Lo scorpione dorato di Marika Campeti

Lo scorpione dorato.

Marika Campeti
Chiara, una donna dalla vita apparentemente perfetta, ha un malore e sviene in un Autogrill. Quando riprende i sensi, scopre nel parcheggio che la sua auto è vuota e la sua famiglia sparita. Parte da qui una ricerca da incubo dove le sue certezze crollano e la sua mente si perde fra ricordi confusi, l’angoscia provocata dalla “voce di uno scorpione” che continua a parlare nella sua testa e da un senso di colpa di cui non riconosce la radice.
Per cercare di ricostruire la sua vita, Chiara decide di impiegare il suo tempo aiutando gli altri e arriva in Turchia seguendo un’associazione umanitaria. La sua vicenda si intreccia con quella di Beyan, profuga curda con un passato di abusi e indifferenza, anche lei custode di un doloroso segreto. In un viaggio tra povertà e assenza di umanità di un campo profughi turco siriano, gli scenari maestosi della città di Istanbul si trasformano lungo il cammino in una distesa di polvere dove le due donne compiranno il loro destino, in un continuum tra presente e passato, fino alla scoperta della verità.
Una storia sul coraggio femminile, sulla forza di ribaltare un destino di fallimento e dolore già scritto

L’autrice
Marika Campeti è nata a Roma nel 1979. Nel 2002 si è laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo. Dopo gli studi ha svolto i suoi primi lavori nella post-produzione televisiva e cinematografica come rilevatrice dialoghi e assistente al doppiaggio. Attualmente è responsabile dell’ufficio comunicazione e dell’ufficio stampa della ASL Roma 4. Madre di un bambino di quattro anni e mezzo, si dedica alla passione della danza orientale con il suo gruppo “Le Danzatrici di Miral” e dal 2002 è operatrice reiki di secondo livello, metodo Usui. La sua prima pubblicazione è nell’antologia di poesia erotica femminile Ti bacio in bocca (LietoColle, 2004), mentre è del 2018 il suo romanzo d’esordio Il segreto di Vicolo delle Belle (Apollo Edizioni). A seguire ha pubblicato poesie e racconti in Le radici di Terracina (Innuendo Editore, 2019), Ninna nanna… ti racconto una favola (Apollo Edizioni, 2019) e Vivere per amore (Apollo Edizioni, 2020). Lo scorpione dorato si è classificato secondo al Premio Letterario “Città di Ladispoli” IX edizione 2020.

Introduzione

Chiara vive a Roma. E’ mamma di una deliziosa bambina, Serena e moglie di Alberto, brillante architetto super impegnato. Fa un lavoro che non la soddisfa, ma a lei importa poco perchè vive in funzione del marito di cui inconsciamente non si sente all’altezza e si affanna tutto il giorno per rendere perfetta la vita della famigliola.
Beyan è una profuga curda, poverissima e affetta da sindrome di down. Vive a Istanbul accolta dalla cuoca cieca Meltem nella sua miserabile casa e si rende utile vendendo ai turisti i biscotti cucinati dalla cuoca. A modo suo è felice perchè nel suo paese ha subito soprusi e violenze indicibili ed ora ha trovato in Meltem una seconda mamma.
Le vite di queste due donne, diversissime tra di loro, si intrecceranno in modo imprevedibile e rocambolesco per salvare la vita di una bambina.

Recensione

Istanbul 28 giugno 2016. Chiara e la sua famiglia sono all’aeroporto in procinto di tornare in Italia dopo una piacevole vacanza, quando un sanguinoso attentato ad opera di terroristi kamikaze creerà morti e devastazioni. Fortunatamente Chiara e Alberto ne escono incolumi, ma Serena è scomparsa.
Questo episodio segna la vita di Chiara in modo tale da minarle il fisico e la mente tanto da dover ricorrere a cure psichiatriche ed essere ricoverata in una casa di cura. Il matrimonio con Alberto naufraga e Chiara si troverà sola con i suoi fantasmi e dovrà sopportare il tremendo peso di aver causato la morte della figlia.
Nel tentativo di riprendere i fili della sua vita ormai a brandelli, si avvicina al mondo del volontariato e conosce Arianna fondatrice di una missione umanitaria che ha lo scopo di soccorrere coloro che soffrono per le guerre e per la povertà. Al seguito dell’associazione Chiara ritorna in Turchia con l’intento di portare aiuti nei campi profughi e soprattutto di portare in Italia una bambina per un’operazione chirurgica che le salverà la vita.
Le vicende delle due protagoniste si alternano nei capitoli, il racconto si sviluppa con continui cambi spazio temporali. Tutto ciò dà ritmo al romanzo, ma richiede una notevole attenzione da parte del lettore. D’altra parte la storia che si racconta non lascia spazio alla svagatezza e alla leggerezza. Per i temi trattati, per la descrizione minuziosa e quasi documentaristica della vita nei campi profughi, per il carico di efferatezze che i profughi sono costretti a subire, il racconto è un pugno nello stomaco del lettore. La Campeti non tralascia nessun particolare anche il più nauseabondo e orribile per descrivere il trattamento disumano riservato a queste persone che lasciano il loro paese in guerra per poi ritrovarsi a vivere una vita subumana nei campi profughi, lavorando come schiavi o trattati come se fossero poco più di un oggetto spesso utilizzati come merce di scambio per i più turpi fini.
La scrittrice descrive molto bene i tormenti emotivi di Chiara per la perdita della figlia e il lento cammino che intraprende per iniziare una nuova vita. La figura di Arianna, il capo della missione umanitaria, poi è a dir poco esemplare.
Ma colei che svetta su tutti per la sua carica di sentimenti e di amore che riversa sulla sua bambina salvandola da un triste destino, è Beyan: povera, brutta, emarginata, ritenuta da tutti una ritardata, con la sua determinatezza ed il suo sacrificio diventerà un’eroina difficile da dimenticare.

Conclusioni

Il libro di Marika Campeti è una piacevole sorpresa ed è uno dei migliori romanzi che abbia letto da qualche anno a questa parte. Emozionante, avvincente, scritto in modo scorrevole e accattivante, con un finale a sorpresa che spiazza il lettore e restituisce un briciolo di speranza.

Recensione di Anna Gelardi

Pubblicato da Anna Gelardi

Avvocato per tradizione familiare, lettrice per passione. Tirata per i capelli in questa avventura del blog dalla mia amica Rita, ci sto prendendo gusto. D’altronde è quello che ho sempre fatto fin da piccola: leggere, leggere, leggere. Spero di essere all’altezza delle aspettative e di riuscire a stimolare alla lettura tutti coloro che vorranno seguirmi.

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