L’agenda 2030 per la sostenibilità: capirla e spiegarla ai più giovani.

Agenda 2030-Sostenibilità. Come farla comprendere ai bambini e i giovani.

Sommario:

  • AGENDA 2030 – SOSTENIBILITA’
  • OBIETTIVI FONDAMENTALI DELL’AGENDA 2030
  • METODOLOGIE DI MONITORAGGIO E VERIFICA
  • AREE SU CUI SI CONCENTRANO GLI OBIETTIVI
  • I 17 OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030 ONU
  • COME SPIEGARE AI BAMBINI L’AGENDA 2030 A SCUOLA E A CASA
  • A CASA DOBBIAMO MODIFICARE ALCUNI COMPORTAMENTI
  • AGENDA 2030 IN BREVE SPIEGATA AI BAMBINI
  • MONITORAGGIO IN ITALIA
  • LE ISTITUZIONI ITALIANE VERSO IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI
  • I GIOVANI E GLI OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030
  • PROGETTI DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA NEI PAESI AD ALTO RISCHIO

AGENDA 2030 – SOSTENIBILITA’

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle NU. Essa comprende 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 Traguardi. Il documento si prefigge di raggiungere gli obiettivi entro il 2030. Si tratta del più grande progetto per migliorare il mondo e dunque per non lasciare nessuno indietro. L’avvio ufficiale degli Obiettivi è avvenuto all’inizio del 2016, veicolando il mondo sulla strada da percorrere nei prossimi 10 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. L’attuale modello di sviluppo non è sostenibile né sul piano ambientale, nè economico e sociale. L’Agenda è innovativa mondialmente, presenta una visione integrata di sviluppo e benessere incluso quello biosferico. Ogni stato deve generare una propria metodologia di sviluppo per poter realizzare gli Obiettivi collaborando con tutte le componenti della società. L’Agenda 2030 prevede 3 macroaree di intervento: crescita economica, inclusione sociale e tutela della biosfera e dell’ambiente.

OBIETTIVI FONDAMENTALI DELL’AGENDA 2030

I 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e i 169 traguardi rappresentano una dimensione ambiziosa di questa nuova Agenda universale: il loro scopo è di realizzare pienamente i diritti umani di tutti, raggiungere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze. Essi sono interconnessi e indivisibili e orientano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: la dimensione economica, sociale ed ambientale. Gli Obiettivi e i traguardi veicoleranno nei prossimi 15 anni gli interventi nelle zone di importanza fondamentale per l’umanità e il pianeta. L’Agenda ha lo scopo di rendere il mondo libero dalla fame, dalla povertà, dalla paura, dalla violenza. Quindi si opera in vista di un mondo equo, alfabetizzato e con accesso universale ad un’istruzione di qualità, all’assistenza sanitaria, alla tutela sociale, dove venga garantito il benessere fisico, mentale e sociale. La nuova Agenda è stata ideata in relazione agli obiettivi e ai princìpi della Carta delle Nazioni Unite, incluso il completo rispetto del diritto internazionale. È basata sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sui trattati internazionali dei diritti umani, sulla Dichiarazione del Millennio e i risultati del Vertice Mondiale del 2005.

 METODOLOGIE DI MONITORAGGIO E VERIFICA

Esistono meccanismi di continuo controllo e riscontro degli Obiettivi attraverso indicatori statistici che ogni paese crea, elabora e condivide. Vengono classificati più di 240 indicatori verificabili e trasparenti per monitorare l’andamento delle azioni agevolando lo scambio delle migliori pratiche. I processi di monitoraggio sono volontari, realizzati dal Paese, e poi inviati al sistema globale.

