Napoli nella letteratura contemporanea

I tanti volti di Napoli attraverso i romanzi di Elena Ferrante, Wanda Marasco e Lorenzo Marone.

Tra qualche giorno andrà in onda la celebratissima fiction “ L’amica geniale “ di Elena Ferrante, libro tradotto in più lingue insieme alla trilogia che lo completa.  E proprio questo evento mi ha fatto pensare come gli autori contemporanei hanno raccontato una città dai mille volti come Napoli .

La Ferrante con il suo “L’amica geniale” ci porta in una Napoli del secolo scorso negli anni 60 circa, dove il rione è la citta nella città, aldilà del ponte vedi il mare, la vita che scorre, lontani dalla violenza, l’ignoranza, la mancanza di speranza. Genitori che impediscono ai figli di andare a scuola oltre le elementari, ragazzi che crescono in strada ed imparano la legge del più forte. Nel libro il vero protagonista è il “Rione”, simbolo del degrado e della malavita, chi ci nasce e ci vive non sogna altro che scappare. Ma il rione ti resta dentro impresso come un tatuaggio indelebile nell’anima. Le due protagoniste Lila e Lenuccia crescono insieme e, nonostante compiano scelte di vita diametralmente opposte, sono una all’interno dell’altra e si condizionano la vita a vicenda. Lila sposa a soli 16 anni il figlio dell’usuraio del Rione, sceglie la ricchezza anche se è una ricchezza sporca, in un contesto di bassezza morale. Elena invece con l’aiuto della sua maestra che gli procura i libri riesce a continuare gli studi fino alla laurea. È lei l’amica geniale e Lila vive di riflesso e con rabbia il sapere dell’amica.

Fu durante quel percorso verso via Orazio che cominciai a sentirmi in modo chiaro un’estranea resa infelice dalla mia stessa estraneità. Ero cresciuta con quei ragazzi, ritenevo normali i loro comportamenti, la loro lingua violenta era la mia. Ma seguivo anche quotidianamente, ormai da sei anni, un percorso di cui loro ignoravano tutto e che io invece affrontavo in modo così brillante da risultare la più capace. Con loro non potevo usare niente di ciò che imparavo ogni giorno, dovevo contenermi, in qualche modo autodegradarmi. Ciò che ero a scuola, lì ero obbligata a metterlo tra parentesi o a usarlo a tradimento, per intimidirli.” [……….]

Un rapporto di amore odio, Elena va via dal rione, ma il luogo di nascita ed il condizionamento dell’amica, resta dentro per sempre. Ma se l’amica geniale è stato interessante da leggere, la continuazione della saga in altri tre libri, quasi come una fiction si avvia verso il feulliton. Peccato.

Uno scritto completamente diverso è quello di Wanda Marasco, nel suo “ La compagnia delle anime finte”, con la sua prosa quasi teatrale, ci porta al vicolo Unghiato con le sue cento scale per arrivare ai Vergini, un’umanità guasta, dove i guaglioni , vedono e sanno cose che non dovrebbero né vedere né sapere.

Sei venuta dal niente e dalla paura, ma’. Hai incontrato un uomo venuto dalla caduta e dalla viltà, quando la Storia aveva già annientato e umiliato gli uomini. In una città dove il mondo migliore era soltanto un sodalizio tra un esercito straniero, il governo nuovo e la malavita.

I registri linguistici utilizzati alternano un napoletano stretto ed a tratti sguaiato ad un ricercatissimo italiano curato fin nei minimi particolari. Una prosa quasi musicale, che ti accompagna nella storia stregandoti e facendoti sentire sotto la pelle tutti i sentimenti negativi che ti logorano l’anima e ti lasciano un senso di malessere, un’amarezza di fondo permea ogni frase, ti ci porta dentro quasi come guardare una fotografia d’epoca. Anche La Marasco come la Ferrante , ti porta in una Napoli guasta, dove amare è una debolezza che non ti puoi permettere, il degrado è già all’interno del nucleo familiare, gli animi sono avidi e la miseria la senti sotto la pelle. L’autrice senza lasciarsi andare a facili sentimentalismi, anzi in maniera cruda e cruenta analizza l’anima di chi nasce e vive in questi contesti, non fa sconti nel raccontare quanto l’ambiente formi l’essere umano. Napoli è presente in tutta la sua durezza,  in alcuni ambienti dove la vera  miseria è nell’animo, il mare, il panorama, l’atmosfera della città , questa umanità ferita non ha né tempo né voglia nemmeno di vederla . Non dimentichiamo però che la storia è ambientata nell’immediato dopoguerra.

