“L’Acquaiola”, di Carla Maria Russo

L'acquaiola di Carla Maria Russo

Esistono storie molto più dolorose di un pugno in faccia…

Romanzo ambientato in un piccolo paese, non meglio specificato, dell’Italia Centro-Meridionale tra la fine del XIX° e l’inizio del XX° secolo. Narra la storia di una quindicenne, Maria, in un arco temporale di circa settanta anni. Ma chi è Maria? Maria è nota a tutti come “l’acquaiola”, colei che assunta alle dipendenze di Don Francesco, l’uomo più ricco del paese, passerà le giornate facendo la spola con il suo asino, tra la “casa grande” e la fontana dove riempire i barili d’acqua per il fabbisogno dei “signori”. Maria percorre senza sosta, senza lamentarsi e con qualunque condizione meteorologica, chilometri e chilometri di strada scoscesa, impervia, impraticabile a volte, pur di guadagnarsi da vivere senza chiedere nulla.

[…] …“Non sa immaginare, Maria. … Non sa pensare al futuro come a un’entità autonoma, diversa dal presente, a uno spazio vuoto che può essere riempito di sogni, speranze e desideri. Per lei il tempo più lontano è l’alba del giorno successivo, le speranze e i desideri spaziano nell’ambito angusto della sopravvivenza: che l’asino, ormai vecchio, resti in buona salute, che il freddo domani non sia così intenso da spaccare le mani, che riesca a trovare un lavoro da sbrigare, uno qualunque, non importa quanto faticoso, per poter sfamare se stessa e il padre malato.”… […]…

Maria è, una ragazza prima, una donna poi, forte, caparbia, temeraria. Una donna che non si arrende davanti a nulla, che non abbassa mai la guardia, fiera, tenace, in grado di svolgere lavori “da uomo”. Una donna indipendente e libera e, per il periodo storico in cui è ambientato, fatto di mentalità arcaica, analfabetismo e arretratezza e, dove il ruolo della donna è quello di sottomissione all’uomo in tutto e per tutto, risulta essere controcorrente. E’ troppo emancipata e orgogliosa Maria, e questo la rende altera, superba, inavvicinabile agli occhi di tutti. Sembra essere priva di emozioni, sentimenti e sensibilità, ma dietro la corazza che si è costruita per andare avanti, ha una fragilità estrema; parla poco ma le sue parole sanno colpire duro diventando lame affilate e taglienti…

[…]“… Maria è consapevole dei suoi obblighi.  Il senso del dovere è radicato nel suo cuore come le rocce nella terra delle sue montagne. Le piacerebbe fermarsi un poco davanti al fuoco, lasciare che lo sguardo si perda nelle fiamme guizzanti. Ma la stanchezza la vince, le palpebre si fanno pesanti. La fantasia non trova la forza di sbrigliarsi e correre lontano, di chiedersi se la vita ha ancora in serbo un dono per lei. […]” 

Attorno a Maria ruota un paese intero fatto di povertà, di emigrazione e di “signorotti” locali che continuano ad atteggiarsi a feudatari sfruttando le condizioni di immensa misera in cui versa la popolazione. Ciò che colpisce tra tanto degrado socio-economico, è lo spirito di solidarietà e di appartenenza al territorio e tra compaesani; un problema diventa “il problema” di tutti e il dolore li unisce alla stregua di una grande famiglia. E’ quello che succede quando Maria si trova ad affrontare ciò che nessuna donna dovrebbe mai provare, la violenza… Maria ha un estremo bisogno di amare ed essere amata, ma l’amore, oltre a non saperlo elargire si pone nella condizione di non riceverlo… Non riesce ad amare neppure Nella, la figlia che nascerà da questa violenza; la rifiuta, la tratta male, la ignora e continua la sua vita come se Nella non esistesse… ogni volta che la guarda rivive il dramma dello stupro e in nessun modo riesce a scindere le due cose…. Non voglio andare oltre, è un romanzo talmente ricco di intrecci e vicissitudini che evitare lo spoiler sarebbe impensabile…

