La ferocia di Nicola LaGioia

La ferocia di Nicola LaGioia

La ferocia è un libro feroce, proprio come il titolo promette. Feroce e atroce o, per meglio dire, atrocemente bello.

Bello di una bellezza dolorosa, in cui, superata la difficoltà di entrare nella storia dopo le prime pagine, si viene catturati in una vicenda vorticosa dalla quale non si vorrebbe più uscire, se non dopo aver appurato tutti i dettagli e aver trovato risposte agli interrogativi sorti via via.

Uno straordinario affresco sulla contemporaneità questo romanzo, che nulla risparmia al lettore delle atrocità che si compiono sia all’ombra della vita pubblica che privata. Nella prima, sembra dirci l’autore, ogni uomo ha un prezzo, ogni cosa è merce in vendita e chi ha il potere di farlo, acquista per realizzare i propri fini senza che vi sia traccia alcuna, nemmeno in controluce, di etica.

Nella seconda, pur di salvaguardare le apparenze, pur di mantenere in piedi la facciata e non perdere i privilegi acquisiti, si commettono atrocità indicibili, si consumano piccoli delitti quotidiani all’ombra del bon ton, nella bonomia generale e sotto una cappa di calma apparente.

Vittorio Salvemini è un imprenditore rampante della Bari dei nostri giorni, un uomo senza scrupoli, che spende tutta la sua esistenza ad accumulare danaro per la famiglia. Almeno questa è la motivazione che si racconta. Sua moglie Annamaria, una signora dell’alta società, che vive come tutte le donne del suo ceto, gli da tre figli, ma un imprevisto si para sulla loro quieta esistenza all’improvviso. Suo marito si innamora perdutamente di un’altra donna e sta per lasciare la moglie, anche perché quest’altra aspetta un figlio da lui. Ma la donna muore di parto e l’orfano entrerà in famiglia con conseguenze devastanti per tutti.

Questo è solo uno degli antefatti, perché la storia è molto altro. E’ il racconto dei danni commessi dagli adulti sulla fragile psiche dei bambini; è il racconto dell’illusione che i minori non vedano, non sentano, non si accorgano, della pretesa di ammantare la verità sotto il velo dell’ipocrisia, del facile accomodamento e dei solchi che, invece, si scavano negli animi più sensibili. Tracce indelebili rispetto alle quali non si può tornare indietro e che continueranno in maniera sotterranea e ultrattiva a indirizzare le esistenze dei puri di cuore, che, proprio in quanto tali, sono i più esposti. Tanto maggiore è il candore dei soggetti in questione, La Gioia ci racconta, tanto maggiore è lo stato di pericolo cui si è esposti e il tragico epilogo ne è conseguenza inevitabile.

Un romanzo straordinario sulla famiglia, sul dolore, sulle gabbie della mente, sulla corruzione, sull’abiezione personale e sociale, su una terra martoriata e offesa, sul compromesso. Libro di una forza e di una bellezza unici, regalatoci da una grande penna, Nicola La Gioia.

Titolo: La ferocia

Autore : Nicola LaGioia

Editore :Einaudi

Collana : Supercoralli

Prezzo : € 19.50

Nicola LaGioia

Autore di Poesia on-line, volumetto allegato all’Annuario della poesia italiana curato da Giorgio Manacorda (Castelvecchi, 2001), per minimum fax (per cui dirige “nichel”, la collana di narrativa italiana) ha pubblicato nel 2001 il suo primo romanzo, Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi). Per Fazi ha pubblicato il saggio Babbo Natale. Ovvero come la Coca Cola ha colonizzato il nostro immaginario collettivo (2009). Ha pubblicato racconti in varie antologie: Patrie impure (Rizzoli 2003), La qualità dell’aria (minimum fax, 2004) che ha curato assieme a Christian Raimo, Semi di fico d’India (Nuovadimensione, 2005), Periferie (Laterza, 2006), Deandreide, dedicata a Fabrizio De André (Biblioteca Universale Rizzoli, 2006), Ho visto cose (Biblioteca Universale Rizzoli, 2008), La storia siamo noi (Neri Pozza, 2008). Per Einaudi ha pubblicato Occidente per principianti (2004), Riportando tutto a casa (2009, con cui si aggiudica il premio Siae, il premio Vittorini, il premio Volponi, il Premio Viareggio 2010 per la narrativa) e La ferocia (2014), grazie al quale vince il Premio Strega 2015.

La Trama

In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada provinciale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati su di lei. Quando, poche ore dopo, verrà ritrovata morta ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosi? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli – in particolare quello con Michele, l’ombroso, il diverso, il ribelle – può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, una galleria di personaggi indimenticabili, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell’azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo.

Donatella Schisa

Pubblicato da Donatella Schisa

Donatella è nata e vive a Napoli. Dopo gli studi classici, si laurea in Giurisprudenza coltivando parallelamente la sua passione per la scrittura. E' autrice di numerosi racconti pubblicati in diverse antologie; e si è classificata seconda alla XXV edizione del Premio Nazionale Megarls per la narrativa. il suo primo romanzo è " Il posto giusto"

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