“La Lezione”, di Marco Franzoso

La lezione

La lezione di Marco Franzoso, edito Mondadori. La simbologia dell’ape racchiude buona parte dell’essenza di questo romanzo, un thriller intenso che tiene incollati dall’inizio alla fine.

La Lezione

“Ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini” (A. Merini)

Una cover semplicissima quella scelta per quest’ultimo romanzo di Marco Franzoso, semplice e banale a uno sguardo distratto, ma talmente profonda da scavare tra i miei ricordi di bambina tanto da non riuscire a staccarne gli occhi senza ripensare a quando, nelle prime giornate di caldo primaverile iniziavano a svolazzare le prime mosche e, tra bambini, tutto andava bene pur di divertirsi. Uno dei passatempi più ricercati, specie tra i maschietti, era quello di catturare le mosche sotto ai bicchieri capovolti, lasciandole poi lì a ronzare e a sbattere da una parte all’altra nel vano tentativo di liberarsi mentre, chi l’aveva catturata e tutti gli spettatori intorno, continuavamo a guardarla con quella che oggi definisco sadica soddisfazione di uno stupido gioco.

Qui non troviamo una mosca bensì un’ape che dal punto di vista simbolico ha un significato ben preciso. E’ un insetto operoso e diligente nell’organizzare il suo alveare. Una sorta di percorso iniziatico, emblema di rinnovo della vita. Simbolo di coraggio e di determinazione, delicato e forte allo stesso tempo. E’ curioso sottolineare che nelle fiabe cinesi, l’ape rappresenta i giovani uomini innamorati che traggono nutrimento dalle anime delle loro amate così come le api si nutrono dai fiori, delicatamente, senza rovinare la loro bellezza. La simbologia dell’ape racchiude buona parte dell’essenza di questo romanzo, un thriller intenso che tiene incollati dall’inizio alla fine.

L’autore veste i panni di una donna per dare voce alla storia; Elisabetta è un avvocato che sbarca il lunario lavorando in un piccolo studio legale senza grandi prospettive di carriera. Fidanzata con Daniele, un rapporto altalenante che va avanti per abitudine e per forza di inerzia; pochi amici, una sorella sui generis e un padre anziano e vedovo rimasto in compagnia del cane.  Elisabetta si ritrova di punto in bianco ad avere a che fare con uno stalker, una sua vecchia conoscenza: Angelo Walder, un uomo del quale  ha assunto le difese nel processo di accusa per abuso e violenze e che, scontata la pena, torna per “vendicarsi”.  Sa di essere seguita e osservata ma nessuno le crede e una sera, sulla strada di ritorno verso casa, se lo ritrova davanti. Le cose si combinano in maniera tale che Walder finisce a casa di Elisabetta ed è proprio lei a farlo “accomodare”. Da qui in poi, un continuo alternarsi e sovrapporsi di vittima e carnefice domina la scena, ed ecco che “la lezione” inizia a prendere forma … una lezione che si “insegna” e che si “impara” e che di certo lascia il segno.

Il ritmo è incalzante e serrato, la trama ben costruita e la suspence fin dalle prime pagine costringe lo sguardo su ogni frase, su ogni scena … scena sì, perché la narrazione è talmente nitida da farti “vedere” ciò che sta accadendo. Riesci a percepirne suoni, odori, forme, colori,  rumori, buio … senti defluire il tempo, il lento susseguirsi di ogni inquietudine e il continuo cambio di registro dei sentimenti.  Elisabetta e Walder tanto diversi quanto uguali.

Elisabetta farà i conti con il proprio IO più intimo, con la rabbia nascosta, con quella lucida follia che appartiene a ogni essere umano. Tutti potenziali assassini? Siamo davvero tutti in grado di compiere azioni che mai avremmo immaginato? Ci accompagna veramente “qualcuno” che non conosciamo? Forse si!

