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Petronilla De Meath. La prima donna arsa sul rogo

Thomas Satterwhite Nobile, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I crimini della Santa Inquisizione, Petronilla De Meath fu la prima vittima immolata alla sete di potere della chiesa.

“Uccidere un uomo non è difendere una dottrina, è uccidere un uomo.”

La vita delle donne, nel corso della storia, è sempre stata particolarmente travagliata e complessa. Ancora oggi, nel terzo millennio, la sua affermazione nel tessuto sociale necessita di sacrifici maggiori rispetto a quanto non siano tenuti a fare gli uomini. Ma c’è stato un periodo storico particolarmente oscuro e tristemente macabro in cui in prevalenza le persone di sesso femminile rischiavano torture inaudite perché bollate come streghe: parliamo di quella che fu definita la “Santa Inquisizione”. In generale, l’Inquisizione (dal latino inquisitio, “indagine”, “ricerca”) era una istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per accertarsi, tramite un apposito tribunale, chi potesse sostenere teorie considerate oppositrice all’ortodossia cattolica (le cosiddette eresie). Nello specifico, tra il 1227 e il 1235, una serie di decreti papali posero i riflettori sulle questioni contro le “streghe” e gli “eretici”.

Nel 1252 Papa Innocenzo V autorizzò l’uso della tortura per estorcere “confessioni” di stregoneria nei confronti di donne sospette. Successivamente, Alessandro IV diede all’Inquisizione ogni potere di torturare ed uccidere qualora ci si trovasse di fronte a stregoneria coinvolgente l’eresia. Il 5 dicembre 1484 Papa Innocenzo VIII emette la bolla “Summis desiderantes affectibus” sulle streghe, che ordinava di inquisire in maniera sistematica con lo scopo di torturare e giustiziare le streghe di tutta Europa.

In quello che era considerato il Manuale del perfetto Inquisitore, il “Malleus Maleficorum”, i cosiddetti “esperti” elencavano con precisione ciò che le streghe riuscivano a compiere:

“Uccidono il bambino nel ventre della madre, così come i feti delle mandrie e dei greggi, tolgono la fertilità ai campi, mandano a male l’uva delle vigne e la frutta degli alberi; stregano gli uomini, donne, animali da tiro, mandrie, greggi ed altri animali domestici; fanno soffrire, soffocare e morire le vigne, piantagioni di frutta, prati, pascoli, biada, grano e altri cereali; inoltre perseguitano e torturano uomini e donne attraverso spaventose e terribili sofferenze e dolorose malattie interne ed esterne; e impediscono a quegli uomini di procreare, e alle donne di concepire…”

Un altro stralcio estrapolato da un documento del X secolo, il Canon episcopi, recita:

“I vescovi e i loro ministri vedano di applicarsi con tutte le loro energie per sradicare internamente dalle proprie parrocchie la pratica perniciosa della divinazione e della magia, che furono inventate dal diavolo; e se trovano uomini o donne che indulgono a tal genere di crimini, devono bandirli dalle loro parrocchie, perché è gente ignobile e malfamata… Perciò, nelle chiese a loro assegnate, i preti devono predicare con grande diligenza al popolo di Dio affinché si sappia che queste cose sono completamente false e che tali fantasie sono evocate nella mente dei fedeli non dallo spirito divino ma dallo spirito malvagio. Infatti, quando Satana, trasformandosi in angelo della luce, prende possesso della mente di ognuna di queste donnicciole e le sottomette a sé a causa della loro infedeltà e incredulità, subito egli assume l’aspetto e le sembianze di diverse persone e durante le ore del sonno inganna la mente che tiene prigioniera, alternando visioni liete a visioni tristi, persone note a persone ignote, e conducendola attraverso cammini mai praticati; e benché la donna infedele esperimenti tutto ciò solo nello spirito, ella crede che avvenga non nella mente ma nel corpo.”

In pratica dal 1257 al 1816 pare che l’Inquisizione abbia torturato e messo al rogo un gran numero di persone innocenti, condannate senza processo o con processi sommari. Donne e bambine, oltre che torturate, venivano spesso anche violentate, e le famiglie venivano private di tutti i beni e tutto ciò con il benestare di almeno 70 papi che nel corso di questi secoli si erano succeduti.