AREE SU CUI SI CONCENTRANO GLI OBIETTIVI

Parliamo di un impegno globale per tutti gli stati, ma specialmente desidero sottolineare che tutti i cittadini del pianeta terra, devono attuare per risolvere problemi di grande rilevanza e per un futuro sostenibile e di dignità. Gli obiettivi delle “5P” mirano a promuovere interventi in aree di importanza cruciale per l’umanità e il pianeta e sono: Persone – Bisogna far cessare la povertà e alla fame, in tutte le loro forme e dimensioni, e garantire a tutti l’espressione del proprio potenziale con dignità ed uguaglianza in un ambiente sano.
Pianeta – Bisogna tutelare il pianeta dalla degradazione, mediante un consumo attento ed una produzione consapevole, gestendo le risorse naturali in modo sostenibile e con misure specifiche in relazione al cambiamento climatico, affinché si possano soddisfare i bisogni delle generazioni presenti e future.
Prosperità – Bisogna garantire a tutti gli individui di vivere un’esistenza appagante e operare in modo che il progresso economico, sociale e tecnologico sia in armonia con la natura.
Pace – Dobbiamo sviluppare società pacifiche, giuste ed inclusive che siano libere dalla paura, dall’aggressività e dalla violenza. Perché si realizzi lo sviluppo sostenibile, deve regnare ovunque la pace.
Partnership – Dobbiamo servirsi dei mezzi utili a incrementare l’Agenda 2030 con la Collaborazione Globale per lo sviluppo Sostenibile, fondata su una forte solidarietà globale, in particolare sui bisogni dei più poveri, dei più fragili e con la partecipazione di tutti i paesi e di tutti i cittadini.

I 17 OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030 DELL’ONU

 Obiettivo 1: povertà zero, sconfiggere la povertà estrema di chi vive con meno di 1,25 dollari al giorno, ridurre della metà il numero di chi vive in povertà in ogni sua forma, di migliorare i sistemi di protezione sociale e sicurezza, di assicurare eguali diritti per l’accesso alle risorse economiche, rinforzando la resilienza dei poveri e di chi vive in condizioni vulnerabili, garantendo la mobilitazione di risorse e la creazione di solidi sistemi di politiche a livello nazionale e internazionale.

Obiettivo 2: sconfiggere la fame, porre fine alla fame, raggiungere livelli ottimali di sicurezza alimentare, migliorare l’alimentazione globale e promuovere un sistema di agricoltura che sia sostenibile. I traguardi riguardano l’accessibilità a cibo nutriente e sufficiente ogni giorno, la fine di ogni forma di malnutrizione, il miglioramento della produttività agricola su piccola scala. Con particolare riferimento a donne, indigenti, famiglie di agricoltori. Ma si parla anche di utilizzo di forme di produzione resilienti, anche aumentando gli investimenti a livello internazionale.

Obiettivo 3: salute e benessere, mira ad assicurare a ogni cittadino del mondo, di ogni età, nazionalità ed estrazione sociale, lo stesso diritto alla salute e al benessere. Entro il 2030 si punta a ridurre il tasso di mortalità materna, a porre fine alle morti prevedibili di neonati e bambini, alle epidemie, alla mortalità prematura causata da malattie non trasmissibili. Si vuole rinforzare la prevenzione, garantire l’accesso all’assistenza sanitaria e la copertura sanitaria universale. Si vuole anche promuovere ricerca e sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie che mietono vittime, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Obiettivo 4, istruzione di qualità, riguarda l’istruzione, per promuovere un’educazione di qualità che sia accessibile a tutti. Entro il 2030 si vuole garantire a ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità dell’insegnamento, in ogni ordine e grado. Si vogliono eliminare le disparità di genere, aumentare i livelli di alfabetizzazione, potenziare le strutture adeguandole ai reali bisogni dei bambini, soprattutto se disabili. Creare scuole sicure e inclusive, aumentando anche il numero di borse di studio per gli studenti che vivono in paesi in difficoltà e promuovere la formazione di insegnanti qualificati.

Obiettivo 5: parità di genere, si pone traguardi importanti per raggiungere la parità di genere, eliminare ogni forma di discriminazione, di violenza, di pratica abusiva come il matrimonio combinato. Valorizzando il lavoro domestico e di cura non retribuito e garantendo pari opportunità ai vertici di aziende e nazioni.

Obiettivo 6: acqua pulita e servizi igienico sanitari per tutti, che oggi mancano in molte parti del mondo, miglioramento della qualità dell’acqua e dell’efficienza del suo utilizzo in ogni settore, protezione degli ecosistemi legati all’acqua, creando sinergie a livello internazionale.

Obiettivo 7: energia pulita e accessibile, moderna, efficiente, affidabile, conveniente. Bisogna aumentare la quota di energie rinnovabili, raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica. E aumentare la cooperazione internazionale per l’accesso a tecnologie e ricerca, migliorare le infrastrutture.

