La Vasca del Führer, Serena Dandini

La Vasca del Führer

La Vasca del Führer

Serena Dandini
È possibile per una donna rimanere “un genio libero” e “uno spirito dell’aria” senza pagare nessuna conseguenza?»
Un’istantanea in bianco e nero coglie una donna dalla bellezza struggente immersa in una vasca da bagno del tutto ordinaria. Guardando bene, però, in basso ci sono degli anfibi sporchi di fango, e in un angolo, sulla sinistra, un piccolo quadro. Il viso nella cornice è quello di Adolf Hitler, il fango è quello di Dachau; lei, la donna, è Lee Miller: ha da poco scattato le prime immagini del campo di concentramento liberato, e ora si sta lavando nella vasca del Führer. Prendendo spunto da una fotografia che ha scoperto per caso, Serena Dandini si mette sulle tracce di Lee Miller Penrose, una delle personalità piú straordinarie del Novecento. La cerca nei suoi luoghi, «dialoga» con lei, ripercorre la sua esistenza formidabile – che ha anticipato ogni conquista femminile – in un avvincente romanzo, una storia vera, tra i fasti e le tragedie del secolo scorso.
Modella, fotografa, reporter di guerra, viaggiatrice appassionata, Lee Miller è stata una donna libera ed emancipata in un tempo in cui esserlo era pressoché impossibile. Nel giro di pochi anni, dall’essere un’icona della moda, la piú bella ragazza d’America, è passata a ispirare grandi artisti e a produrre arte lei stessa. Di lei, e delle sue labbra, si è innamorato follemente Man Ray; i suoi piú cari amici erano Max Ernst, Jean Cocteau e Pablo Picasso, che l’ha dipinta. Ha seguito la guerra in Europa avanzando insieme all’esercito statunitense, ed è stata tra le prime reporter a entrare nei campi di concentramento. Con le sue parole, e attraverso l’obiettivo dell’inseparabile Rolleiflex, ha documentato sulle pagine di «Vogue» l’orrore del conflitto. Una vita, quella di Lee, sempre al centro della Storia, un’avventura umana che Serena Dandini riporta alla luce un pezzo alla volta, mettendosi in gioco di persona: con rispetto, con ammirazione, con amore.

L’autrice
Serena DandiniIl suo nome completo è Serena Dandini de Sylva.
Dopo aver ideato e presentato numerosi programmi televisivi come La tv delle ragazze, Avanzi, Pippo Chennedy Show e L’ottavo nano, dal 2004 conduce su RaiTre il talk show Parla con me.
Inoltre dal 2001 è Direttore artistico del Teatro Ambra Jovinelli di Roma.
Il suo esordio letterario è Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini edito da Rizzoli nel 2011; del 2013 Ferite e morte un libro sulla violenza contro le donne (Rizzoli); del 2015 è il suo primo romanzo, Il futuro di una volta e del 2016 Avremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico; del 2018 è Il catalogo delle donne donne valorose, una raccolta di biografie di donne passate alla storia per il loro coraggio.
Precedentemente sono stati pubblicati in dvd gli spettacoli Amo con Neri Marcorè (Rizzoli 2006) e Lorenzo e la maturità con Corrado Guzzanti (Rizzoli 2005).

Introduzione

Una donna bellissima è immersa in una vasca da bagno, dietro di lei c’è una foto, a terra un paio di stivali
imbrattati di fango. E’ la famosa istantanea in bianco e nero scattata da David Scherman il 30 aprile 1945
nella casa di Hitler a Monaco di Baviera. La donna è la fotoreporter di guerra Elizabeth Miller, la foto
dietro di lei è un ritratto del Führer, gli stivali sono sporchi del fango di Dachau.
Serena Dandini prende spunto da questa foto memorabile per ripercorrere la vita straordinaria di una
donna straordinaria: Lee Miller.

