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L’INCONSUETA STORIA DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CONCEZIONE DEI CAPPUCCINI

Geobia, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
Geobia, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons

Nel cuore del centro storico di Roma, esattamente in via Vittorio Veneto al civico 27, sorge una chiesa alquanto insolita, che cela elementi tetri e macabri. Stiamo parlando della chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, nota anche come Nostra Signora della Concezione dei Cappuccini. Edificata tra il 1624 e il 1630 per volere di papa Urbano VIII in onore di suo fratello Antonio Barberini che faceva parte dell’ordine dei Cappuccini su progetto dell’architetto Michele da Bergamo in collaborazione con Antonio Casoni, è costituita da una piccola navata con dieci cappelle laterali (cinque per parte), nelle quali sono conservate reliquie importanti e diverse opere d’arte. Di notevole interesse è la cripta: è decorata con le ossa di circa 4000 frati cappuccini raccolte tra il 1528 e il 1870, oltre ad alcuni corpi interi di frati mummificati che indossano le tipiche vesti dell’ordine dei cappuccini. Di alcuni di essi si conosce addirittura il nome: tre piccoli scheletri sono i pronipoti di Urbano VIII, un altro è il principe Matteo Orsini vestito con il saio e poi ancora c’è la principessa Barberini che con la mano destra regge una falce e con la sinistra una bilancia. La cripta è divisa in cinque cappelle e all’ingresso c’è una targa che recita:

“Quello che voi siete noi eravamo, quello che noi siamo voi sarete.”

Nessun autore leggibile dalla macchina fornita. Si presume che Tessier~commonswiki (basato su rivendicazioni di copyright). , CC BY-SA 3.0 , tramite Wikimedia Commons

Questa frase è presente anche sullo scheletro della Trinità di Masaccio, ricorda a tutti la duplice presenza della vita e della morte e sostanzialmente rappresenta un modo per esorcizzare il decesso: indica il corpo come mero contenitore dell’anima e in quanto tale, una volta esaurito il suo compito, può essere utilizzato anche in modo differente. Le ossa formano simboli tipici legati alla morte come clessidre, farfalle e orologi; dal soffitto pendono lampadari costituiti da falangi e coccigi. Alle pareti sono ordinatamente disposti teschi, tibie e femori. I nomi delle cappelle riportano alle ossa con cui sono stati realizzati i decori: c’è la cappella dei bacini, dei teschi, delle tibie, dei femori e contiene, secondo la tradizione, terra santa trasportata dalla Palestina o da Gerusalemme. Ma come e perché è stata realizzata quest’opera tanto particolare quanto inquietante? Alcuni sostengono che sia stata creata per mano di alcuni cappuccini fuggiti dalla Francia del XVIII secolo oppressa dall’Ancien Regime, altri pensano si tratti dell’opera di religiosi appartenente sempre allo stesso ordine con l’intento di sottolineare la precarietà della vita e del corpo, esaltando al contempo, l’eternità ultraterrena.

Un’esperienza sui generis, certamente poco consigliata a persone particolarmente sensibili e facilmente impressionabili!

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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