Obiettivo 8: lavoro dignitoso e crescita economica, inclusiva e sostenibile, garantendo a tutti un lavoro dignitoso, riducendo il numero di giovani disoccupati, ponendo fine alle forme di schiavitù moderna, promuovendo il diritto al lavoro in un ambiente sano e sicuro. Si parla anche di turismo sostenibile, inclusione nei sistemi bancari, assicurativi e finanziari, commercio equo e solidale.

 Obiettivo 9: imprese innovazione e infrastrutture resilienti, promuovere un’industrializzazione equa, sostenibile, responsabile, inclusiva e sostenibile, miglioramento dell’efficienza nell’uso delle risorse e nella ricerca scientifica e tecnologica, promuovendo anche la formazione e l’innovazione.

Obiettivo 10: ridurre le disuguaglianze tra le nazioni e dentro le stesse. Si punta a raggiungere la crescita del reddito del 40% delle fasce più basse della popolazione, promuovendo inclusione sociale, politica ed economica. E assicurando pari opportunità, maggiore uguaglianza e migliore rappresentanza dei paesi in via di sviluppo.

Obiettivo 11: città, comunità sostenibili e inclusive. Entro il 2030 alloggi adeguati e convenienti per tutti, trasporti sicuri e accessibili, protezione del patrimonio culturale e naturale, riduzione dell’impatto ambientale delle città, aumento degli spazi verdi e pubblici.

Obiettivo 12: consumo e produzione responsabili. Entro il 2030 si stima di raggiungere la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse, dimezzando lo spreco alimentare, migliorando la gestione dei rifiuti. Anche riducendone l’impatto tramite economia circolare e riciclo e invitando le imprese a diventare green.

Obiettivo 13: lotta contro il cambiamento climatico, attraverso politiche e strategie coordinate, con una sensibilizzazione anche istituzionale verso queste tematiche e attività di promozione di meccanismi per rendere i paesi più resilienti ai fenomeni climatici.

Obiettivo 14: la vita sott’acqua, cioè conservare e utilizzare consapevolmente oceani, mari e risorse marine in ottica di uno sviluppo sostenibile. Entro il 2025: riduzione dell’inquinamento marino.

Obiettivo 15: la vita sulla terra, ovvero proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile e consapevole delle risorse terrestri, mediante la conservazione sostenibile degli ecosistemi, la promozione di politiche di gestione green delle foreste, riducendo la deforestazione e combattendo la desertificazione, quindi anche lotta al bracconaggio, al traffico di specie protette, all’introduzione di specie aliene, oltre che di protezione di ecosistemi e biodiversità.

Obiettivo 16: pace, giustizia e istituzioni solide, rendere la Terra un luogo sicuro dove vivere, riducendo ogni forma di violenza, sfruttamento, guerra, anche attraverso la promozione dello stato di diritto, la riduzione del finanziamento illecito e il traffico di armi, della corruzione e degli abusi di potere, allargando la partecipazione dei paesi in via di sviluppo nelle decisioni globali.

Obiettivo 17: partnership per gli obiettivi, esso è cruciale perché si pone come mission quella di rafforzare il partenariato mondiale per uno sviluppo sostenibile, in campi come la finanza, la tecnologia, lo sviluppo, il commercio, la politica.

COME SPIEGARE AI BAMBINI L’AGENDA 2030 A SCUOLA E A CASA

Penso che i17 gli obiettivi dell’Agenda 2030 dovrebbero diventare tema di discussione e confronto in ogni scuola del mondo, di ogni ordine e grado, perché anche i più piccoli, che magari vanno ancora alla scuola dell’infanzia, possono interessarsi all’argomento, ogni obiettivo riguarda, da vicino o da lontano, il futuro dei nostri figli. Non dimentichiamolo mai.

Con i piccoli alunni è importante usare un linguaggio semplice e chiaro, servendosi ad esempio dei personaggi che loro amano tanto, ad esempio la versione “puffo” dell’Agenda 2030, oppure i protagonisti di albi a fumetti, cartoni e film dalla pelle blu, possono aiutare anche i più piccini a comprendere i concetti più difficili.
Mediante i  fumetti si possono spiegare gli obiettivi e come cambiare abitudini. Il cartone animato che spiega l’Agenda 2030 con introduzione di Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace per il suo impegno per i diritti civili e il diritto all’istruzione, è molto utile per i più piccini. Si può inoltre realizzare un plastico della scuola che si vorrebbe, nell’ottica sempre dei 17 obiettivi, come ha fatto la scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo Sant’Elia Commenda di Brindisi.

