“Terra Nostra – Famiglie Criminali in Riva allo Stretto”, di Amato Salvatore Campolo

Terra nostra – Famiglie Criminali in riva allo stretto di Amato Salvatore Campolo, edito Susil edizioni.

“Per lungo tempo si sono confuse la mafia e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale” (G. Falcone)

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Presentazione del libro ” Terra Nostra” di Amato Salvatore Campolo

Romanzo di esordio, giallo-noir collocato storicamente ai fatti criminosi della Calabria degli anni 80, ma ambientato ai giorni nostri in un arco temporale lungo quattro anni. Di fantasia i nomi delle località ma facilmente intuibili da una nomenclatura non troppo celata. 

Racconta seguendo un excursus fatto di avvenimenti quotidiani che si rincorrono tra le pagine del testo, la “vita normale” di famiglie ‘ndranghetiste e colluse. Tutto scorre come nulla fosse, tutto è ordinario e regolare all’interno e all’esterno di famiglie concatenate tra loro da legami di sangue e vincoli di parentele dirette e indirette, e non.  Corruzione, omicidi, malaffare, soprusi, angherie, mazzette imprenditoriali, affari politico-economici-socio-religiosi.

La storia non ha nulla di originale raccontando purtroppo uno spaccato di vita sociale, ahimè, ben tristemente reale e noto alla cronaca locale e nazionale.  Cambiano i tempi, cambiano i luoghi e le modalità forse, ma fino a che sarà la mentalità criminosa e criminale a restare ancorata ad ancestrali stereotipi basati su un non meglio identificato “onore e rispetto”, nulla potrà mai cambiare.

La trama non decolla, arranca ma non spicca il volo; mancano la suspense e il colpo di scena, tutto fila in maniera troppo liscia e lineare, anche gli omicidi e il ruolo della giustizia diventano caratteristiche secondarie, scontate quasi.

Buono il potenziale ma ancora troppo poco maturo per rendere incisivo il tutto. Troppi i personaggi cui si fatica a stare dietro. Giovane dal punto di vista stilistico e narrativo e carente di un buon editing che ne avrebbe sicuramente garantito una migliore resa a tutto tondo.

Indubbiamente interessante per comprendere dall’interno alcune dinamiche a volte note solo per sentito dire, ma che nulla aggiungono a conoscenze basilari.

Nel complesso una lettura veloce e leggera che riesce certamente a suscitare curiosità ma non lascia alcuna traccia riflessiva tanto meno di irrisolto; tutto è svelato velocemente impedendo qualsivoglia volo fantasioso e/o immaginativo tanto durante la lettura che a lettura ultimata.

Teresa Anania

2008, litorale jonico calabrese; dopo le sanguinose guerre di ‘ndrangheta degli anni ’80, nei territori di Casalotto e Bovese emerge un nuovo “Capu Locu”. È Giovanni Romeo, gestore di un distributore di benzina sulla statale, che si avvicina al clan Macrì e estende negli anni successivi il suo controllo sulla zona: per auto rubate, litigi tra amici o spartizioni di lavoro, la gente del posto si rivolge a lui invece che alle forze dell’ordine. Ovviamente, le nuove attività richiedono la sua “protezione”, in cambio di appalti ad aziende amiche o assunzioni “su richiesta”; Capu Locu e i suoi uomini non lasciano quindi indisturbato un solo cantiere, che sia di un centro commerciale o persino di una chiesa, senza esitare a ricorrere a intimidazioni e perfino a sporcarsi le mani di sangue. Il nome di Giovanni Romeo, e dietro di lui quello dei Macrì, diventano sempre più importanti a Casalotto, e la festa patronale del 2010 diventa una consacrazione a tutti gli effetti per il “Capu Locu”.
Non a tutti, però, questa situazione va a genio: sicuramente non a Jessica Castaldo, Maresciallo fresca di nomina ma carismatica e determinata, in cerca di giustizia per suo padre, brigadiere rimasto ucciso pochi anni prima in circostanze poco chiare. Insieme ai suoi appuntati, il maresciallo si metterà sulle tracce degli uomini di Romeo e dei Macrì e dei loro crimini, con l’obiettivo di smantellare la rete di ‘ndrangheta locale. E non va a genio nemmeno a Domenico Tripodi, nipote di Giovanni Ferraro, boss della zona negli anni ’80 e in carcere dal decenni. Domenico, nonostante la sua giovane età, è scaltro e sa muoversi bene: aiutato dai suoi cari amici e da un colpo di fortuna in cui trova l’eredità del nonno, preferisce muoversi nell’ombra invece di stare sotto i riflettori come Capu Locu.
Ma gli equilibri sono destinati a cambiare. Il maresciallo, infatti, arresta alcuni degli uomini di Romeo per crimini minori e, nonostante la loro omertà, riesce a ricostruire l’intero giro di intimidazioni e aggressioni della cosca di ‘ndrangheta, portando all’incarcerazione di Romeo e dei Macrì nel 2012.
Il vuoto di potere che ne consegue sarà presto colmato da nuovi eventi: l’uscita dal carcere prima del padre di Domenico, Filippo, e del pluripregiudicato Giacomo Mancuso ‘u Geometra. Terra Nostra si conclude chiudendo l’arco narrativo dei personaggi principali, ma prospettando una nuova “minaccia” che incombe…

AUTORE: Amato Salvatore Campolo

TITOLO: Terra Nostra – Famiglie Criminali in Riva allo Stretto

EDITORE: Susil Edizioni

COLLANA: Giallo

USCITA: 08.09.2021

PAGG.: 184 – Brossura

PREZZO: €. 15,90

EAN: 9788855403054

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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