Per la tipologia di ambientazione e per il contesto socio-culturale in cui è inserito è inevitabile leggendo, un parallelismo con “L’Arminuta” di Donatella Di Pietrantonio . I temi trattati sono quelli che tutti, più o meno, abbiamo vissuto per vie traverse, poiché appartengono ad uno spaccato generazionale italiano non troppo distante nel tempo… l’emigrazione verso “la Merica“, in cerca di fortuna; la donna come schiava totalmente dipendente dal padre prima e dal marito poi, usata per generare braccia forti da destinare alla terra; sottopagata, sfruttata, umiliata. La povertà, la miseria in senso lato, l’analfabetismo, la credulità, i tentativi falliti di progresso, l’incapacità di accettare i cambiamenti, la paura del nuovo. Ma si parla anche di orgoglio, di odio, sofferenza, dolore, violenza, malattia, morte, solitudine, abbandono, sacrifici, rassegnazione, amicizia, pudore, vergogna, senso del dovere, matrimoni combinati, anaffettività ed educazione troppo rigida dove mostrarsi sensibili, fragili, emotivi è sinonimo di debolezza; dove si piange in silenzio e lontano da occhi indiscreti. Un romanzo pregno di sentimenti al punto tale che, il lettore ne viene totalmente coinvolto fino ad entrare in completa empatia con ogni singolo personaggio. Personaggi ben descritti e delineati così come tutto il romanzo, impeccabile dal punto di vista tanto narrativo quanto stilistico e linguistico. E’ una storia che ti conquista fin dalle primissime pagine, suggestiva, intensa, realistica. E’ uno di quei romanzi che per molti versi lasciano l’amaro in bocca ma dei quali ti mancherà, una volta terminata la lettura, non solo la figura dell’Acquaiola, ma ogni singolo dettaglio e il motto di Maria, “La vita è dura. Prima lo capisci e meglio è per te.” , continuerà a rimbombarti nelle orecchie…

Un romanzo che consiglio assolutamente di leggere, non solo alle donne ma soprattutto agli uomini affinché possano, attraverso la parola scritta, “capire” quanta sofferenza e quanto dolore si celano, a volte, dietro il sorriso di una donna…

Teresa Anania

Autore: Carla Maria Russo

Titolo: L’Acquaiola

Editore: Piemme

Anno: 2018

Pagg. 250-Rilegato

Prezzo: €. 17,90

Carla Maria Russo Nata a Campobasso ma residente da molti anni a Milano, dove ha frequentato il liceo classico, e si è laureata in Lettere Moderne. È appassionata di ricerca storica. Per Piemme ha pubblicato La sposa normanna (2005), Il Cavaliere del Giglio (2008) , L‘amante del Doge (2008),  Lola nascerà a diciott’anni(2010), La regina irriverente (2012), La bastarda degli Sforza (2015) e I giorni dell’amore e della guerra (2016), questi ultimi dedicati alla figura di Caterina Sforza. Nel 2017, sempre per Piemme, esce Le nemiche, con protagoniste Isabella d’Este e Lucrezia Borgia, mentre nel 2018 L’acquaiola.

TRAMA

Maria ha quindici anni, vive in un paesino dell’Appennino centro meridionale d’Italia e mantiene se stessa e l’anziano padre malato facendo la bracciante nei campi dei signori, un lavoro incerto e molto gravoso, fino a quando non viene assunta come acquaiola nella casa di don Francesco, il signorotto del paese, con il compito di recarsi più volte al giorno e con qualunque tempo alla fonte, che dista tre chilometri dal paese, per rifornire la famiglia di acqua. A don Francesco, infatti, è nato il quinto figlio, Luigi, il quale rivela fin dall’ infanzia una natura ribelle, precoce e assetata di libertà. I destini di Maria e Luigi, così diversi fra loro, si intrecceranno in una serie di vicende dolorose ma, allo stesso tempo, intense e salvifiche per entrambi. Intorno a loro, una umanità umile, legata alla terra e alle antiche tradizioni, assuefatta a una vita di miseria, sacrifici e secolari soperchierie sopportate con fatalistica rassegnazione e per questo spesso dura e inflessibile, ma anche capace di pietà e umana solidarietà.

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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