Thomas Hardy, uno dei maggiori poeti del XX secolo.

Thomas Hardy, noto ai più per le sue celeberrime opere “Tessa degli Uberville”“Jude l’Oscuro”,  è uno dei più grandi poeti del XX secolo, il suo verso ha avuto una profonda influenza sugli scrittori successivi, tra cui Robert Frost , W.H. Auden , Dylan Thomas e, in particolare, Philip Larkin.  Oggi nel 91° anniversario della sua morte, avvenuta l’11 gennaio del 1928, lo vogliamo ricordare con qualche sua poesia.

 

La settimana

Lunedì notte chiusi la mia porta
pensando: «non sei come prima» –
non mi importava non trovarci più.

Martedì mi parve intravvedere
qualcosa in te non proprio di banale
nel cuore, nel volto, nelle idee.

Mercoledì non pensavo che avremmo
mai diviso la vita, anche se
non avremmo legato poi male.

Giovedì mi piacevi e sentivo
che, qualunque cosa avvenisse,
non dovevo restare lontano.

Venerdì trasalii nel sentire,
guardando da lungi il villaggio,
che l’amata mia ancora eri tu.

Sabato ti vidi tutta intera
nella mia mente – e come in uno scrigno
il meglio della donna chiuso in te.

Come un gabbiano con le ali mozze
anela il mare, così io ti volevo,
la notte di domenica, perché

la vita è spreco vuoto senza te.

*****

Due labbra

Le ho baciate con la mente
nella luce dell’alba mentre me ne andavo:
le ho baciate attraverso il vetro del ritratto:
lei non lo sapeva.

Le ho baciate per amore, per riso, per promessa,
quando lei sapeva tutto; tanto, tanto tempo fa!
Che un giorno le avrei baciate in un sudario,
lei non lo sapeva.

*****

Titanic – La Convergenza Delle Metà

In una solitudine del mare

a un abisso dalla vanità umana
e dall’Orgoglio della Vita che la progettò, essa è distesa immobile.
Nelle camere d’acciaio, che erano le pire
dei suoi fuochi salamandrini,
correnti fredde entrano e si mutano nelle ritmiche lire delle maree.
Sopra gli specchi
destinati a riflettere i ricchi
striscia il verme marino,grottesco, viscido, muto, indifferente.
Gioielli disegnati con gioia
per incantare la mente sensuale
giacciono senza luce,ogni scintilla in loro offuscata e nera e cieca.
Pesci sfuggenti  con gli occhi di luna
fissano da vicino la costruzione dorata
e chiedono: “Che fa quaggiù tutta questa vanagloria? “.
Bene: mentre andava modellando
questa creatura dall’ala fendente,
la Volontà Immanente che tutto muove e incalza
preparava un sinistro compagno
per lei -così festosamente grande-
una Forma di Ghiaccio, ancora remota e dissociata.
E mentre la bella nave cresceva
in statura, grazia e colore,
nell’oscura distanza silenziosa cresceva anche l’Iceberg.
Sembravano estranei l’una all’altra:
nessun occhio mortale avrebbe visto
l’intima fusione della loro storia futura…
o un segno che i due erano avviati
su vie coincidenti a diventare
presto metà gemelle di un augusto evento…
Finché la Filatrice degli Anni
disse: “Ora!”. E ognuno ode,
e viene il compimento,e scrolla due emisferi.

