Tua
Introduzione
Il libro spalanca le porte di una linda casetta unifamiliare della Buenos Aires residenziale abitata da una tipica famiglia borghese argentina: il padre Ernesto, imprenditore di successo , la madre Inés, casalinga quasi perfetta, la figlia Lali, adolescente apparentemente alle prese con i problemi tipici della sua età. Tutto molto normale, tutto quasi noioso.A sgretolare, però ,il quadretto idilliaco da tipica famiglia del “Mulino bianco” è il ritrovamento di Inés nella ventiquattrore del marito di un foglio con un cuore disegnato con il rossetto e firmato “Tua”.
Recensione
Inés è una casalinga dedita tutto il giorno a rendere confortevole e gradevole la vita al marito, impegnatissimo uomo d’affari.La figlia è per lei poco più di un’ombra che di tanto in tanto scambia qualche commento acido e poi esce per andare dall’amica o al centro commerciale. Il suo perenne malumore non viene indagato, ma liquidato come atteggiamento tipico dell’età adolescenziale.
Quando scopre che il marito la tradisce, lo segue ed assiste ad un violento litigio fra i due amanti che sfocerà nella morte della ragazza . Conformista al massimo, per mantenere la facciata di onorabilità e di dignità della famiglia, decide di aiutare il marito fedifrago e di fornirgli l’alibi che lo terrà fuori da ogni sospetto.
Ma nulla è così come appare. In un crescendo di suspense e di ribaltamento di ruoli, il libro indaga l’animo cinico e subdolo di persone che all’apparenza sembrano condurre una vita onesta e laboriosa, ma che in fondo rivelano un lato di insospettata perversione e un vuoto morale che si cela sotto la maschera del perbenismo.
Il libro è quasi tutto scritto in prima persona, con i commenti e i pensieri di Inés che a volte sono quasi comici e a volte sorprendono per cinismo e per una latente lucida follia.
La lettura di questo libro la devo alla raccomandazione di mia figlia : “leggilo e poi mi dirai…” Confesso che non conoscevo Claudia Piñeiro e pensavo che fosse un’esordiente, invece mi sono trovata di fronte una scrittrice, sceneggiatrice, drammaturga, che l’anno scorso ha vinto il “Premio Pepe Carvalho”, riconoscimento internazionale destinato ad autori di polizieschi e intitolato al detective ideato dallo scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán. E’ la prima volta che questo premio viene dato ad una donna.
La scoperta di autori è sempre una cosa interessante, ma il libro di Claudia Piñeiro mi ha letteralmente folgorato: ho scoperto un’autrice ironica, che scrive in modo molto semplice e diretto, con un senso del ritmo e della suspense tipico dei migliori polizieschi.
Conclusioni
Forse uno dei migliori thriller che ho letto. Veramente ben scritto e piacevole in ogni sua parte, il libro si legge tutto di un fiato e si arriva alla fine con un po’ di dispiacere. Ho letto che in Argentina ne hanno tratto un film: chissà se riusciremo a vederlo in Italia.Consiglio per gli amici del blog: leggetelo, e poi mi direte…