La natura dell’amore di Daniela Melani Nutini

Privazioni, disincanti, dolori e perdite umane. Questa è la guerra. Ma può un contesto così drammatico e crudele essere lo sfondo di un sentimento profondo e speciale come l’amore?

Joachim Bauher è un maggiore della Wermacht del Reich tedesco, amato e stimato dai suoi commilitoni. Dopo aver combattuto in Polonia e in Francia, viene trasferito a Roma. Siamo nel pieno della seconda guerra mondiale. Morti, atrocità e distruzioni rappresentano il pane quotidiano di quei giorni infernali. La Nutini, in questo suo romanzo breve ma intenso, cerca di traslare il lettore in quel periodo nefasto, utilizzando un personaggio chiave-nella fattispecie il maggiore Bauher- per evidenziare stati d’animo, sentimenti, azioni e reazioni vissute in un tempo senza tempo.

I soldati erano semplicemente uomini obbligati a combattere, ad ammazzare i propri simili e a veder morire, anche tra le proprie braccia, i loro compagni di sventura. Erano stati depauperati della propria libertà, della propria volontà, dei propri sentimenti e, spesso, della propria vita. È in questo contesto di aridità e confusione che Joachim incontra casualmente Bianca Cassará, dolce e giovane fanciulla, scoprendo così un sentimento per lui del tutto nuovo: l’amore, che riesce a porsi in netta antitesi con tutto ciò a cui si era dovuto abituare. Quasi stranito da ciò che gli stava capitando, scrive una lettera al suo amico Tomas, dal quale ne riceve un’altra in risposta.

“Caro Joachim, se cercavi conforto in me non l’avrai. Sarò duro con te ma per il tuo bene. Quel tuo essere inflessibile con te stesso ti ha portato a spezzarti nel modo più doloroso e temo che pagherai cara la tua ingenuità che in tutti questi anni ti ha portato a nasconderti a te stesso. Dai rigidi sermoni di tuo padre sei passato alla disciplina dell’esercito e quello che è peggio all’accettazione della disciplina nazista e così hai lasciato da parte il cuore che adesso si vendica e reclama i suoi diritti nel momento in cui sei più vulnerabile. Non hai il fuoco nemico a proteggerti, non hai i morti che ti fanno scudo alla vita ma sei solo con le tue certezze che vacillano come vacilla la tua sicurezza di vittoria in una città e tra un popolo che della bellezza e dell’amore ha fatto la propria religione. Sei inerme caro amico di fronte a tutto questo è te lo dico con fraterno dolore per te perché la follia d’amore rende pazzi (…) Ma io adesso ti dico di non avere paura della tua pazzia e di viverla come una benedizione perché in questo orrore che è la guerra solo chi è capace di amare si salverà.”

Ma la guerra prosegue, inesorabile.

“Ricominciava la vita di guarnigione per Joachim mentre la guerra lo stringeva da tutte le parti. Qui la vita procedeva ancora normalmente però è Roma pareva ancora un’oasi serena, in quel luglio del ’43. Combattimenti si svolgevano a poche ore da loro ma nella città una strana calma surreale non faceva nemmeno presagire i giorni ripugnanti che sarebbero arrivati (…) Era tutto troppo fuori dalla portata dei momenti presenti: notizie, uomini, tutto si preparava in attimi sospesi dove il formicaio si agitava sotto terra.”

E ancora… “Ovunque orrori, scontri, rappresaglie. I combattimenti fervevano nelle vicinanze. Questi americani avanzavano inesorabili con tutte le loro armi e il loro spreco di munizioni. Anche Roma era stata bombardata, il quartiere di San Lorenzo semidistrutto. Si sentiva un odore di bruciato, di gas, di ceneri fumanti. Alcune facciate erano crollate, soffitti pencolavano sopra mucchi di mattoni, intonaco e vetro. Si vedevano all’interno stanze con i loro letti, i tavoli, i quadri. Strade ostruite in cui si dovevano valicare mucchi di macerie che ancora bruciavano mentre alcuni pompieri dirigevano getti d’acqua in mezzo alle fiamme.”

Un romanzo lineare, scorrevole e dal linguaggio semplice ma penetrante. A parte qualche piccolo refuso e, a mio avviso, una eccessiva volontà di sottolineare la carnalità degli incontri tra i due innamorati, è una lettura che consiglio. La percezione delle brutture della guerra è pressoché tangibile, così come lo sono i sentimenti e le sensazioni provate da uomini costretti ad abbandonare i propri sogni, le proprie aspettative e le proprie aspirazioni, per dare e togliere la vita in una guerra certamente da loro non voluta e probabilmente mai compresa…

Fabiana Manna

La descrizione del libro

Questo romanzo narra la vicenda di un uomo preso dal vortice della guerra che imboccherà la fatale parabola discendente nella sconfitta. Un uomo che si è creduto inflessibile e che, cedendo all’amore,porterà alle estreme conseguenze il suo disfacimento morale.Tutto il racconto si racchiude in una anno. Ed in quell’anno vi sono comprese la speranza di poter essere felici, la bellezza, la crudeltà, l’odio, il dolore, l’abbandono, il perdono…

 

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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