Quando per una vita intera si è stati “costretti” dalle circostanze a vestire i panni della perfezione e del perbenismo, a mantenere un finto equilibrio o che forse davvero si pensa di avere; quando la quotidianità ti obbliga a mantenere la calma, a tenere a bada la rabbia, a celare eventi dolorosi e angosce personali dietro sorrisi di circostanza, lasciando credere che tutto vada bene, che si conduce una vita normale. Quella normalità che nasconde, spesso, fragilità inimmaginabili; quella normalità da esibire a ogni costo fino a quando le maschere, volute da una società che non ammette e non permette debolezza, iniziano a sgretolarsi pian piano e la collera repressa, la follia latente, la potenziale malvagità, la sadica soddisfazione, la capacità di provare piacere nel fare del male, non prendono il sopravvento riuscendo a rinchiudere ermeticamente quell’ordine e quella stabilità mentale che si è sempre creduto di avere.  La corda inizia a ondulare troppo, l’equilibrio è precario e il funambolo precipita definitivamente nel vuoto dei suoi abissi interiori.

E’ ciò che accade a Elisabetta. Prende coscienza di una personalità che non sapeva di avere; si accorge di possedere un imprevedibile lato oscuro che la affascina e la inquieta ma che, contemporaneamente, le fa capire che in fondo nessuno si conosce abbastanza da escludere di poter commettere talune azioni e che tutti abbiamo dei lati bui che restano tali, fino a quando uno “spiraglio di luce” non trova un punto di frattura da cui filtrare …

Un thriller che tiene incollati dall’inizio alla fine. La narrazione è caratterizzata da frasi brevi, da incisi bloccati da una punteggiatura che conferisce un effetto visivo immediato, catapultando il lettore in una realtà apparentemente surreale.  Una vera e propria rappresentazione della vita di ognuno di noi, vittime e carnefici di noi stessi; Dr Jakyll e Mr. Hyde di una società esteriormente razionale.

Ben scritto, lettura scorrevole e dal forte impatto emozionale, capace di lasciarti col fiato sospeso fino al colpo di scena finale.  Cosa impara Elisabetta da questa “lezione”? E Walder, è a sua volta insegnante o discente? Qual è “la lezione” impartita ai lettori? Non resta che leggerlo, in attesa di un sequel per il quale sembrano esserci tutti i presupposti.  Non mi sorprenderebbe affatto, inoltre, una trasposizione cinematografica.

Teresa Anania

Il bambino Indaco, Marco Franzoso

DESCRIZIONE

Dalla penna di uno dei più raffinati scrittori italiani – autore di Il bambino indaco, portato al cinema da Saverio Costanzo – un romanzo di ritmo e suspence che racconta la discesa agli inferi di una giovane donna come tante. Un thriller che inchioda il lettore alla pagina, e insieme una lucida rappresentazione della società contemporanea, che svela la follia che si cela dietro la vita di tutti i giorni. In cui anche noi possiamo riconoscerci. Forse senza confessarcelo.

Quanti compromessi si accettano per non deludere le aspettative degli altri, per essere una bambina diligente, poi un’adolescente responsabile, infine una donna dolce e gentile. Senza che ce lo confessiamo, il costo delle piccole e continue sopraffazioni subite giorno dopo giorno è spesso una rabbia nascosta dietro l’apparenza di una vita normale, azioni ordinarie, un lavoro e una vita di coppia come tante. Elisabetta è avvocato in un piccolo studio associato e galleggia tra cause di separazioni, spaccio, affitti non pagati. Lavora dieci ore al giorno, ma stenta a decollare. Anche la sua vita privata non è esaltante: il rapporto con il fidanzato Daniele arranca tra alti e bassi, le amicizie si sono allentate, il padre, vedovo, è anziano e fragile. Come se non bastasse, da qualche giorno un uomo la segue. Angelo Walder, un suo vecchio assistito, condannato per violenza e abuso. Ha scontato il carcere e ora come aveva promesso è tornato a cercarla, finché una sera Elisabetta se lo ritrova in casa… Per salvarsi non le resta che ribellarsi e prendere in mano la propria vita, senza più chiedere aiuto a nessuno. Costi quel che costi. Può contare solo su se stessa.

AUTORE: Marco Franzoso

TITOLO: La Lezione

EDITORE: Mondadori

COLLANA: Scrittori Italiani e Stranieri

USCITA: 12 Aprile 2022

PAGG: 396 – Rilegato

PREZZO: €. 21,00

EAN: 9788804746379

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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