Omeostasi di Antonella Mancino

Omeostasi di Antonella Mancino, Rossini editore

Omeostasi

Omeostasi è il racconto del travagliato percorso interiore che intraprende la protagonista Ambra, giovane e bella manager in carriera, per riuscire ad elaborare il lutto della perdita del suo grande amore Riccardo, pittore talentuoso e facoltoso.
L’incontro con Enrico e l’affetto della sua amica di sempre Stefania, le faranno ritrovare la voglia di ritornare alla vita e di immaginare un nuovo futuro.

Innanzitutto, il titolo: mi ha incuriosito e mi ha indotto a consultare il dizionario per capirne il significato.
Omeostasi, secondo il dizionario, è la capacità degli organismi viventi di mantenere un equilibrio interno pur nel variare delle condizioni esterne.
A questo punto mi rendo conto che il titolo è pertinente ed esplicativo di quanto appena letto, perché nella vita di Ambra, dopo la perdita di Riccardo, non c’è più equilibrio, sono saltate tutte le certezze, niente più ha un senso, la vita comoda e agiata che conduceva prima è lontana anni luce.
C’è un prima e un dopo.
Prima: Riccardo, alla vigilia delle nozze con la sua fidanzata storica, si innamora, ricambiato, di Ambra e decidono di andare a vivere insieme, attirando l’ira e l’avversione della ricchissima suocera.
Ambra però, pur amando moltissimo Riccardo, è molto presa dal suo lavoro di manager che le ha consentito di raggiungere un livello di vita agiata e confortevole, impensabile per chi come lei proviene da una famiglia di umili origini. Pertanto, alle sempre più pressanti richieste di Riccardo di avere finalmente un bambino, risponde in modo tiepido e distratto, fino a quando scoprirà la gravissima malattia del suo compagno.
C’è un dopo.
Ambra, dopo la perdita di Riccardo è annientata, si lascia andare, perde il lavoro, abbandona il suo confortevole appartamento per rintanarsi in un piccolo alloggio ingombro di scatoloni che non apre. Stefania, la sua più cara amica la troverà in lacrime, quasi denutrita e a lume di candela poichè ha dimenticato di pagare le bollette.
Ambra ha perso ogni equilibrio, non si dà pace e si sente quasi responsabile per ciò che è successo. L’amica le è sempre vicino e piano piano la spinge a ragionare, a tornare in se stessa e a cercare un nuovo lavoro.
L’incontro con Enrico, gestore di una biblioteca, sarà fondamentale per la rinascita di Ambra: non solo le offrirà un lavoro, ma l’ascolterà e le farà vedere il mondo con occhi diversi, più a contatto con la natura e privo di inutili orpelli.
Antonella Mancino, con sicura e sapiente mano, ci accompagna nel mondo interiore della protagonista, riuscendo a farci comprendere quanto la mente e l’animo umano possano essere sconvolti dalla perdita di persone amate.
La lettura risulta facile e scorrevole e i continui flashback della vita dei protagonisti danno ritmo alla storia, spezzando, a volte, l’eccessiva drammaticità di alcune situazioni.
Certamente è un libro da consigliare a chi desidera non solo leggere una bella storia, ma anche interrogarsi sui risvolti psicologici della mente umana.

Ambra, giovane talentuosa e determinata, si ritrova ad affrontare, improvvisamente, una sfida al di là della sua volontà. La vita, infatti, decide di strapparle in modo violento e brutale il suo grande amore, Riccardo. Vivere ed elaborare il lutto diventa, per la donna, un ostacolo arduo da superare. Ma ad aiutarla ci sono Stefania, amica di sempre, ed Enrico, uomo che Ambra conosce a un colloquio di lavoro il quale, con il trascorrere del tempo, le fa scoprire un mondo ancora sconosciuto che le insegna a lasciare andare via i ricordi dolorosi.

Editore Rossini (rende)
Formato Brossura
Pubblicato 29/04/2022
Pagine 286
Lingua Italiano
ISBN 9791259691620

Pubblicato da Anna Gelardi

Avvocato per tradizione familiare, lettrice per passione. Tirata per i capelli in questa avventura del blog dalla mia amica Rita, ci sto prendendo gusto. D’altronde è quello che ho sempre fatto fin da piccola: leggere, leggere, leggere. Spero di essere all’altezza delle aspettative e di riuscire a stimolare alla lettura tutti coloro che vorranno seguirmi.

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