LA GRANDE GALASSIA : il mondo dell’editoria.

Galassia di Lara Michelotti

Un acceso dibattito, che continua a imperversare, è quello riguardante la piccola editoria indipendente e gli autori emergenti e i loro rapporti nell’ambito del panorama letterario ed editoriale italiano.

Affrontare questo tema, è come addentrarsi in una grande galassia, il cui ordine cosmico ci sfugge tanti sono i punti di vista dai quali si può partire per fare un’analisi coerente e reale della situazione.

Intanto è necessario comprendere la struttura del mondo editoriale e delle sue dinamiche.

In Italia, l’editoria si suddivide in due grandi macroaree: quella dei grandi gruppi editoriali, realtà strutturate e consolidate e quella dell’editoria indipendente, realtà composta dalle medie e piccole case editrici.

La prima, inutile negarlo, è preponderante e ha le risorse per imporsi pesantemente sul mercato e influenzare le scelte. Le sue strategie sono legate alla logica di mercato, naturalmente volta al realizzo degli utili e per questo segue canali preferenziali, spesso discutibili, che privilegiano solo una parte di quella materia prima essenziale per la loro esistenza che sono gli autori. Il grande gruppo editoriale tende quindi a rivolgere la sua attenzione verso autori per lo più affermati (o anche personaggi noti della società civile), per mezzo dei quali è più probabile raggiungere l’obiettivo vendite a prescindere, alle volte, sulla reale validità di talune opere. In questa macroarea, il libro è più che mai considerato un bene di consumo, da produrre, distribuire e vendere. Il cliente finale, il lettore (magari poco attento), lo comprerà perché scritto dallo scrittore (o personaggio) noto e fregiato di una editrice nota. Il suo giudizio sarà relativo, perché per la casa editrice il risultato più importante sarà quello di vedere crescere il grafico delle vendite. Ma la letteratura è proprio questo mercato o stiamo assistendo alla mercificazione di un bene prezioso qual è la cultura? Ma andiamo avanti.

La seconda grande macroarea riguarda le medie e piccole case editrici indipendenti. Indipendenti perché rifuggono dalle logiche della grande editoria commerciale, ma purtroppo, e sottolineo purtroppo, sono da queste spesso soffocate. Innanzitutto chi è l’editore indipendente? È un soggetto sicuramente che ha grandi energie, perché deve necessariamente mettere in campo grandi forze per riuscire a emergere nel grande mare editoriale. E le sue risorse sono volte, in generale, a rintracciare anche autori sconosciuti, ma dalle buone potenzialità, mediante selezione accurata. Tuttavia, la sua struttura semplice e le risorse limitate non gli consentono spesse volte di raggiungere gli obiettivi, perché si scontra, appunto, con la grande editoria presuntuosa e prepotente. Comunque, tante ci riescono e sono tantissime le opere di pubblicate dall’editoria indipendente. Ma attenzione, perché nell’ambito dell’editoria indipendente, non tutti seguono il decalogo dell’editore con la diligenza del “buon padre di famiglia”.

Il sito www.softwareparadiso.it ha analizzato e catalogato scrupolosamente le circa 5000 case editrici esistenti in Italia (grandi, medie e piccole), rifacendosi soprattutto a segnalazioni di utenti che hanno avuto a che fare con le case editrici. Dall’analisi esperita da quel sito, emerge il riscontro di quanto detto in relazione ai gruppi editoriali e un’interessante classificazione delle case editrici indipendenti. Da qui il discorso del decalogo dell’editore “buon padre di famiglia”. Infatti, tra le case editrici indipendenti esiste una porzione rilevante di soggetti denominata EAP (Editoria a pagamento). Sebbene in editoria sia accettata, l’EAP rifugge dal concetto di buon editore, in quanto non scommette sull’autore riguardo al progetto editoriale dello stesso, ma accolla al medesimo quel rischio d’impresa del quale dovrebbe naturalmente farsi carico. Ciò comporta magari una facile pubblicazione, grazie alla corresponsione, da parte dell’autore, di un “contributo” in varie forme richiesto più o meno velatamente sul contratto di edizione (il più frequente è l’acquisto obbligatorio di copie da parte dell’autore in numero spesso considerevole e, pertanto, oneroso). Ma poi l’operato dell’EAP si ferma lì, perché dopo la pubblicazione non ci sarà nessuna attività di promozione e diffusione del libro. L’EAP, una volta incassato il “contributo”, avrà raggiunto il suo obiettivo e l’autore, se non effettuerà lui stesso un’attività di promozione personale, vedrà il libro coprirsi di polvere, dimenticato.