In maniera diametralmente opposta è la Napoli di Lorenzo Marone con i suoi libri pieni di speranza, Marone affronta i sentimenti, la difficoltà di vivere, le famiglie allargate, la difficoltà di crescere proprie di quest’epoca, come Erri nel libro “ la tristezza ha il sonno leggero”, che si fa di speranza, è un uomo che lascia scorrere la vita senza ribellarsi mai e, senza pretendere nulla per sé stesso. Vive in una famiglia allargata che sono due mezze famiglie, in quello stato d’animo che non ti fa sentire parte integrante in nessuna delle due, è la difficoltà della vita moderna che cade irrimediabilmente sui figli. Altro tema importante che affronta Marone è la vecchiaia,  con il suo Cesare Annunziata nel suo primo romanzo “ La tentazione di essere felici”, approdato anche al cinema con il film “ La tenerezza” di Gianni Amelio.

Ricordo che dopo i primi rifiuti mi confidò che avrebbe rinunciato, e io per giorni provai a convincerla a non abbandonare la sua strada e a non farsi abbattere dalle difficoltà. E? buffo pensarci oggi, eppure le ripetevo semplicemente quello che dicevo ogni notte nel letto a me stesso, si non smettere di desiderare una vita diversa, di continuare a rincorrere i sogni, non scendere alla prima fermata, anche se sembra la più comoda.

Un uomo che sa di essere vecchio ma vivo, che prende a morsi la vita, quella vita che ha vissuto male, con profondi egoismi  negli anni della giovinezza, ma sente che a 77 anni ha ancora tanto da vivere. Ed ancora una volta l’autore affronta i sentimenti, con ironia, simpatia, strappa un sorriso , ma i suoi personaggi ti restano dentro. Napoli nei suoi libri è un microcosmo di vita, che vive la città, con difficoltà con gioia e dolore, senza lasciare fuori dalla vita la speranza, la vita in fondo è una sorpresa. Se parliamo di Lorenzo Marone non possiamo non citare il suo ultimo meraviglioso libro “ Un ragazzo normale”, dove attraverso il racconto di un bambino,  ci parla della vita e la morte  del mai dimenticato Giancarlo Siani . Lo shock di una città davanti alla morte violenta del giornalista. Non vuole assolutamente essere una biografia, come afferma lo stesso autore “Non è un libro su Giancarlo Siani , ma con Giancarlo Siani”.

“Allora non potevo saperlo, ma in seguito ho capito che le cose straordinarie, quelle che resteranno per sempre nella tua vita, arrivano spesso in punta di piedi e all’improvviso, senza tuoni e particolari avvisaglie”

Un  meraviglioso viaggio in quegli anni 80, dove molti di noi hanno ritrovato la propria giovinezza, l’ultima epoca prima dei cellulari, il web , i social, i ragazzi per incontrarsi non avevano la chat di whatsapp, ma i punti di incontro del quartiere in cui vivevano. Avendo letto tutti i libri di Lorenzo Marone posso affermare che ci racconta Napoli senza stereotipi e luoghi comuni, l’ironia , la passione e l’amore per la sua città traspare da ogni riga che scrive, riesce a raccontare magistralmente i sentimenti importanti in un contesto di vita normale.

In questo viaggio nella Napoli letteraria, ovviamente ho lasciato fuori tantissimi validi autori, ma non  avrei scritto un editoriale, ma un trattato , ho voluto solo sottolineare la differenza d’approccio di tre autori, chi ha raccontato la Napoli brutta , sporca e cattiva , e chi ha invece messo in evidenza la Napoli di tutti, quella dei sentimenti, la gente normale. In fondo Napoli non è quella della sfogliatella, del bar Gambrinus, del mare, Posillipo con i suoi panorami mozzafiato. Napoli è una città dalle tante facce e la differenza sociale dei vari quartieri , la rende microcosmo  metropolitano , con tante città nella città.

Elisa Santucci

 

Pubblicato da Elisa Santucci

Sono Elisa Santucci, fondatrice ed amministratrice dall'8 luglio 2016 . Il blog nasce dalla mia passione per i libri da sempre, dalla voglia di parlarne e fare rete culturale, perché io penso che il web, i blog, i social si possono usare in tanti modi, io ho scelto di creare un'oasi culturale. io sono pienamente convinta che leggere ci insegna a pensare e a essere liberi. "Leggere regala un pensiero libero come un volo di farfalle, un’anima con i colori dell’arcobaleno , forza e creatività" è il mio motto. Editor freelance, correttore di bozze, grafica. Servizi editoriali .

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