Per gli alunni della scuola primaria dai 6 ai 10 anni Unicef mette a disposizione tanto materiale che i docenti possono preparare, semplicemente stampando delle risorse e seguendo le indicazioni Ci sono anche kit con tantissimi i giochi e le attività, come nel kit dell’Asvis dedicato alla scuola primaria. C’è anche un bellissimo gioco da tavolo scaricabile gratuitamente. Una versione ambientalista del gioco dell’oca per poter rispondere a domande che riguardano proprio gli obiettivi dell’Agenda 2030. Ci sono anche dei libri interessanti della FAO: La tua guida alla FAOLavoriamo per Fame Zero – Libro di Attività sulla Giornata Mondiale dell’AlimentazioneCambiamo il futuro delle migrazioni – Libro di attività. Il video in inglese, che magari puoi tradurre, “If the world were a village” spiega visivamente com’è messo oggi il nostro mondo. Utile anche la serie di cartoline The World of 100 Postcards dell’artista Toby Ng, che fa finta che nel mondo vivano solo 100 persone, per aiutare anche i più piccoli a fare le giuste proporzioni sulle tematiche contenute nell’Agenda 2030.

Ai ragazzi più grandi si può parlare in maniera più approfondita degli obiettivi, raffrontandoli con dati e situazioni reali, per dare loro il quadro della situazione. Il CVM, Comunità volontari per il mondo, mette a disposizione una serie di schede didattiche e lavori da attuare subito a scuola. Per loro c’è anche un video in cui si parla del mondo che i ragazzi vorrebbero. Per i ragazzi dai 14 anni in su c’è anche un documentario dedicato. Ma i ragazzi possono creare dei loro filmati per spiegare cos’è l’Agenda 2030 e magari poi presentarli ai compagni, ai docenti e ai genitori in occasione di un incontro di fine anno. Mentre per chi ama i videogame, esiste un gioco per telefonino, 2030 Hive Mind, per diventare il ministro di un paese a basso reddito che deve raggiungere i risultati di ogni singolo obiettivo entro il 2030. Per gli amanti della musica c’è anche un album con canzoni che possono ispirare il cambiamento.

A CASA DOBBIAMO MODIFICARE ALCUNI COMPORTAMENTI

Se la scuola è il luogo principale dove parlare di educazione ambientale, anche a casa si dovrebbe fare molto. Innanzitutto, con il buon esempio. Fare la raccolta differenziata, non sprecare, adottare comportamenti che fanno bene all’ambiente. Anche se alla fine sono proprio i bambini a diventare insegnanti per i loro genitori. In un articolo apparso su Nature Climate Change e scritto da sociologi ed ecologisti della North Carolina State University, si parla di come i figli aiutano i genitori ad aumentare il loro grado di preoccupazione sul tema dei cambiamenti climatici. Perché loro non hanno un’idea radicata. Insomma, possono diventare gli influencer perfetti per il mondo dell’ecologia. E allora torniamo tutti un po’ bambini, lasciamoci contagiare dalla loro curiosità, dal loro entusiasmo, dalla loro voglia di crescere e cambiare se necessario. Abbandoniamo pregiudizi, preconcetti, false credenze. E ricominciare a studiare, a informarci, a credere alla scienza, ai dati oggettivi e alle statistiche. Essere curiosi, aperti, trovare soluzioni e avere il coraggio di cambiare. Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non stiamo davvero vivendo.


