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Intervista a Susanna Tamaro sul romanzo “ Il tuo sguardo illumina il mondo”

Intervista a Susanna Tamaro sul  romanzo 
“ Il tuo sguardo illumina il mondo”

Il Blog “ Il Mondo incantato dei libri” ha l’immenso piacere di ospitare Susanna Tamaro, icona della letteratura d’autore, per conversare del suo suggestivo romanzo, “ Il tuo sguardo illumina il mondo”, edito da Solferino.

“Il tuo sguardo illumina il mondo”, già presentato dal nostro Blog lo scorso 17 dicembre con la recensione che vi riproponiamo:

https://www.ilmondoincantatodeilibri.it/?s=Tamaro,

Emozionante narrazione dell’amicizia fra la scrittrice triestina e il poeta Pierluigi Cappello, è  un’opera dalle mille sfaccettature.

E dei tanti poetici aspetti  parleremo proprio con Susanna Tamaro! 

Benvenuta nel nostro Blog…entriamo subito nel vivo del suo ultimo splendido lavoro!

Nel suo romanzo “Il tuo sguardo illumina il mondo”, lei narra la storia di due ragazzini che, a una certa età, incontrano “libri che li hanno trascinati al di là” delle proprie vite.

Ritiene che si possa, ancora oggi, attribuire alla lettura un ruolo salvifico, per sopravvivere al disagio esistenziale che è sempre più diffuso nella nostra società?

Sì, ritengo la lettura sia ‘LA’ via di salvezza alla strategia di opaca omologazione che viene effettuata dai media. Leggere libri è forse il più importante atto di ribellione che si possa compiere nei confronti di questo sistema. Quando ti metti a leggere un libro infatti entri in un mondo che sarà solo tuo e le cui tracce resteranno per sempre nella tua memoria. Leggere libri vuol dire crearsi una geografia interiore che definisce chi siamo e che nessuno mai potrà sottrarci.

La vicenda narrata è, in primis, la storia di un’amicizia: quanto è complicato, nel particolare mondo degli artisti, costruire una relazione davvero autentica?

Effettivamente l’amicizia con Pierluigi è stata una delle poche amicizie nell’ambito artistico. Spesso ci sono meccanismi di invidia, di rivalità, di gelosia che rendono davvero difficile, se non impossibile, un rapporto di profonda e vera amicizia. Ma, d’altra parte, quando invece ci si incontra sono rapporti di straordinario arricchimento.

Lei è una scrittrice di romanzi e Pierluigi Cappello era un poeta: possiamo dire che esisteva un “filo invisibile” che univa i vostri incredibili talenti?

Le va di descrivercelo?

Il filo invisibile è quello di saper riconoscere la poesia sempre nascosta nella realtà. Pierluigi scriveva versi ma negli ultimi anni si era avvicinato con molta passione alla prosa e, allo stesso tempo, credo di poter dire che i miei libri sono spesso attraversati da folgorazioni poetiche.

Nel suo romanzo si percepisce, attraverso la poeticità delle descrizioni, che per lei la natura ha un ruolo particolare.

E’ importante vivere lontano dalla città per la qualità della sua vita e, soprattutto, per accendere la sua vena creativa?

Sì, io ormai da trent’anni vivo in un piccolo paese in Umbria e credo che questa vita in mezzo alla natura, in sintonia con il ritmo delle stagioni, fatta di lunghi silenzi, di momenti di contemplazione, sia stata molto importante per lo sviluppo della mia narrativa.

La scrittura sembra essere “ il veicolo” con il quale lei attraversa la sua esistenza: che legame c’è fra la scrittura e la vita e la morte?

La parola è il grande segno di distinzione e di separazione tra noi e il mondo animale. Anche gli animali più evoluti provano sensazioni ed emozioni complesse, ma non sono in grado di esprimerle. La parola dunque è il mezzo che ci permette di interrogarci. Interrogarci sulla brevità della nostra vita e sul senso che le si può attribuire. Una persona che non impara a farsi domande è una persona costretta inesorabilmente a rinunciare alla sua umanità.

In “Il tuo sguardo illumina il mondo”  lei scrive che “la nostalgia dell’eterno abita da sempre nei nostri cuori”. Quanto è complesso vivere con questa nostalgia?