Recensione

Lee Elizabeth Miller è stata definita da molti la “donna più bella del mondo”. Nata nel 1907 in una
cittadina della provincia americana è da sempre abituata a stare davanti alla macchina fotografica. Il padre
Theodore è un ingegnere innamorato del progresso e della modernità e grande appassionato di fotografia.
E’ solito riprendere tutti i componenti della sua famiglia per lo più in costume adamitico. Il nudo per i
Miller non è un tabù e la piccola Lee è il soggetto preferito dal padre. Purtroppo questa voglia di libertà e
mancanza di inibizioni si scontrerà contro la brutalità di un amico di famiglia che abuserà della piccola
Lee, infliggendole una ferita insanabile.
Dopo l’incontro fortuito con Condè Nast , editore di Vogue, Lee, giovane e bella, comincia il suo lavoro
di modella nella rivista, riscuotendo subito grande successo. In poco tempo le sue foto fanno il giro del
mondo e diventa la protagonista indiscussa di tutte le feste più sfarzose e mondane. Tutti sono soggiogati
dalla sua bellezza e dal suo stile di vita libero ed emancipato, diventa la musa e l’amante del grande
fotografo e pittore Man Ray, i più grandi pittori e artisti surrealisti se la contendono, con un colpo di testa
sposa un ricco egiziano per poi diventare dopo pochi anni la compagna del pittore e collezionista d’arte
Roland Penrose. Ma tutto ciò a Lee non basta: non vuole fare la bella statuina, non vuole essere
fotografata, ma fotografare e testimoniare l’orrore e lo sfascio che ha prodotto la seconda guerra mondiale.
Come inviata di Vogue, Lee viaggia a seguito delle forze alleate nei territori appena liberati dalla tirannia
nazista, visita i campi di concentramento, vede le cataste di morti davanti ai forni crematori, fotografa i
sopravvissuti ridotti a misere larve, i suoi abiti e la sua pelle si impregnano del fetore e del fango di quei
luoghi di morte e quando, con stupore, scopre di essere nella casa dell’artefice di tutta questa distruzione,
la tentazione di imbrattare le piastrelle lustre del bagno con il fango di Dachau è per lei irresistibile.
C’è un prima e un dopo nella vita della Miller. Il viaggio nei territori distrutti dalla guerra sarà lo
spartiacque tra la sua vita di prima, allegra e futile, e quella di dopo, vissuta sempre con un’angoscia
dentro e una propensione alla depressione, che la porterà alla dipendenza dai farmaci e dall’alcool.
L’eccezionalità di questa donna che osa reinventarsi di continuo, libera, disinibita, indomita, mai sazia di
esperienze, capace di attraversare l’Europa da sola con la sua macchina, fa breccia sull’animo artistico e
bohémien della Dandini che si mette sulle sue tracce, ripercorre la sua storia, entra nelle case in cui ha
vissuto, negli studi fotografici che l’hanno vista prima modella e poi esperta fotografa, perfino nei bistrot e
negli alberghi parigini in cui incontrava i suoi amici, alcuni dei quali erano anche i più grandi artisti
dell’epoca, da Picasso a Jean Cocteau, da Max Ernst a Paul Éluard

Conclusioni

Serena Dandini è nota per essere stata conduttrice e autrice di programmi di culto per RAI 3 come “La
TV delle ragazze” e “Avanzi” e ho da sempre ammirato il suo modo garbato e divertito di condurre i
programmi. Non la conoscevo in veste di scrittrice e devo dire che per me è stata una piacevole sorpresa.
Il suo modo di scrivere è scorrevole, appassionato, raffinato.
Maneggia con grande maestria un folto e corposo materiale biografico, e, attingendo agli archivi storici e
fotografici dell’epoca, ci conduce per mano nel rutilante mondo artistico e culturale della prima metà del
novecento. Dalle sue pagine si intuisce l’ammirazione, unita a un po’ di invidia, per la sua eroina e per il
modo di vivere al di fuori di ogni schema e convenzione sociale.
Un libro da consigliare vivamente perchè scritto in modo piacevole e al tempo stesso erudito.

Pubblicato da Anna Gelardi

Avvocato per tradizione familiare, lettrice per passione. Tirata per i capelli in questa avventura del blog dalla mia amica Rita, ci sto prendendo gusto. D’altronde è quello che ho sempre fatto fin da piccola: leggere, leggere, leggere. Spero di essere all’altezza delle aspettative e di riuscire a stimolare alla lettura tutti coloro che vorranno seguirmi.

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