“Se c’è luce non c’è ombra” di Marilù Murra

Il titolo, che attraversa il maestoso albero in copertina, lasciandone una parte in ombra, già sollecita la mia curiosità, e a quello vanno presto ad aggiungersi le pagine del libro che, a un primo e rapido sguardo, appaiono “diverse”. Ogni testo è infatti allineato al centro, quasi un disegno per le parole che vi alloggiano.
Non so cosa aspettarmi. Un romanzo, una silloge poetica, una raccolta di racconti?
Leggendo mi accorgo che si tratta di un viaggio d’amore con le sue tappe, tante quanti sono i capitoli: ventuno racconti brevi in cui la natura a volte fa da sfondo, mentre altre diventa la protagonista assoluta.
È infatti la natura che guarda gli uomini nel tempo e, testimone attenta delle loro azioni, fa tesoro delle loro attenzioni.
Il noce, la zizzania, il pettirosso, l’edera, il fico d’India, la magnolia, il fiore di mimosa, la quercia, il pergolato, …, sono i passi del viaggio interiore dell’autrice tra passato e presente, vissuto personale e racconti di vita vera.
È un raccontarsi per non essere dei semplici “viandanti” nel mondo, per restare presenti nel tempo e custodire l’eredità del nonno Teo, dando continuità alla sua vita, spesa nel manso tra e per gli affetti più cari.
Quell’albero che s’innalza maestoso sul prato verdeggiante è la stessa vita intessuta di ricordi e diventa presenza reale del nonno, con i giorni felici vissuti insieme.
“S’innalza al cielo e apre il suo ombrello alle intemperie di giorno e di notte. È rifugio nei giorni torpidi e cupi, culla nell’oblio.” “La chioma che sparge ombra e trascina nella pace bucolica.”

Tutto assume un significato profondo quando è l’amore autentico ad ispirarlo e allora la prosa lascia spazio alla poesia.
“Le urla e lo scalpitio dei piedini nudi che rimbombano nel cielo scuro”.
“Il sole accorcia le distanze e l’autunno avanza, nutrendo i chicchi.”
Madre è “l’edera che sovrasta il muro scosceso per abbellire i tuoi sogni più belli”.
La rosa nel deserto “ha sete d’intrecciare il mondo, ma è sola nel deserto dei pensieri.”
La narrazione segue il ritmo del viaggio, che “comincia sempre all’inizio del silenzio” ed è interiore, fatto di ascolto e attesa, di luci ed ombre, con il ricordo vivo di Teo e del suo manso, dei raccolti stagionali, dei suoi passi con il nipote Leo, tra emozioni e buone novelle.
E il contrasto luce-ombra accennato nel titolo lo ritroviamo nelle descrizioni, come quella del finestrone bianco “che fa filtrare la luce soffusa di chi alimenta l’amicizia della nostra famiglia”, ma divide la casa dal grigiore del mondo; dell’albero con l’“ombra che lambisce il terreno che ha calpestato con i suoi passi per anni.” “Nonno Teo, stella luminosa,” è la luce.
Ma allora “se c’è luce non c’è ombra” o non è piuttosto vero che “non c’è luce senza ombra”?
“Un romanzo che non vuole essere il cassetto dei ricordi e della nostalgia” per l’autrice, come lei stessa ama ricordare, ma che diventa ispiratore dei ricordi personali del lettore, di condivisione di schegge di vita e di emozioni, toccando le corde dell’anima, con la memoria degli affetti autentici, che danno luce per sempre.
Noi lettori-viandanti, possiamo ora proseguire il nostro cammino lungo le strade del mondo …

Maria Teresa Lezzi Fiorentino

La ricerca di Teo comincia negli anni trascorsi da viandante, le lunghe passeggiate meditabonde tra la campagna e il boschetto, una sfida impervia, la liberazione del suo spirito. Il dialogo con se stesso, poiché di questo si tratta, ha inizio dopo un introspettivo silenzio. Il viaggio interiore comincia sempre all’inizio del silenzio.

Un viaggio all’interno di sé e dei suoi cari.

I protagonisti, respirano, si confrontano, si ascoltano in un viaggio che è ascolto e attesa, in un bagliore di luci e ombre.

Ma quando c’è luce, anche quella mistica che irradia l’anima e il pensiero, non esiste il buio, c’è l’ombra delle asperità quotidiane, ma si vive l’energia di chi ha insegnato la via maestra, attraverso la memoria.

Una forza motrice potente che muove l’essere umano, viandante per nascita ma cittadino del mondo è lo scrigno dei ricordi-esperienze-affetti- racconti-sguardi intensi, parole mute che hanno scalfito i luoghi ma sono balsamo imperituro dell’IO.

Si intrecciano eventi e racconti passati e presenti, in un contesto surreale, vivo nell’oblio dei ricordi, ambientato nella tangibilità emotiva, in un momento in cui il viandante ritrova il sentiero dopo un periodo di anestesia imperturbabile .

Pubblicato da Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Maria Teresa Lezzi Fiorentino vive a Lecce, sua città natale, dedicandosi alla famiglia e al lavoro. Coltiva da sempre due grandi passioni, lettura e scrittura, per sé e per tutti coloro ai quali riesce a trasmettere il proprio entusiasmo. Il fulcro intorno a cui hanno ruotato i suoi scritti, articoli e recensioni, è stato per lungo tempo l’assetto metodologico-didattico, con un’attenzione particolare alla sfera emozionale e al benessere degli alunni. Dopo un appassionante percorso professionale in varie scuole del Salento, che ha visto l’autrice insegnante di scuola materna, psicopedagogista e docente di materie letterarie, nel 2018 avviene la svolta ed inizia una nuova stagione della vita,in cui la scrittura privilegia la narrazione, partendo dalla quotidianità e dalla memoria del tempo vissuto. È tempo di racconti brevi, lettere, autobiografie e recensioni. Sono dell’autrice, pubblicati con Youcanprint:Di vita in vita, La via maestra, Spigolando tra i ricordi, Passo dopo passo … e altri racconti.

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