squeo

Fabio Squeo è un poeta Nei  suoi versi di  veniamo avvolti da una melodiosa sinfonia dipinta dalle infinite sfumature della natura; le foglie fanno da protagoniste in molti versi, i fiori, i frutti, gli alberi, i gabbiani, il sole,le onde,le pietre, le radici, la terra … si la terra madre di ogni creatura

Noi gli abbiamo rivolto qualche domanda per voi

I poeti fioriscono al buio la recensione

Intervista a cura di Alessandra Di Girolamo

Ciao  Fabio, cos’è per te la Poesia?

La poesia è un linguaggio, innanzitutto.  Un linguaggio straordinario che affonda le sue radici nella “Comprensione” . Il linguaggio poetico crea un mondo di senso, di emozioni e di valori. Ed è proprio attraverso questo linguaggio che l’autore porta alla luce “il fiore della parola”.

Ci vuoi approfondire il tuo rapporto con la natura?

La natura affascina, attrae, coinvolge e conferisce un senso  di atemporalità.  La natura, a mio avviso,  è l’elemento  essenziale e originario  di ogni poesia.  La natura è un dono, un sentiero praticabile, un prato verde che ogni poeta deve percorrere e coltivare.

Amore per la patria, per la propria terra … in alcune poesie parli della Polonia, come mai?

Ho visitato la Polonia per ragioni di studio.  La sua terra è un luogo d’amore e di pace.  Le piante multicolore inebriavano il mio cuore e trasfondevano in me sentimenti eccezionali. Non mi sentivo straniero in una terra che, precedentemente, sentivo lontana e irraggiungibile.  Passeggiando per i viali alberati di Hrubieszów ho esercitato il mio sentimento, l’amore per la patria e il significato stesso di natura, inteso – nel senso più ampio – come una possibilità di ritorno “alla essenza stessa delle cose e dei significati”.

 

 “I Poeti fioriscono al buio” come e  quando nasce il titolo della tua raccolta?

Questa raccolta è stata una rivelazione per me. Una rivelazione anche per moltissimi internauti. Il titolo è venuto fuori dopo periodi di conflitti interiori. Non sapevo chi fossi.  Mi dicevano che “avrei dovuto prendere in mano la vita” senza sapere cosa fosse veramente questa cosa. Seguivo le lezioni di filosofia all’università di Bari e cercavo di riprendermi con l’ausilio di un paio di sigarette. Nulla da fare.  Mi ripresi non appena cominciai ad osservare delle rose e delle viole al tramonto.

In una poesia “I barconi della clandestinità” affronti un tema molto delicato, cosa cerchi di trasmettere al lettore”?

Il confine che separa la vita dalla morte è sottile. E quanti uomini, conosciuti e sconosciuti insieme,hanno pagato con la loro vita per mettere in salvo la vita di qualcun altro? Non abbiamo bisogno di domande, ma di tanto amore e riconoscenza.

 

Hai scritto diversi libri e sei riuscito ad accarezzare le coscienze di molte persone; secondo te quanto e come può cambiare il mondo la “Poesia”?

La poesia dà fastidio alla gente. La gente non è abituata, non legge nemmeno. Io dico sempre che il mondo non ha bisogno di me, sono io che ho bisogno del mondo, delle piccole cose, delle persone, della mia poesia.   Non so come il mondo cambierà: ma sono fiducioso. Un poeta, come un raggio di sole, sempre scuote le coscienze alla fioritura di una civiltà.

Fabio Squeo uomo e Fabio Squeo scrittore si incontrano nello stesso punto? Dove comincia l’uno e dove finisce l’altro?

Credo di sì. La poesia ti riconosce e ti identifica. L’agire poetico  ti rende uomo, o comunque “essere umano”. La poesia, proprio come la filosofia, mette in discussione, in qualche modo, la natura stessa dell’uomo in rapporto alla creazione del mondo e della vita.

Se ti dicessi di lanciare un messaggio ai giovani che considerano la Poesia una brutta medicina, qualcosa da tenere lontano, una parola alla quale non sanno dare un significato… tu cosa diresti loro?

Mah  … ma non direi nulla.  Quando ti ritrovi a contatto con la poesia, il vento inevitabilmente cambia.  La poesia, a mio avviso, non è il risultato di una gara rocambolesca, un modello morale che tutti devono adottare. Essa è spontanea, bellezza dell’istante, commozione infinita.  tuttavia, può insegnare ad aprire il cuore e volgerlo all’entusiasmo e al piacere della libertà.  I giovani dovrebbero leggere di più e vivere di commozioni.

Qual è il tuo rapporto con i social? Ci elenchi i lati positivi e negativi?

Non vedo dei “lati”: vedo piuttosto un  “atteggiamento”, una “possibilità” . I social, usati con equilibrio, possono diventare validi mezzi alternativi per diffondere contributi personali e culturali. 

L’amore inteso come filosofia, cura, impegno, responsabilità e libertà … se ti chiedessi di mettere al primo posto solo Una di queste definizioni, quale sceglieresti e perché?

La libertà.  La libertà è figlia del pensiero filosofico;  La libertà ti rinnova nella cura; La libertà ti impegna e ti crea.

Prima di salutarci vorrei farti i miei più sinceri complimenti e, se non chiedo troppo,mi piacerebbe anche sapere quali sono i tuoi progetti per il futuro.

E’ in programma la pubblicazione della nuova raccolta di poesie. Per intanto, continuerò a scrivere e ad emozionare …  poi quel che sarà, sarà.

 

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