“L’onda opposta”, di Paolo Beccegato e Patrizia Caiffa

L'onda opposta di Paolo Beccegato e Patrizia Caifa

L’onda opposta di Paolo Beccegato e Patrizia Caiffa, edito Haiuki

…Non esisteva né un prima né un dopo né un altrove da cui immigrare… (I. Calvino)

Un romanzo scritto a quattro mani e che conduce il lettore all’interno di una tematica quanto mai attuale e amara, quella dei migranti, ma lo fa in maniera insolita, da una prospettiva “altra” e in chiave leggera e a tratti ironica. Scritto a quattro mani e narrato a due voci, dove il punto di vista e il vissuto dei due personaggi principali si alterna nella scrittura per denunciare la propria condizione. Valeria e Pino, lei giornalista meridionale insoddisfatta della vita e dalla sua condizione lavorativa; lui settentrionale “nelle ossa”, con due figli e succube di una moglie esageratamente rompiscatole che lo costringe a lasciare casa, affetti e città per trovare un nuovo lavoro, dopo aver perso quello di camionista, che gli permetta di poter sostenere la famiglia che, non deve adeguarsi alla nuova condizione bensì, continuare a mantenere lo stesso status sociale ad ogni costo. Pino cerca in fondo solo il pretesto per allontanarsi ma lo fa star male il pensiero di dover abbandonare i figli e soprattutto di lasciarli in balia della moglie. Valeria e Pino hanno un unico punto e un unico obiettivo in comune, il desiderio di cambiare vita e di farlo in maniera del tutto insolita. L’occasione si presenta grazie alla crescita economica della Tunisia dopo la nota Primavera Araba. Ciò di cui si parla quindi è sì migrazione, ma al contrario. L’appuntamento per una quindicina di italiani, Valeria e Pino compresi, con vissuti differenti e provenienti da regioni diverse, è al porto di Lampedusa… destinazione Tunisia… Età, problemi ed estrazioni sociali diverse l’uno dall’altro ma con un unico comun denominatore “cercare fortuna” altrove intraprendendo un “viaggio della speranza” controcorrente navigando, appunto, su “l’onda opposta” . Ma si sa che non sempre le cose vanno come si spera e ciò che sembrava la “terra promessa” ben presto si rivelerà un campo profughi protetto da filo spinato…

Ciò che gli autori fanno è mostrare il fenomeno delle migrazioni quale desiderio di cambiamento, come situazione di passaggio dell’individuo da uno stato all’altro con tutte le problematiche e le conseguenze ad esso connesso; perché ciò che muta non è solo il luogo di residenza o la tipologia lavorativa bensì la mentalità, l’approccio con culture, modus vivendi e realtà spesso radicalmente differenti e distanti anni luce dalla proprie. Viene sottolineato come l’idea di “diverso” accomuni tutti e, ognuno di noi è “diverso” rispetto a un altro, ma è soprattutto il concetto di diversità in senso lato che è insito negli occhi di chi guarda l’altro a far paura, e ciò a prescindere dall’essere il popolo che accoglie o che viene accolto…

Un viaggio controcorrente che diventa metaforicamente un viaggio introspettivo per conoscersi, riconoscersi e ritrovarsi. Per comprendere che le etichette devono appartenere solo ai vestiti e ai prodotti di consumo, non agli esseri umani. Per imparare a dare valore a tutto ciò che diamo per scontato e, solo perché siamo nati nella parte “giusta” del mondo, non siamo autorizzati a pensare tanto meno a credere di essere dei privilegiati o che tutto ci sia dovuto di diritto. Ci si rende conto che non potremo mai accettare in maniera totalitaria alcuno fintanto che concepiremo il “diverso” solo in maniera negativa e non come elemento che arricchisce. Le differenze non risiedono solo nel colore della pelle ma in tutto ciò che la nostra mente arriva a partorire facendoci guardare con occhi circospetti chi ci siede accanto e la diffidenza in ciò che consideriamo “altro” da noi, e quindi “diverso”, fa paura…

È il cambiamento in sé che genera paura perché produce quel caos necessario affinché il cambiamento stesso possa compiersi nel migliore dei modi. Ma ciò presuppone la capacità di volersi mettere in gioco, di accettare ciò che rifiutiamo per partito preso e/o per convenzione sociale, ma impone principalmente una metamorfosi personale e radicale senza la quale, è impossibile provare a migliorare la convivenza in una società multirazziale dove ormai si è cittadini del mondo e i confini sembrano appartenere alle vecchie cartine geografiche stampate sui sussidiari in uso ai discenti delle scuole elementari, oggi primarie, negli anni 70/80.