*****

Poeta e scrittore inglese, Thomas Hardy nasce il 2 giugno del 1840 a Higher Bockhampton  (oggi nota come Upper Bockhampton), nel Dorset, in Inghilterra, figlio di Thomas e Jemima. A otto anni inizia a frequentare la scuola di Bockahmpton, per poi seguire le lezioni, nel Dorchester, della Mr. Last’s Academy for Young Gentlemen, dove impara il latino e mette in mostra un eccellente potenziale. Non può, tuttavia, frequentare l’università a causa delle ristrettezze economiche in cui si trova la sua famiglia, e quindi è obbligato a interrompere gli studi a sedici anni, quando inizia l’apprendistato presso James Hicks, un architetto locale. Lavora come architetto nel Dorchester fino al 1862, anno in cui si trasferisce a Londra per entrare a far parte del King’s College. In seguito, vince premi dall’Achitectural Association e dal Royal Institute of British Architects. A Londra, tuttavia, egli non si sente mai veramente a proprio agio, in quanto avverte in maniera netta la sua inferiorità in un luogo in cui le divisioni tra classi sono molto accentuate: non perde l’occasione, tuttavia, per interessarsi alle riforme sociali e al lavoro di John Stuart Mill. Inoltre entra in contatto, grazie al suo amico del Dorset Horace Moule, con le opere di Auguste Comte e Charles Fourier. Cinque anni più tardi, preoccupato per le proprie condizioni di salute, torna nel Dorset per stabilirsi a Weymouth, decidendo di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Nel 1867, quindi, porta a termine il suo primo romanzo, The poor man and the lady“, ma non riesce a trovare un editore che glielo pubblichi. Lo mostra, quindi, a George Meredith, suo mentore e amico: il romanziere e poeta vittoriano gli spiega che l’opera è eccessivamente controversa sul piano politico, e potrebbe compromettere la possibilità per Thomas Hardy di pubblicare altro in futuro. Seguendo il consiglio dell’amico, Thomas smette di provare a pubblicare il manoscritto, e arriva addirittura a distruggerlo. Nel 1870, mentre è impegnato nel restauro della chiesa parrocchiale di St. Juliot in Cornovaglia, incontra Emma Lavinia Gifford e si innamora di lei: i due si sposeranno nel 1974. Nel frattempo scrive due nuovi romanzi che spera suscitino maggiore interesse rispetto al primo: “Desperate remedies“, concluso nel 1871, e “Under the greenwood tree“, portato a termine l’anno successivo. Tutti e due vengono pubblicati anonimamente. Nel 1873, invece, Hardy pubblica con il suo nome reale “A pair of blue eyes“, in cui parla del suo corteggiamento alla futura moglie: la storia viene pubblicata per quasi un anno a puntate sul “Tinsley’s Magazine” (si crede che il termine “cliffhanger“, che indica i colpi di scena con cui si concludono le puntate di opere a episodi, derivi proprio da qui, poiché in una scena Henry Knight, uno dei protagonisti, è sospeso su una roccia).

Nel 1874, anno del suo matrimonio, lo scrittore realizza “Far from the madding crowd“, in cui introduce l’idea di chiamare la regione dell’ovest dell’Inghilterra, in cui le sue storie sono ambientate, Wessex. L’opera ottiene un successo tale da convincere Hardy ad abbandonare in maniera definitiva l’architettura e a inseguire una carriera letteraria. Successivamente, si sposta da Londra a Yeovil, e da qui a Stuminster Newton, dove scrive “The return of the native“, risalente al 1878.

Quattro anni più tardi pubblica “Two on a tower“, una storia ambientata nel mondo dell’astronomia; nel 1884 si trasferisce, insieme con sua moglie, a Max Gate, una casa da lui stesso progettata e costruita con l’aiuto di suo fratello. Qui si dedica alla scrittura di “The mayor of Casterbridge“, del 1886, “The woodlanders“, dell’anno successivo, e di Tess of the d’Urbevilles (Tess dei d’Uberville), del 1891, che tuttavia attira qualche critica per il suo ritratto pietoso e simpatizzante per una “fallen woman”. Nel 1895 Thomas Hardy pubblica “Jude the obscure(Jude l’oscuro), che ottiene dal pubblico vittoriano un responso ancora più negativo a causa del suo modo controverso di trattare il sesso e di affrontare il matrimonio e la religione. Nel 1910 Hardy viene premiato con l’Order of Merit, e viene candidato per la prima volta al Premio Nobel per la Letteratura. Nel frattempo, i rapporti con la moglie (che crede di intravvedere nell’attacco all’istituzione del matrimonio compiuto da Thomas in “Jude the obscure” i riflessi della crisi del loro rapporto coniugale) diventano via via più freddi: la morte di Emma nel 1912, in ogni caso, traumatizza Hardy, il quale dopo il lutto compie un viaggio in Cornovaglia per visitare tutti i posti che hanno avuto a che fare con il loro amore. I suoi “Poems 1912-13” riflettono proprio sulla morte della compagna di una vita. Nel 1914, comunque, egli si sposa di nuovo con Florence Emily Dugdale, la sua segretaria, più giovane di lui di trentanove anni. Non viene meno, però, il suo sentimento nei confronti della prima moglie: per questo cerca di superare il rimorso concentrandosi sulla poesia. Nel dicembre del 1927 una malattia ai polmoni lo debilita fortemente: Thomas Hardy muore alla Max Gate, nel Dorchester, poco dopo le nove di sera dell’11 gennaio 1928, non prima di avere dettato la sua ultima opera alla moglie sul letto di morte. La causa del decesso è una sincope cardiaca, aggravata dall’età avanzata di un uomo ormai ottantottenne. I suoi funerali si tengono cinque giorni più tardi a Westminster Abbey: il suo cuore viene seppellito a Stinsford nella stessa tomba in cui si trova la prima moglie, mentre le sue ceneri vengono sparse nel Poets’ Corner dell’abbazia.

Teresa Anania

 

 

Fonte Biografica: www.biografieonline.it

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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