Intervista ad Hugo Bandannas

 

Hugo Bandannas è un giovane autore dallo stile singolare e dedito ad un genere letterario dal forte impatto dualistico, tra reale e irrazionale. Una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde della scrittura, in cui riversa un mondo ricco di parallelismi psichedelici e frammenti onirici al confine con la realtà.

Noi gli abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerlo meglio.

Luna Punk Recensione

Quel Bar sotto il ring Recensione

Wild card for wild life Recensione

 

Ciao Hugo, benvenuto nel nostro Blog, dove oggi parleremo dei tuoi “brevimanzi”:

Ciao amici del Mondo Incantato dei Libri.

Wild Card for Wild Life è, in ordine cronologico, il tuo ultimo lavoro e che rispetto ai precedenti è meno surreale e più maturo. Ci racconti di cosa parla e come nasce?

I miei “brevimanzi” hanno tutti in comune un substrato biografico, una specie di sottobosco o sottotraccia. Ed è per questo motivo che ammiro molto scrittori come E.A.Poe o Jules Verne ad esempio che invece riescono ad inventare di sana pianta storie così fantastiche ed elaborate, distanti dalle loro esistenze.  Mi piacerebbe far mio l’assunto rimbaudiano “je est un autre” ma temo di essere ancora troppo ego-riferito in ciò che scrivo.  Ad ogni modo, “Wild Card for Wild Life – La solitudine dei non classificati”,  narra di due perdigiorno e traffichini con la malattia delle scommesse e la passione per il mondo del tennis che decidono di svoltare qualche spiccio pilotando in maniera rocambolesca ed improbabile un torneo locale di tennis sul quale attraverso flash back ed altri espedienti narrativi si sviluppano storie di outsiders dello sport.   Per quanto riguarda la narrazione meno surreale e più strutturata rispetto ai precedenti lavori, non saprei dirti. In definitiva il grottesco ed il surreale sono elementi che anche nella vita comune mi attirano molto. Anzi direi proprio che anche l’esistenza più banale è degna di esser narrata proprio grazie ad elementi iper-realisti.

Chi sono i non classificati?

I non classificati sono gli outsiders. Sono i pionieri, coloro che tracciano nuove strade, ancora non battute, senza aver la riconoscenza che meriterebbero da parte del grande pubblico o dell’establishment. Sono individui, in ogni campo, non solo nello sport, che non scendono a compromessi. Senza riscatto o alcuna poetica romantica del perdente. Incorruttibili e spesso dimenticati per una damnatio memoriae congenita.

Perché la scelta di questo titolo? Ha un significato particolare?

La Wild Card nel tennis è appunto un premio, una riconoscenza ad un tennista che non avrebbe diritto a partecipare ad un torneo secondo la classifica.

Dov’è ambientato ? E chi è Malignaggy?

E’ ambientato in qualsiasi centro urbano in cui si moltiplicano le sale scommesse, i casinò ed i bar con le “macchinette”. E’ un non luogo, potrebbe essere ovunque a qualsiasi ora. Malignaggy è un eroe contemporaneo, dunque un antieroe, un outsider che compensa con le scommesse voragini esistenziali a cui non ha tempo di rimediare. O forse non ha scampo.

Ti conosciamo grazie a “Luna Punk”, romanzo breve quale metafora di vita adolescenziale. Come nasce l’idea di questo scritto?

Luna Punk è forse il brevimanzo più strutturato nonostante varie derive psichedelico-narrative. Ho provato a mettere in una centrifuga diverse tematiche affini tra loro come la vita nomade dei giostrai, il bullismo, l’amore e la violenza adolescenziale, l’abbandono ed altre vicende marginali che si intrecciano alla trama centrale. Il risultato rispecchia un po’, per restare nella metafora, l’andamento delle montagne russe.

Già il titolo evoca uno stile grottesco e surreale. E’ una tua peculiarità nello scrivere e nell’interpretare la realtà o serve a comunicare qualcosa?