Obiettivi dell’Agenda 2030 IN BREVE PER BAMBINI

  1. Sconfiggere la povertà, perché sono troppi i bambini poveri nel mondo.
  2. Sconfiggere la fame, perché ancora troppi figli muoiono di fame.
  3. Salute e benessere, per garantire a ogni bambino il diritto alla salute.
  4. Istruzione di qualità, perché ogni bambino ha il diritto di andare a scuola.
  5. Parità di genere.
  6. Acqua pulita e servizi igienico sanitari.
  7. Energia pulita e accessibile, per far vivere ogni bambino in un mondo migliore.
  8. Lavoro dignitoso e crescita, per garantire un futuro dignitoso ai nostri figli.
  9. Impresa, innovazione e infrastrutture, per investire già da oggi nella Terra di domani.
  10. Ridurre le disuguaglianze, perché non esistono bambini di serie A e di serie B.
  11. Città e comunità sostenibili.
  12. Consumo e produzione responsabile.
  13. Lotta contro il cambiamento climatico.
  14. Vita sott’acqua, perché i nostri bambini mangiano la plastica che noi buttiamo in mare.
  15. Vita sulla terra, per rendere il pianeta un posto sano dove crescere.
  16. Pace, giustizia e istituzioni solide, per non dover più vedere scene di bambini che scappano dalla guerra.
  17. Partnership per gli obiettivi, perché i più piccoli lo sanno che insieme si fanno grandi cose.

MONITORAGGIO IN ITALIA L’AGENDA 2030

 ASviS è l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi. L’ASviS riunisce oltre 270 istituzioni e reti società civile quali:

  • associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del Terzo Settore);
  • reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, ecc.);
  • associazioni di enti territoriali;
  • Università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti;
  • associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione;
  • fondazioni e reti di fondazioni;
  • soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile.

A che punto siamo in Italia con il raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 e quanto ha influito il COVID-19 in questo processo. Come si stanno muovendo le istituzioni italiane per realizzare gli obiettivi.


Già prima della crisi dovuta alla pandemia l’Italia non era sul sentiero dello Sviluppo Sostenibile. Gli indicatori elaborati dall’Istat e da altri enti, che noi sintetizziamo in 17 indicatori compositi per i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, confermavano questa mancanza. C’erano stati una serie di miglioramenti nel corso degli anni, ma per moltissimi degli obiettivi non eravamo minimamente vicini ai trend necessari per raggiungerli entro il 2030. La crisi è stata disastrosa, non solo per l’Italia ma anche nel resto del mondo. Molti obiettivi sono stati colpiti negativamente dalla crisi: l’aumento della povertà, dei divari di genere e delle disuguaglianze, il peggioramento dell’alimentazione, della salute e dell’istruzione, la caduta del reddito e dell’occupazione. Non sono certo i leggeri miglioramenti sulle emissioni di gas climalteranti o sulla diminuzione dell’inquinamento dato dal lockdown che possono compensare queste catastrofi. Bisogna ora recuperare il tempo perduto, accelerando ancora di più. È positivo che l’Unione europea abbia scelto l’Agenda 2030 come riferimento delle proprie politiche e che quindi anche il Next Generation EU vada in questa direzione. Ora si tratta di tradurre tutto ciò in pratica: stiamo spingendo il governo a essere molto più concreto e con la pubblicazione del rapporto ASviS sui territori porteremo a una concretezza ancora maggiore questi obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Le analisi che stiamo svolgendo mostrano che a livello locale il tema sta diventando sempre più centrale per le politiche Regionali e Comunali e sarebbe paradossale se non lo fosse anche per le politiche nazionali.

 I GIOVANI E GLI OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030

Dobbiamo ricordare che il futuro si costruisce nel presente. Pensare al futuro sempre e solo al futuro dimenticando il presente potrebbe rendere tutti gli obiettivi proposti irrealizzabili. Cosa possiamo fare qui e ora per creare un futuro migliore, partendo e incidendo appunto sul presente?Keynes diceva che “il futuro non è altro che una sequenza di attimi presenti”.
Abbiamo bisogno di sostenere questa accelerazione, perché non abbiamo tempo da perdere. Quello che i giovani possono fare è far sentire ancora più forte la propria voce, come è stato fatto con le manifestazioni sul tema del clima, e farla sentire anche sulle altre dimensioni dell’esistenza che magari sono considerate meno rilevanti. L’Italia, da questo punto di vista ha sofferto la mancanza di obiettivi, soprattutto quelli riguardanti il futuro. La bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza soffre dell’assenza di una visione proiettata verso il 2030. Ci sono iniziative, come la Rete Giovani 2021, che ha provato a disegnare le azioni da intraprendere, unendo oltre 70 organizzazioni. Questo è quello che oggi serve, far sentire la nostra voce!
Futuranetwork.eu è un sito che abbiamo creato esattamente per parlare del futuro, ed è a disposizione di chi vuole condividere riflessioni su una visione di futuro in modo tale da renderla comune a tutto il paese.