E’ complesso, o meglio difficile, accettare che ci sia questa nostalgia, soprattutto in un mondo come il nostro che tende a banalizzare e ad annullare la parte spirituale della persona. Una volta riconosciuta come necessità profonda della nostra anima, diventa una ricchezza e un grande stimolo per mettersi in cammino verso altri orizzonti.

In un significativo passo della narrazione leggiamo che la forza di carattere ha preso “il sopravvento” sulla forza d’animo: perché è avvenuto, secondo lei, questo cambiamento di rotta?

Il cambiamento è dovuto proprio alla rimozione dell’idea stessa che possa esistere dentro di noi una cosa molto misteriosa che si chiama anima. Il compito del nichilismo – che domina l’orizzonte della nostra società da circa cinquant’anni – è proprio quello di ridurre le persone a livello di cose, di oggetti interscambiabili e sfruttabili. Tolta l’anima, non ci rimane che il carattere. Ma giustificare tutto attraverso il carattere può essere molto riduttivo, perché la sua forza non è mediata dai sentimenti profondi dello spirito, quale la compassione, la generosità, il desiderio di condivisione.

Accanto al tema dell’amicizia, un altro importante aspetto trattato è quello della malattia, ulteriore anello di congiunzione fra lei e Pierluigi Cappello.

Una patologia invalidante determina una condizione di vita caratterizzata dalla diversità rispetto a una “cosiddetta normalità”, ma si percepisce che tale diversità può essere vissuta anche come risorsa. In che modo accade ciò?

Vivere fuori dai binari della normalità permette in qualche modo di osservare una gran parte di cose con distacco. Si sa di non poter partecipare o competere a quel livello della vita e dunque ci si ritira in un’altra dimensione. Credo che nella grande amicizia tra Pierluigi e me questo abbia avuto un ruolo importante. Entrambi sapevamo di essere, per ragioni diverse, fuori dal ciclo normale dei giorni. E proprio questo ci ha permesso di acuire lo sguardo, di essere capaci di cogliere e comunicare dettagli invisibili ai più. 

Lei è nata a Trieste e la sua terra, con le note vicissitudini, sono parte integrante della narrazione.

Cosa ha “dato” Trieste alla scrittrice Susanna Tamaro?

 Come dico spesso, se fossi nata in un’altra  città, il mio mondo creativo probabilmente sarebbe   stato molto diversa. Trieste è una città di confine – il confine con l’Est –  ed è una città culturalmente molto più vicina a una realtà centroeuropea che a quella italiana. Nel tempo della mia infanzia e della mia giovinezza è stata geograficamente l’ultima città del libero mondo occidentale – alle sue spalle infatti  si apriva l’universo dei paesi comunisti – e dunque era come essere sospesi tra due realtà minacciosamente contrapposte. E questa creava, almeno in me, una grandissima ansia e senso di precarietà. Tutto era militarizzato, perché da quel confine ci si aspettava un’invasione militare e dunque, anche se la guerra era finita da più di dieci anni, era come vivere in uno stato di allarme continuo.

Sig.ra Tamaro la ringrazio infinitamente a nome del Blog “Il Mondo incantato dei libri” e di tutti i lettori che ci seguono, attraverso i canali social, per questa incredibile opportunità di poter parlare con lei di “ Il tuo sguardo illumina il mondo”.

Grazie a lei, Rita!  Buon lavoro e un saluto speciale ai lettori del blog.

Susanna

Pubblicato da Rita Scarpelli

Sono Rita Scarpelli e vivo a Napoli, una città complessa ma, allo stesso tempo, quasi surreale con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. Anche forse grazie a questa magia, da quando ero bambina ho amato la lettura e la scrittura . Nonostante gli studi in Economia e Commercio mi abbiano condotta verso altri saperi e altre esperienze professionali, il mio mondo interiore è sempre stato popolato dai personaggi e dalle storie dei libri che leggevo e ancora oggi credo fortemente che leggere sia un’esperienza meravigliosa. Parafrasando Umberto Eco, “Chi non legge avrà vissuto una sola vita, la propria, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Lo scorso anno ho vissuto l’esperienza incredibile di pubblicare il mio romanzo di esordio “ E’ PASSATO”, nato dalla sinergia dell’ amore per la scrittura con la mia seconda grande passione che è la psicologia. E poiché non c’è niente di più bello di condividere quello che ama con gli altri, eccomi qui insieme a voi!

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