Intervista a Gianpaolo Colucci

Gianpaolo Colucci è un giovane autore lucano che nel suo romanzo d’esordio “Contromano, il viaggio”, descrive un viaggio alla ricerca delle proprie radici e che porta a riscoprire e ad amare la propria terra. Un viaggio a ritroso nel passato per apprezzare il presente progettando il futuro.

La recensione di “Contromano”

Noi gli abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerlo meglio.

Ciao Gianpaolo , siamo felici di ospitarti nel nostro Blog

Ciao, è un onore, per me!

Chi è Gianpaolo e come diventa scrittore?

Sono un “ragazzo” lucano di quasi quarantuno anni, vivo e lavoro in provincia di Matera. La scrittura, ma soprattutto la lettura, ricoprono una parte importante della mia vita. Da ragazzino non ero molto socievole, e spesso mi rifugiavo nei libri e in tanti piccoli mondi, stimolato, in questo, dalle mie sorelle maggiori e dai miei genitori. Infatti in casa leggevano tutti. Quello della scrittura è sempre stato un piccolo sogno nel cassetto. Cassetto nel quale ho rinchiuso per bene le decine di racconti che ho scritto negli anni (sappiate che non ho nessuna intenzione di aprirlo).  L’idea di scrivere il mio primo romanzo nasce nel 2015, stimolato, questa volta, da un’amica scrittrice (Linda Rimoldi) e un carissimo amico (Il fotomodello in copertina, Eduardo Varcasia), amministratore di un gruppo Facebook di appassionati lettori che seguo da anni. Onestamente, quando me lo dicevano, sorridevo, non nascondendo una certa ironia. Ma come posso, io, scrivere un romanzo? Questo è quello che rispondevo. Credevo di non esserne in grado. Invece, un giorno, mi siedo davanti al pc, in ufficio, apro il programma di scrittura e sento mia moglie alle mie spalle che mi dice: Vai! Non sono riuscito a fermarmi.

Come nasce l’idea di questo romanzo? Parlaci del tuo lavoro.

Il mio lavoro in realtà è un altro. Non vorrei smontare un mito ma non so se sapete che di scrittura, purtroppo, non si vive. Per svariate ragioni, di cui magari parleremo un altro giorno. Ragion per cui, la scrittura e tutto ciò che ne consegue, per me, sono passione e vita. Adesso non posso fare a meno di andare in giro per le scuole e per le piccole librerie indipendenti (a volte anche a mie spese), per parlare di vita, storie e passioni, per raccontarmi e raccontare quello che sono, senza maschere.  La storia di “Contromano. Il viaggio” è nata davvero per caso, un giorno, guardando i miei nipoti adolescenti e passeggiando con loro per le strade della mia città d’origine, Matera.

Chi è Michele e quanto è importante il ruolo di Serena nella vita di Michele?

Michele è tutto è il contrario di tutto rispetto a me! Quello che da piccolo immaginavo come il mio amichetto immaginario. Un ragazzo apatico, un mediano, ama definirsi. Uno a cui la vita gli sfugge passandogli tra le mani. Incontrerà la sua compagna di vita, Sarena. Ecco, spesso mi chiedono come nasce proprio Serena che, a quanto pare, è uno dei personaggi più amati tra i miei lettori (Che strano effetto dirlo!). Ho iniziato a scrivere di lei pensando a mia moglie e non sono più riuscito a fermarmi. Serena è la somma di tutte le qualità di mia moglie. In questo personaggio ci ho messo dieci anni d’amore.

Quanto c’è di te nel racconto?

Di me non c’è molto (a parte Serena J). Ma c’è molto della storia della mia amata Basilicata, della mia gente, delle mie donne. C’è un po’ della storia di un popolo, quello lucano, spesso bistrattato e abbandonato. Quindi correggo: di me c’è molto.

La tua è una scrittura “visiva” e coinvolgente. Quanto contano per te i sentimenti in senso lato?