SONO IN CORSO PROGETTI DI PREVENZIONE ALLA VIOLENZA IN PAESI AD ALTO RISCHIO.

E’ FONDAMENTALE L’OBIETTIVO “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”

Penso che il fine principale di ogni progetto di sviluppo debba concentrarsi sulla centralità della persona, dei suoi bisogni e unicità. Questo è il fulcro anche quando si affronta il tema della lotta alla violenza sulle donne nel mondo. L’Agenda 2030 dà grande rilevanza a tale problema dedicandovi uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il SDG5: “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”. Per prevenire, assistere ed educare, dobbiamo edificare una relazione nuova e alla pari tra le persone coscienti della propria unicità e del loro enorme valore. Credo che ogni percorso di mutamento, in misura maggiore se relativo alla piaga sociale della violenza di genere, debba trarre origine dal riconoscimento di sé e della propria dignità, quale bene che nessuna violenza può disconoscere. Prestare fiducia nelle proprie potenzialità è essenziale per edificare relazioni personali e familiari solidi, fondati sul rispetto reciproco e sulla fiducia tra uomo e donna di ogni età. La Fondazione AVSI, organizzazione non governativa, sorta a Cesena nel lontano 1972, è impegnata con 169 progetti di cooperazione allo sviluppo in 31 paesi in Africa, America Latina, est Europa, Medio Oriente e Asia. Da molti anni è attiva in Africa ed ha come obiettivo principale di fare in modo che i vari progetti attuati in Africa, non cessino con la fine del finanziamento internazionale ma che la rete di organizzazioni locali creata per il progetto, prosegua a lavorare e a diffondere il messaggio contro questa piaga ed emergenza sociale. Vediamo un esempio di progetto attuato in Burundi, finanziato dall’Unione Europea, proprio contro la violenza sulle donne. Il percorso si snoda sui temi della prevenzione, della sensibilizzazione e sostegno alle vittime.

2 Gli esperti operano direttamente sul campo con le donne vittime di violenza, ma hanno anche esteso le attività a oltre ottanta scuole per la creazione di “Club Stop GBV” (Gender Based Violence, violenza basata sul genere), in cui svolgono opera di educazione e formazione mediante video e fumetti. La metodologia è di spessore olistico: offerta di vitto e alloggio, supporto sanitario, psicologico, sociale e legale.  Inoltre vi è la diffusione della nuova legge burundese atta a bloccare la violenza di genere, a favorire il cambiamento di comportamento non solo con la legge e i controlli, ma anche agevolando una trasformazione di mentalità. Non è facile arginare abusi e violenza contro le donne; per debellare questi fenomeni, bisogna condurre la popolazione alla formazione di una nuova mentalità basata sul rispetto di ogni persona indipendentemente da sesso, età, classe sociale.

In Costa d’Avorio è in atto un programma di contrasto alle mutilazioni genitali femminili (MGF) finanziato dall’Unione Europea, volto a informare e sensibilizzare sul gravissimo problema delle mutilazioni genitali, per far capire alla gente le conseguenze di questa pratica, soprattutto rispetto alla salute di mamme e bambine/i. Gli attori coinvolti nel progetto, hanno predisposto sostegni sia sul piano psicologico, che giuridico, medico ed economico per 500 donne e ragazze vittime di mutilazioni genitali, affinchè possano rendersi conto di quanto hanno subito, imparare a convivere con le proprie ferite e fare poi opera di prevenzione delle pratiche di MGF. Contemporaneamente viene masso in atto un processo di sensibilizzazione, formazione e comunicazione per il cambiamento di mentalità di tutta la comunità, attraverso modalità comunicative adeguate Vengono utilizzati per questo meccanismi e canali adeguati, trasmissioni radiofoniche, l’uso delle lingue del luogo e la sensibilizzazione con la drammatizzazione.

Riguardo alle mutilazioni e ai matrimoni precoci obbligati, è in corso un progetto in Kenya, insieme a un partner locale, volto a far frequentare alle ragazze la scuola e promuove un workshop sul valore dell’educazione, dell’igiene, dell’autoconsapevolezza. Allo stesso tempo l’intera comunità viene preparata al valore delle ragazze e sull’importanza di tutelarle.

