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“Rorschach”, di Raffaele Izzo

Uno scritto che oltrepassa lo schema letterario classico e ti trascina in un vero e proprio “stream of consciousness” di Joyciana memoria.

Titolo: Rorschach

Autore: Raffaele Izzo

Editore: Altromondo

Collana: Mondo di Sotto

Anno: 2017

Pagg: 278-Brossura

Prezzo: €. 18,00

 

Libro a metà strada tra un romanzo giallo tratteggiato da pennellate noir e un saggio sperimentale di analisi filosofica attraverso un excursus di interessanti citazioni letterarie  senza tralasciare, anzi curando in maniera eccelsa, gli approfondimenti introspettivi-psicologici.  E’ uno scritto che oltrepassa lo schema letterario classico e ti trascina in un vero e proprio “stream of consciousness” di Joyciana memoria.  A intrigare di primo acchito, è già il titolo “Rorschach”, sul quale l’autore, a mio avviso, ha molto giocato, instaurando una analogia consapevole e un parallelismo logico  con lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach, padre del metodo psicodiagnostico noto col nome di “Test di Rorschach”, che avvalendosi di dieci tavole ricoperte da macchie di inchiostro e sottoposte in successione al paziente sono la base per definirne il profilo  e le dinamiche della sua personalità.  Izzo ha un linguaggio fulminante, colto, profondo; uno stile particolare, innovativo, sui generis e a tratti destabilizzante soprattutto per il continuo ricorso alla meta-narrazione. Il libro è suddiviso in tre parti. Nella prima parte, l’autore ci presenta la famiglia Rorschach, il tempo presente dei personaggi maschili quale figlio di un passato oscuro che fa sentire, in maniera imponente e sofferente, la sua influenza con una continua lotta interiore dualistica tra istinto e ragione, bene e male;  dove la psiche è la protagonista principale in una sorta di tiro alla fune tra Goethe e Stevenson con Faust da un lato  e un singolare Dr. Jakyll & Mr. Hyde dall’altro. Una famiglia in bilico tra una misteriosa predisposizione genetica perennemente latente e la lotta intestina per evitarne il sopravvento.  La seconda parte è prettamente concentrata sull’infanzia e sull’influenza di quest’ultima sul vissuto dei protagonisti. E’ meno riflessiva della prima e forse per questo più ripulita da concetti psico-filosofici; per poi passare alla terza parte in cui cambia totalmente il registro e troviamo un improvvisato docente che dopo aver raccontato ai suoi discenti la storia principale, ovvero quella della famiglia Rorschach, propone loro un esperimento di scrittura creativa, chiedendo di redigere il finale in base alla loro verve estrosa e immaginativa.  La storia quindi non ha un finale vero e proprio ma tante possibili conclusioni.  Non è un libro semplice da recensire tanto meno da leggere, poiché pur essendo scorrevole e dal ritmo incalzante, ti conduce continuamente  alla riflessione e a capire quanto sia necessaria l’assunzione di responsabilità in ogni azione compiuta in quanto, ognuna di esse ha conseguenze che, a volte,  pur inconsciamente possono determinare il corso della propria esistenza.  Non vi è una vera trama nel significato proprio del termine, ma una profonda e accurata riflessione sulla linea di confine fin troppo labile tra il bene e il  male della psiche umana. E’ una lettura che ha bisogno di concentrazione per essere capita e che può piacere o meno senza sfumature, ma che comunque mi sento di consigliare proprio per la particolarità innovativa e sperimentale del libro oltre che  per comprendere che per quanto ci si possa affannare, il destino ha sempre l’ultima parola e che la verità  delle cose non è conclusiva né universale. Unica nota di disappunto, la presenza di qualche refuso ortografico oltre che l’uso di periodi troppo lunghi e privi di adeguata punteggiatura, che danno al lettore l’impressione di essere di fronte ad un prolisso soliloquio dell’autore con se stesso.

Teresa Anania

Raffaele Izzo, 45 anni, è docente di lettere nelle scuole superiori. Ama la saggistica, soprattutto novecentesca, si interessa di più generi letterari, dall’avanguardia a quelli contemporanei, passando per vari medium come i fumetti e le serie tv. Blogger, al fine di  riunire il più possibile tutti gli autori italiani di fantascienza, fantasy e horror, gestisce il gruppo Facebook “Tutto il fantastico italiano“. Da freelance si occupa di editing di romanzi e racconti. Si dedica anche alla pittura, in acrilico e digitale La scrittura però resta un punto fermo nella sua vita: ha in mente nuovi romanzi per il futuro e, nel frattempo, ha spedito un racconto di fantascienza per partecipare al Premio Urania. Di Rorschach, il suo primo romanzo, dice: “Voglio essere onesto col pubblico: è un’opera che richiede comunque un certo bagaglio di letture. Certamente si rivolge ad un pubblico abbastanza colto. Ma molti dei miei lettori mi dicono che scorre bene e si sono divertiti molto…”.

 

TRAMA:

Può un’amicizia fraterna andare oltre un destino beffardo?  Questa è la storia di Rorschach e Michel, cresciuti nello stesso ambiente, quasi fratelli, eppure eterni nemici-amici.

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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