Un romanzo semplice ma dal forte impatto emotivo, ben scritto, scorrevole, ironico a tratti per smorzare la drammaticità di descrizioni dettagliate tanto di luoghi quanto di situazioni che a volte fanno accapponare la pelle… Una lettura che aiuta ad osservare le cose da un punto di vista nuovo, a mettersi a nudo non solo davanti alle difficoltà ma con se stessi prendendo coscienza e consapevolezza delle proprie paure e dei limiti che risiedono, solo ed esclusivamente, nella nostra mente.

Una scrittura che impone inevitabilmente la riflessione, tanto su tematiche quotidiane quanto sul proprio giudizio e modus operandi, per comprendere come re-impostare i rapporti interpersonali affrontando le paure e uscire dalle regole di un sistema societario rigido che, continua a voler confondere l’immigrazione pur con tutte le problematiche oggettive, incontestabili e inconfutabili, con il concetto di invasione e distruzione di barbarica memoria. Un romanzo che mi sento assolutamente di consigliare.

Teresa Anania

Titolo: L’Onda Opposta

Autori: Paolo Beccegato – Patrizia Caiffa

Editore: Haiku

Collana: Pop

Anno: 2015

Pagg: 191-Brossura

Prezzo: €.14,00

TRAMA:

Tempo di crisi economica ed occupazionale in Italia. Valeria, giovane meridionale, aspirante giornalista insoddisfatta e Pino, camionista lombardo che ha appena perso il lavoro, con a carico moglie e figli, decidono di dare una svolta alla loro difficile vita con un gesto impensabile: tentare il “viaggio della speranza” dei migranti sul Mediterraneo in senso inverso. Da Lampedusa alla Tunisia. Sulla barca si ritrovano insieme una quindicina di italiani, di tutte le età ed estrazioni sociali, di diverse regioni, che raccontano le loro vite e i problemi che li hanno spinti a partire. Sono i primi italiani a navigare in senso inverso. Cercando, appunto, di cavalcare l’onda opposta.

Gli Autori:

Paolo Beccegato è Vice Direttore vicario e Responsabile dell’Area Internazionale di Caritas Italiana. Dopo la laurea in ingegneria e un anno di servizio civile come obiettore di coscienza presso la Caritas Ambrosiana, ha svolto servizio di volontariato internazionale, con la Fondazione Tovini, per due anni nelle Filippine (1992-1994).
Successivamente per un anno è stato in Piemonte come coordinatore degli interventi Caritas post-alluvioni (1994) e per 4 anni responsabile del settore mondialità della Caritas di Milano. Dal 1999 lavora in Caritas Italiana e coordina iniziative e gruppi di educazione alla mondialità, alla pace e tutela dei diritti, progetti di solidarietà internazionale, in collaborazione con Caritas Internationalis e Caritas Europa

Patrizia Caiffa è giornalista professionista. Ama i viaggi e la scrittura creativa. Il suo primo lavoro narrativo è un libro di racconti sull’India: Indian emoticons (Edizioni Haiku, 2012). La sua prima opera teatrale, andata in scena a Roma, è il monologo femminile Il velo della sposa e l’abbecedario, tratto dalla trilogia Sex & the kitchen. Inviata per una agenzia di stampa e altre testate nelle grandi emergenze,scrive di Asia, Africa e America Latina su temi sociali e internazionali, con una preferenza per il reportage. Tra le sue pubblicazioni: il libro Guatemala. Il canto muto del quetzal (Emi, 2001); Comunicare ed essere informati: la vera globalità (Progetto Continenti, 2001); L’era della consapevolezza (A.A.V.V. Ed. Messaggero Padova, 2010).

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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