Milano. Il mondo non cambia di Thomas Melis

Milano. Il mondo non cambia. Omicidi, politica, criminalità sotto la Madonnina, Frilli editore

Milano. Il mondo non cambia

“‘u pobblema ‘u risulvimu”

Titolo e copertina mi preparano al noir che mi accingo a leggere. Già ipotizzo di trovarmi dinanzi a scene di film di mafia, che a volte seguo senza particolare entusiasmo, per la loro crudezza e violenza ingiustificata, che nella finzione scenica viene riprodotta persino in maniera edulcorata rispetto al reale.

Quando inizio a leggere resto dapprima confusa dinanzi alla pluralità dei nomi e delle relazioni che uniscono i personaggi in campo, un puzzle di cui fatico a mettere insieme i pezzi.

Si tratta di un’architettura complessa, realizzata dallo scrittore con grande maestria, è come un reportage, dettagliato nella ricostruzione della lotta ingaggiata a Milano da varie famiglie mafiose per la supremazia economica.

Milano, il nuovo centro finanziario della penisola, il cuore pulsante della ricchezza e della criminalità!

La narrazione, scandita in cinque atti, prende l’avvio da quattordici mesi prima dell’Apocalisse, e prosegue in un crescendo continuo, in ventisei capitoli che segnano il tempo e lo spazio, fino all’arrivo dell’inarrestabile catastrofe, pronta a travolgere tutto e tutti…

La ricchezza di particolari rende ben presto chiaro il quadro delle singole famiglie, legate l’una all’altra da vincoli economici, d’affari, di sangue, e i compiti di ciascuno risultano ben definiti, così come ogni personaggio che entra in scena,  delineato nelle sue caratteristiche fisiche e psicologiche, con la propria storia, in quell’iter che spesso lega la Calabria Saudita a Milano.

Le descrizioni del paesaggio intervengono nella narrazione per darle respiro, pause necessarie per prendere le distanze da rituali e scene di violenza, per riprendersi o per prepararsi a nuovi colpi di scena.

“I raggi del sole non erano ancora riusciti a snodare il mantello nero calato dalla notte sulle cime dell’Aspromonte…”

“Piante di fico d’india e grovigli di rovo lottavano per il dominio di un muretto a secco costruito incastrando sassi dalle forme irregolari.”

L’immagine con cui si apre il romanzo è quella di un assassinio firmato: nel cavo orale del cadavere c’è una striscia di seta, a indicare il rischio che si corre a spifferare alla madama quanto accade nei cantieri degli inabili a campare che trasgrediscono la regola.

La famiglia Alfieri con tutti i suoi componenti ha un ruolo di primo piano. È proprio il capofamiglia, Don Rocco Alfieri, detto ‘u fantasma, per la leggendaria capacità di rendersi invisibile ai magistrati e agli sbirri, che dall’Aspromonte ha condotto a Milano un esercito di affiliati, su cui ha potere di vita e di morte.

Dei due figli, il primogenito, degno erede e prossimo capobastone della cosca, è Domenico Alfieri, detto Micu Bang Bang. L’altro, Tony ‘u dottori, anche se cresciuto a pane e ‘ndrangheta, resta un sognatore, illuso di poter uscire in vita dalla Società.

Il ruolo assunto dalle donne di mafia fa riflettere sul diverso modo di intendere l’educazione. Ci sono quelle rispettose, orgogliose di allevare il sangue che rinforzerà l’organizzazione, convinte che “l’educazione che gli eredi riceveranno dalle madri farà distinguere un asso di bastoni da una carta liscia”. Per le altre, non c’è scelta, nessuno si ricorderà neppure della loro esistenza, una volta svanite nel nulla.

Inquietante, anche se in modo diverso rispetto alle scene cruente con El Rojo, anche il ruolo di figure come Barone, che interviene sul controllo delle testate e sulla manipolazione della verità, con profili falsi e fake news. 

È un mondo da film? Assolutamente no e forse è proprio questo che sconvolge.