Ci tengo molto a trasmettere nello sguardo dei miei lettori quello che io stesso vedo e guardo. Amo i viaggi, amo girare il mondo e mi piace mostrare quello che vedo attraverso la mia inseparabile macchina fotografica. Le mie pagine sono, appunto, delle fotografie sul mondo che osservo.

Il romanzo fonda le radici su quattro pilastri: Vita-Amore-Morte-Destino. Cosa rappresenta e che ruolo riveste in Gianpaolo uomo ognuno di questi concetti? E in Gianpaolo scrittore?

Sono dei veri e propri pilastri, per me. Non c’è una differenza sostanziale in quello che rappresentano tra la mia vita e quello che scrivo. Riporto su carta quello che ho vissuto personalmente o quello che hanno vissuto le persone che mi circondano e che mi vogliono un gran bene. Con la morte e l’idea di morire io stesso (eh sì, ci penso), ci convivo e, paradossalmente, questo pensiero, mi viene proprio nei momenti in cui sono più felice. L’amore è un elemento fondamentale nel mio quotidiano, senza il quale non sarei chi sono. Sono radici, esatto, che si intersecano in uno strano gioco tra passato, presente e futuro!

Credi che esista, per ognuno di noi, un destino predeterminato?

Il destino è il futuro, esiste e siamo noi stessi, con i nostri pregi, i nostri errori e le nostre virtù a determinarlo.

Quanta contano Social e quanta influenza pensi abbiano nel “farsi conoscere”?

I Socials, usati in maniera intelligente, sono una vetrina importantissima per farsi conoscere. Certo, poi quello che mi emoziona tantissimo sono gli incontri, gli abbracci e il confronto con i lettori. Il confine tra un buon uso dei Social e un cattivo utilizzo, comunque, è sempre più sottile. Non mi piace l’invadenza e l’insistenza. Molti autori non fanno altro che scriverti e chiedere di comprare il loro libro e questo, a dire il vero, un po’ infastidisce.

Cosa racconta la cover del romanzo rispetto al romanzo stesso?

Racconta di un ragazzo che diventa un giovane uomo. Guardandola, mi sono reso conto che il mio amico Eduardo, era molto somigliante all’immagine che volevo dare di Michele. La foto è stata scattata a Civita, in provincia di Cosenza. Quel giorno l’ho trascorso con dei cari amici e la foto non è nata per la cover del mio romanzo. Il grafico che mi seguiva (Stefania Taverna), se n’è innamorato al primo sguardo. Per questo devo ringraziare il mio editore Marco Ronco (Echos edizioni) che ci ha permesso di utilizzarla adattandola alla sua linea editoriale. Comunque è stato un gran lavoro di squadra, su tutto.

Qual è stato il complimento più bello al tuo racconto? E la critica?

Al di là dei giudizi tecnici e dei complimenti su un buon italiano, mi piace il fatto che in molti, leggendo Contromano, ritrovino il piacere di leggere altro. Ieri, poi, mi è capitata una cosa bella. Una di quelle cose che mi tranquillizzano sul mondo che ho il dovere di consegnare a mia figlia. Una lettrice conosciuta sul web, adesso una cara amica, mi ha mandato una copertina portafortuna fatta dalle sue mani. Devo aggiungere altro?

Ci descrivi “Contromano-il Viaggio” con tre aggettivi?

Empatico, avvolgente, dinamico.

Dove è possibile acquistare il romanzo? E perché dovremmo leggerlo?

È possibile acquistarlo /ordinarlo in tutte le librerie indipendenti e su tutti gli Store on-line. Non sono molto bravo come impresario di me stesso, a dire il vero. Dovreste leggerlo perché è soprattutto empatico. Parla di vita ordinaria, quella stessa vita in cui ognuno di noi potrebbe tranquillamente riconoscersi.

Progetti per il futuro?

Sto scrivendo altro, con calma, eh! Mi piacerebbe continuare a giocare con la scrittura. Fare tanti incontri e conoscere belle persone attraverso i miei libri.

Ti ringraziamo per averci dedicato del tempo e speriamo di ri-leggerti presto.

Ma grazie a voi. È stato un vero piacere.

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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