La verità sul caso Beth Taylor, Erin Kelly

La verità sul caso beth Taylor

Il libro si divide in quattro  parti ed ognuna delle quattro parti corrisponde alle diverse fasi dell’eclissi.

La prima parte procede lentamente, vengono presentati i personaggi, viene presentato il tema centrale attorno al quale ruoterà tutto il romanzo. In sostanza non succede molto, vengono lasciati degli indizi e degli spunti che solleticano la nostra curiosità, ma in sé la prima parte racchiude molto poco. Si fa più intensa verso la fine, con i vari salti temporali che riportano Laura a quindici anni prima, all’inizio del processo.

Nella seconda parte la tensione comincia a salire, vengono inseriti i primi veri elementi inquietanti. Beth diventa una figura ambigua, non sappiamo cosa pensare di lei, ci assalgono i primi dubbi. La terza, esattamente come la terza fase di un’eclissi, è la parte più tragica. Scopriamo finalmente cosa sia successo, quei famigerati quindici anni prima, perché la coppia sia costretta a vivere nell’ombra e cosa c’entri Beth in tutto questo. L’angoscia è crescente, il ritmo serrato, tanto da togliere il respiro. Tutto comincia a prendere forma e, contemporaneamente, comincia a precipitare. Tutto ciò che non tornava, tutti i nostri dubbi si fanno chiari, ma non rendono certo la storia meno angosciosa.

La quarta fase, quella finale, è la risoluzione di tutto ma con una conclusione amara. La storia viene presentata da due punti di vista diversi, quello di Laura e quello di Kit. Fin qui non ci sarebbe niente di stupefacente, è una delle strategie più usati dagli scrittori per rendere la lettura meno monotona. La cosa particolare che si nota soltanto in fondo al libro, è la diversa prospettiva che prendono i personaggi rispetto alla storia. Mentre Laura per quasi tutta la durata della storia è estremamente focalizzata su Beth, sul processo ed esprime opinioni, presenta dubbi su di lei e sulla veridicità del processo, Kit, al contrario, inserisce raramente qualche commento su quello che potremmo definire “il caso Beth”. E solo alla fine sarà chiaro il perché.

La scrittrice gioca abilmente con noi lettori. Come succede a Laura, anche a noi vengono infiniti dubbi. Anzi, a metà libro siamo ormai certi dell’instabilità mentale di Beth. Siamo convinti che sia ossessiva, pazza, una stalker. Ma, dall’altra, la scrittrice non fa mai niente per confermare le nostre congetture; noi pensiamo che Beth sia colpevole, ma non ne possiamo essere totalmente certi. E questa è la forza del romanzo, che si regge interamente su questa incertezza costante e sul dubbio. Un aspetto inquietante del libro sono proprio gli effetti che ha su noi lettori. La scrittrice fa sorgere il dubbio che addirittura lo stupro non sia altro che un’enorme bugia, una messa in scena della mente malata di Beth. E questi sono sicuramente dubbi scomodi. Che facciamo fatica ad accettare e ad ammettere anche a noi stessi. Proprio lo stupro è parte fondante del romanzo, argomento sul quale la scrittrice ci porta a riflettere. Le descrizioni del processo sono nauseanti e raccapriccianti. Riflettono alla perfezione una realtà quotidiana, tutti quegli stereotipi ben radicati nella nostra società. Beth è una ragazza libera, espansiva, che ama divertirsi, bella. E queste sue caratteristiche costituiscono le prove di base per la Difesa di Jamie, dello stupratore. Questo passo è uno dei tanti raccapriccianti che ci vengono presentati. Ci fa riflettere sul processo stesso e su come le donne vengono sempre viste in questo contesto. Anche quando si riconosce la donna come effettiva vittima di violenza, rimane comunque, di sottofondo, una sorta di dubbio, una sorta di accusa velata. Quello che si dice è che non è colpa della ragazza se è stata stuprata, quello che si pensa è che, in fondo, forse un po’ colpa sua è. Non doveva vestirsi in quel modo, non doveva essere così espansiva.

In conclusione,un thriller avvincente, ricco di tensione, di facile lettura, ma che, nello stesso tempo, porta a riflessioni profonde sugli argomenti trattati. Un romanzo, quindi, completo. Se non vi fidate del mio giudizio, fidatevi di quello di Stephen King.

Grace Di Mauro.

Titolo : La verità sul caso Beth Taylor

Autore : Erin Kelly

Editore : Newton Compton Editore

Prezzo : € 9.90

 

Erin Kelly

È un’autrice inglese che ha avuto un grande successo con i suoi thriller psicologici, di cui alcuni diventati serie TV. Lavora come giornalista e i suoi articoli sono apparsi su «Sunday Times», «Sunday Telegraph», «Daily Mail», «marie claire», «Elle» e «Cosmopolitan».

La descrizione

Estate 1999.
Kit e Laura sono diretti al festival di Capo Lizard, in Cornovaglia, per assistere a un’eclissi solare. Kit è un vero appassionato e Laura non ne ha mai vista una dal vivo. Sono giovani e felici e non vedono l’ora di vivere la loro avventura. Ma negli istanti successivi all’eclissi, mentre fanno ritorno alla loro tenda, Laura intravede un uomo sopra una donna. Il suo istinto le dice che ha assistito a qualcosa di terribile, ma l’uomo nega. Ciò nonostante viene arrestato. È la sua parola contro quella di Laura. Nei mesi che seguono, Beth, la vittima dell’aggressione, mostra una crescente gratitudine…

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