Quando leggiamo che se il terremoto del 2012 era uno spuntino di metà pomeriggio, il coronavirus sarà invece un banchetto nuziale, sappiamo che il cambiamento esiste ma  soltanto in modo negativo.

La mafia continuerà a fare affari, “a trovare la misura delle scarpe” “a interrompere con il piombo” affinché il “sangue macchiato di infamità non conosca futuro”.

Le parole hanno sempre un loro peso e il lessico della mala, che spesso s’affaccia nella narrazione, ci incuriosisce. Lo slang ci introduce nelle famiglie e nei quartieri, dove simboli e gergo disegnano l’identità e il comune destino.

“Figghiu … la musica può cambiare, ma per il resto siamo sempre noi. È tutto come prima. Noi non possiamo cambiare.”

Un libro che sarà apprezzato da tutti, non solo dagli appassionati del genere.

Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Don Rocco Alfieri non è più quello di un tempo, i pensieri lo stanno tradendo e dal suo feudo nell’hinterland sud di Milano sta perdendo il controllo sugli affari criminali della Società. Il figlio prediletto Domenico, detto Micu Bang Bang, si trova in carcere; il secondogenito, Antonino, non è pronto per ereditare il bastone del comando. Poi ci sono i Procopio, la cosca satellite relegata da generazioni a fare il lavoro sporco, che cerca di alzare la testa alleandosi con la mafia albanese e la mala egiziana. Filippo Barone è un consulente milionario. Ripulisce denaro, pilota appalti e fa da cerniera tra il mondo di sotto, dove si muovono grandi casati malavitosi e narcotrafficanti internazionali, e quello di sopra, popolato da ricchi imprenditori, senatori corrotti e broker senza scrupoli. Barone vive una torrida storia con Bianca Viganò, una modella e influencer dai lunghi capelli castani, legata profondamente all’amico d’infanzia Leonardo Ferrari, un bravo ragazzo di quartiere che spaccia cocaina tra le panchine di Piazza Prealpi. Il loro mondo non cambia mai. Li tiene uniti in una tragedia moderna e senza pietà, dove nessuno si salva e dove, dai grattacieli di CityLife ai nightclub di Corso Como, si sovrappongono i mille volti della criminalità multietnica di Milano, i sogni di successo dei ragazzini cresciuti ascoltando trap nei casermoni popolari della periferia, gli affari sporchi dei faccendieri che muovono milioni di euro dagli uffici open space con vista sul Duomo. Tutti insieme, nell’amore e nell’odio, accomunati da un unico destino. Perché il mondo non cambia, ma l’Apocalisse è alle porte.

Autore: Thomas Melis
Editore: Frilli
Collana: Supernoir bross
Anno edizione: 2022
In commercio dal: 20 luglio 2022
Pagine: 320 p., Brossura
EAN: 9788869436284

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Pubblicato da Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Maria Teresa Lezzi Fiorentino vive a Lecce, sua città natale, dedicandosi alla famiglia e al lavoro. Coltiva da sempre due grandi passioni, lettura e scrittura, per sé e per tutti coloro ai quali riesce a trasmettere il proprio entusiasmo. Il fulcro intorno a cui hanno ruotato i suoi scritti, articoli e recensioni, è stato per lungo tempo l’assetto metodologico-didattico, con un’attenzione particolare alla sfera emozionale e al benessere degli alunni. Dopo un appassionante percorso professionale in varie scuole del Salento, che ha visto l’autrice insegnante di scuola materna, psicopedagogista e docente di materie letterarie, nel 2018 avviene la svolta ed inizia una nuova stagione della vita,in cui la scrittura privilegia la narrazione, partendo dalla quotidianità e dalla memoria del tempo vissuto. È tempo di racconti brevi, lettere, autobiografie e recensioni. Sono dell’autrice, pubblicati con Youcanprint:Di vita in vita, La via maestra, Spigolando tra i ricordi, Passo dopo passo … e altri racconti.

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