Quindi è forse meglio evitare l’EAP, sebbene non sia vietata, ma volgere l’attenzione sull’editoria No EAP, i tempi saranno necessariamente molto più lunghi, ma sarà più concreta la speranza che il libro, in qualche modo, si diffonda.

Dopo quest’analisi, spero utile, del panorama editoriale italiano, parliamo ora degli autori e del loro rapporto con l’editoria.

Innanzitutto, se le case editrici sono tante, gli autori sono tantissimi, questo è noto. Tornando al concetto di galassia, se il nucleo è la letteratura, i soli sono gli editori e i pianeti che girano attorno ai soli sono gli autori, mentre la polvere cosmica che viene attratta dai pianeti sono i lettori. E se gli autori affermati et similia non avranno problemi a raggiungere gli editori, perché per loro le porte saranno sempre aperte; per gli autori c.d. emergenti, sovente non è così.

Il concetto di autore emergente (infelice termine, peraltro) tuttavia è troppo generico, che significa? Anche qui si può analizzare questa pletora di autori, facendo delle classificazioni.

Come per tutte la arti, anche verso la scrittura moltissime persone hanno una naturale attrazione, perché scrivere è creatività e appartiene a chi lo fa. Un romanzo, una poesia sono opere che scaturiscono dalle intime idee di chi le scrive e, per questo, sono esclusive. Ma questo non basta per considerarsi scrittori, poeti, etc…, sì, perché come in tutte le arti è necessario il talento, la dote naturale che conferisce a uno scritto quel taglio letterario, poetico che rende speciale uno scritto. Per questo sorge spontanea la domanda: tanti scrivono, ma quanti veramente sono in grado grazie al loro talento?

Qui, quindi, c’è la prima differenziazione: la validità letteraria di ciò che si scrive. È un elemento essenziale, obbligatorio per far sì che uno scritto sia riconosciuto letterariamente adeguato da chicchessia.

Il primo consiglio è quindi essere certi che ciò che si scrive sia valido, perché scrittori, poeti non ci si improvvisa, ma si diventa con pazienza, sfruttando il proprio talento naturale, riconoscendo e correggendo i propri errori. Ricordando sempre che uno scrittore dev’essere anche un grande lettore; leggere è la base per buon scrivere. Un lavoro certosino, senza dubbio.

Ma come fare per riconoscersi in scrittore, per esempio? Non cullarsi sulle proprie convinzioni, l’autostima in questo senso è altissima, ma può sviare dalla realtà dei fatti. Quindi, ultimato il nostro romanzo “d’esordio” farlo leggere da chi ha una buona esperienza in materia di editing, lettura e critica, senza temere il suo giudizio. Se il feedback sarà positivo, potremo pensare che ciò che scriviamo sia accettabile, ma non basta, bisogna poi perseverare.

Ma non si scrive solo per noi stessi, il nostro naturale istinto sociale ci porta ineludibilmente a condividere con gli altri ciò che facciamo e in campo artistico questo è basilare, perché la cultura è un patrimonio universale. Quindi lo scrittore esordiente, che sia veramente un autore di talento e che voglia emergere in quella famosa galassia, dovrà rivolgersi, per pubblicare la sua opera, a una figura professionale precisa, che è l’editore. A meno che non voglia seguire il percorso dell’autopubblicazione, sulla quale ci sono pareri discordanti.