Per quanto concerne i progetti di sviluppo economico, vengono interessati mariti e mogli, per realizzare una forma di condivisione del potere e favorire il lavoro delle donne. Sono stati creati gruppi di risparmio e corsi di formazione per la gestione di piccole attività, che hanno ridotto le violenze domestiche, aumentando l’indipendenza economica dal marito nelle donne, si incrementano l’autostima e la fiducia.

In Uganda il progetto SCORE, finanziato dall’agenzia americana USAID, ha dato vita alla costituzione di gruppo di risparmio e credito di villaggio in cui l’80% dei membri è composto da donne. I risultati sono molto soddisfacenti, le donne hanno acquisito sicurezza in loro stesse, lasciando poco spazio a violenze e abusi. Le donne ora sono in grado di prendere decisioni per loro stesse e la famiglia e possono provvedere da sole a all’educazione dei propri figli. Promuovere una cultura in cui le donne hanno un ruolo propositivo in famiglia, è fondamentale per bloccare varie forme di violenza. In Uganda il responsabile del progetto del Sostegno a Distanza, si è reso conto che alcune ragazze della stessa zona e frequentanti la medesima scuola, avevano smesso di andarci. Parlando con loro, ha capito che durante il percorso da casa a scuola, rischiavano di subire abusi. Ha quindi subito organizzato per le studentesse un corso di arti marziali per la difesa personale. Le ragazze felici hanno invitato altre amiche: hanno migliorato la fiducia in sè stesse e quindi il coraggio ad esplicitare altri problemi e bisogni.

Nella Repubblica Democratica del Congo, regnano l’incertezza e la fragilità esistenziale e famigliare, determinando spesso situazioni di violenza.

In Sud Sudan il rapporto tra GBV e conflitto è forte, in caso di stupro, il carnefice è obbligato a sposare la ragazza e a fornirle la dote con capi di bestiame, spesso rubati ai clan vicini. Tali furti innescano altre violenze e omicidi, in una catena senza fine con conflitti tra clan e interni ai clan. Da molti anni sono in atto progetti di sensibilizzazione, corsi di formazione per ragazze e attività per l’inclusione femminile.

Anche in Libano vi sono percorsi volti alla prevenzione della violenza e dei matrimoni precoci. Ad Haiti sono state organizzate delle associazioni di donne che offrono servizi sanitari e promuovono la tutela delle bambine contro le forme di schiavitù domestiche, lo sfruttamento lavorativo, gli abusi di ogni tipo, in favore della scolarizzazione femminile.

L’educazione delle ragazze è una grande forma di prevenzione della violenza, le ragazze scolarizzate ritardano l’età del matrimonio, diventano più autonome economicamente, sono più consapevoli, nutrono ed educano i loro figli, con un effetto straordinario. Ma anche questo non è scontato: serve sensibilizzare le famiglie e le comunità, adeguare gli spazi, avere attenzione ai dettagli. Per intervenire in ogni tipo di paese, è necessario studiarne la cultura e la vita quotidiana, identificando, per valorizzare i punti di forza coinvolgendo tutta la comunità, donne e uomini, istituzioni, imprese, centri educativi. Il fondamento del rispetto di ogni legge, anche della più innovativa, deve passare attraverso un cambiamento di mentalità, della riscoperta di sé, dell’autoconsapevolezza, dell’autostima, della coscienza proprio valore e di quello altrui.

Chiara Vergani

Pubblicato da Chiara Vergani

Scrittrice – Insegnante – Pedagogista – Criminologa Laureata In Psicopedagogia Ha conseguito un Master In Criminologia, master in tutela del minore. Specialità in psicologia dell’età evolutiva, specialità in pedagogia per il territorio, orientatrice didattica. Esperta in temi sociali: bullismo, cyhberbullismo, revenge porn, ludopatia, dipendenza da sostanze stupefacenti e da alcool, le Sette, didattica a distanza, Mindfulness, agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Conferenziere a livello nazionale. Articoli di settore in varie riviste, in blog e magazine online. Collaborazione settimanale al telegiornale di Emittente televisiva il 12 – Tv Azzurra Triveneto. Collaborazione con Well Channel. Collaborazione con il Cantiere delle Donne. Collaborazione con radio Video Music e altre emittenti nazionali.

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