Ma chi fu in assoluto la prima donna ad essere arsa, subendo queste accuse infamanti, spalancando le porte di quell’inferno che ancora oggi fa accapponare la pelle? Gli storici parlano di Petronilla de Meath, della quale si sa poco o niente, a parte il fatto che sia stata condannata al rogo nel 1324 a Kilkenny, in Irlanda.

I FATTI

Nata presumibilmente intorno al 1300 e di origini umili, la giovane comincia a prestare servizio presso la casa di Alice Kyteler, figlia unica di un’agiata famiglia di commercianti di stoffe. A soli 17 anni, Alice sposa il sindaco del paese, William Outlaw, banchiere e usuraio. Dopo la morte del marito, si sposa altre tre volte, l’ultima delle quali con Sir John le Poer. Anche quest’ultimo, però, si ammala e muore. A quel punto i figli di Poer, nati da nozze precedenti, accusano Alice Kyteler di averlo avvelenato, di essere l’artefice delle morti dei precedenti mariti e di praticare atti di stregoneria, rivolgendosi direttamente al vescovo locale, Richard de Ledrede. Questi tragici eventi luttuosi e le strette conoscenze con diversi Cavalieri Templari e con gli esponenti delle famiglie più in vista e autorevoli dell’Irlanda, danno vita a non poche chiacchiere sul suo conto, tanto da essere considerata come una donna maledetta e portatrice di sciagure. E lei, proprio grazie al suo potere e alla sua posizione influente che aveva conquistato tramite i defunti mariti, riesce a scappare in Inghilterra e a far arrestare il prelato con l’accusa di aver falsificato le prove. De Ledrede esce di prigione dopo 17 giorni intento a fare chiarezza sulla vicenda. Qualcuno doveva pagare. E il vescovo dà libero sfogo alla sua ira, accusando Alice e i suoi complici, una decina di persone, tra cui Petronilla. Per il processo che passò alla storia come “Procedimento contro la dama di Alice Kyteler”, il prezzo più caro fu pagato proprio da Petronilla. I capi d’accusa imputati ad Alice e ai suoi complici furono sette:

  • -Commettere eresia;
  • -Sacrificare ai demoni;
  • -Comunione con i demoni;
  • -Essersi scomunicata magicamente;
  • -Fare pozioni di amore e odio per corrompere i cristiani;
  • -Assassinare i suoi ex mariti;
  • -Avere una relazione sessuale con un demone.
  • Le testimonianze dei vicini e conoscenti, sostenevano che

“…Stavano negando Cristo e la Chiesa; tagliavano animali vivi e spargevano i pezzi lungo le strade trasversali come offerta a un demonio in cambio del suo aiuto; rubavano le chiavi della Chiesa e vi si radunavano di notte; nel cranio di un ladro mettevano gli intestini e gli organi interni di vermi, unghie tagliate da corpi morti, peli delle natiche e vestiti di ragazzi che morivano prima di essere battezzati; (…) Alice aveva usato la sua stregoneria per uccidere alcuni dei suoi mariti e per infatuare gli altri, con il risultato di aver dato tutti i loro averi a lei e a suo figlio.”

La ragazza viene processata come strega complice della donna presso la quale presta i suoi servigi, torturata senza pietà e fustigata pubblicamente lungo un percorso che attraversa ben sei parrocchie! É costretta a confessare ciò che di fatto quel tribunale voleva sentire:

” permise a un demone di conoscerla carnalmente, che consultò diavoli e fece pozioni, che negò la fede di Cristo e della Chiesa” o ancora che lei è la sua padrona avevano applicato una mistura magica su una trave di legno riuscendo così a volare e riconoscendosi con questa affermazione esplicitamente colpevole di stregoneria.

Implacabile la condanna: la domenica del 3 novembre 1324 viene arsa viva. La prima in Irlanda. L’unica vera vittima della Storia. Perché gli umili, gli emarginati, i dimenticati dalla società spesso pagano per i crimini commessi dai potenti…

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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