Qui inizia il calvario: come fare? Come già detto, difficilmente i grandi editori accettano un emergente, sempreché non entri in gioco una chimica composta da fortuna e causalità degli eventi. Ma tutti gli scrittori erano emergenti all’inizio, questo è anche vero. Così l’emergente rimugina, non consapevole delle dinamiche del mondo editoriale, comincia a tentare.

Tante porte in faccia, a meno che un EAP, previo compenso, pubblichi il suo scritto, ma di questo e dei rischi connessi se ne è stato già parlato. Quindi, la strada da percorrere è continuare a tentare con chi magari accetta gli emergenti, animato però da quella diligenza del “buon padre di famiglia”, magari un piccolo, ma serio, editore indipendente, da cercare con pazienza, senza avere fretta. Potrebbe essere un buon trampolino di lancio, ma anche qui la certezza qui non c’è, non ci sarà mai; quantomeno, però, l’emergente sarà su una buona strada, se tuttavia sarà però in grado di contribuire anche lui nella promozione della sua opera per farsi conoscere e andare avanti, stando attento tuttavia ai venditori di fumo, che con gli emergenti ci sguazzano, e cercando di perseguire il proprio obiettivo. Se si è convinti di ciò che si fa, bisogna perseverare, non demordere mai.

C’è un vivaio di autori talentuosi sommerso, dal quale potrebbero uscire figure da collocare nel mondo della buona letteratura. Le dinamiche, come ho tentato di illustrare, sono tante; le difficoltà pure: è una strada tutta salita, ma bisogna sforzarsi di percorrerla, perché la cultura deve andare avanti. La galassia deve continuare a muoversi nell’universo e questo sempre grazie agli autori che troveranno prima o poi il loro pianeta. Bisogna essere positivi, perché il pessimismo spesso nuoce a scapito della perseveranza.

Non demordiamo e non fermiamoci.

Grazie.

Pubblicato da Giovanni Margarone

Sono Giovanni Margarone, sono nato nel 1965 e scrivo narrativa. I miei romanzi rientrano maggiormente in quelli di formazione, per via dell’evoluzione che fanno compiere (innanzitutto interiore e non solo) ai protagonisti (dall’infanzia all’età adulta, risalendo sovente alle origini, scavando nella storia del personaggio). Forte è la componente introspettiva e psicologica, per cui il personaggio resta sempre e comunque l’elemento centrale delle narrazioni, che potrebbero essere quindi ambientate in qualunque luogo. Sono un autore che vuole scrivere per gli altri, perché diversamente la mia sarebbe un’attività monca, fine a se stessa. Interpreto la scrittura come il mezzo più efficace per trasmettere sentimenti, emozioni e per indurre alla meditazione. Questa interpretazione trascendentale della scrittura mi è assai cara, perché ritengo che la spiritualità faccia parte di noi stessi e che lo spirito vada nutrito. Ho finora scritto e pubblicato quattro romanzi: “Note fragili” (2018, seconda edizione), “Le ombre delle verità svelate (2018, seconda edizione), “E ascoltai solo me stesso” (2019, seconda edizione) e “Quella notte senza luna” (2018). Inoltre, nel 2019 un mio racconto “Il segreto del casone” è stato inserito nell’antologia “Friulani per sempre” – con postfazione di Bruno Pizzul - edito da “Edizioni della sera”. Nel novembre 2019 sono stato insignito di una “Benemerenza” dal Comune di San Giovanni al Natisone (UD) (dove risiedo) per meriti letterari. Sono membro della Commissione Cultura del Comune di San Giovanni al Natisone (UD). I miei romanzi hanno ricevuto numerosi premi letterari. Il mio sito ufficiale è https://margaronegiovanni.com/

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