E’ la mia forma di realismo/verismo. E’ come una lente che mi consente di percepire la realtà.  Ripeto la realtà è intrisa di surreale e grottesco. Non sarei in grado di separarli dagli eventi. Forse è il dualismo da cui siamo caratterizzati noi e la realtà medesima.

A cosa si ispirano i tuoi “brevimanzi”?

A parte quella sottotraccia biografica di cui parlavo all’inizio, si ispirano a molte cose che sarebbe riduttivo specificare: frammenti di sogni, ricordi di film o romanzi, personaggi che conosco più o meno direttamente, archetipi esistenziali, che hanno come minimo denominatore comune una certa attitudine naif a rapportarsi con la vita forse.

Quanto Ugo uomo influenza Hugo scrittore e viceversa? E perché la scelta di uno pseudonimo?

Sinceramente non mi pongo il problema, nel senso che credo che sia una specie di osmosi come avviene un po’ per chiunque scriva o faccia altre cose pseudo creative. Per quanto riguarda lo pseudonimo, Hugo Bandannas, è un nome di battaglia che risale ai tempi di quando bazzicavo la scena punk rock locale.

“Quel Bar sotto il ring”, pur mantenendo un linguaggio metaforico, differisce tanto da Luna Punk tanto da Wild Card for Wild Life. E’ meno figurativo, ma quasi sospeso in mondi paralleli. Come nasce?

Quel Bar Sotto Il Ring è la fedele trasposizione/trascrizione di un programma radiofonico omonimo con una radio streaming che facevamo con degli amici ed in cui si partiva da qualche aneddoto di boxe per poi spaziare su altri temi di attualità e non solo. Ovviamente ho cercato di raccordare le puntate abbastanza eterogenee ed anarchiche con una struttura in cui la boxe diviene allegoria della vita e viceversa.

Chi è Marvelous e che ruolo riveste in Ugo uomo?

Marvelous era il mio sparring partner in quel programma radiofonico, un pozzo di sapienza e demenza, veterano del 68, guru di arti marziali e di astrofisica, con il mito marinettiano della velocità, il mio alter ego più indomabile ed anfetaminico.

Se dovessi usare tre aggettivi per definire ognuno dei tuoi scritti quali sarebbero? E perché?

Tralasciando una raccolta di liriche ed una di racconti brevi, direi,  “Diario di Bordo di un clandestino balordo”: epica barocca;  “Luna Punk” :  lost generation 2.0 ; “Quel bar sotto il ring”: jazzato ; “Wild Card for Wild Life”: picaresco.

Il lettore è trascinato dalla tua scrittura in un mondo vorticoso e quasi allucinato, ma superato l’impatto iniziale si trova risucchiato in uno stato di trance alla ricerca di un filo di Arianna che a volte sembra spezzarsi. E’ solo un’impressione?

Il demone drogato di William Burroghso di James Ellroy, devono senza dubbio farmi visita in qualche stato di coscienza non precisato quando scrivo.

Qual è il messaggio che cerchi di trasmettere con la tua scrittura?

Nessuno. Per fortuna, Diffido dagli scrittori didascalici e messianici.

Progetti futuri?

Un altro brevimanzo di genere avventuroso, avverto troppa paura soprattutto nelle nuove generazioni che porta inevitabilmente ad un abuso di intimismo e di introspezione di questi tempi, poi sarò costretto ad aprire una macelleria…a forza di brevi-manzi.

Dove è possibile acquistare i tuoi brevimanzi?

I primi due, Diario di Bordo e Luna Punk sono usciti per abelbooks, quindi si trovano in rete o sono ordinabili in libreria; gli altri due sono autoprodotti, per la mia casa editrice virtuale “Malavena Edizioni”.  In ogni caso li spedisco tutti volentieri via email in formato e-book/pdf a chi si volesse prendere la briga di leggerli.

Ti ringraziamo di averci dedicato un po’ di tempo e attendiamo il tuo nuovo lavoro.

Grazie a voi!

 

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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