Un volto dal tempo di M.Concetta Cataldo

UN VOLTO DAL TEMPO DI MARIA CONCETTA CATALDO

Nuova lettura del mondo incantato dei libri : Un volto dal tempo – Il ritorno di Diamante di M. Concetta Cataldo. Edito Giuseppe Laterza Edizioni

“Emergono, a volte dal passato e in tempi inattesi, fenomeni che illuminano la visione dei fatti umani nei loro più complessi e profondi rapporti di casualità.”

Con lo sguardo ancora perso sul volto in copertina, che affascina e trascina in un’altra dimensione, mi accingo alla lettura di pagine che ancora non so cosa mi riserveranno.

Mi bastano però le prime battute per capire che ho dinanzi un’opera che lascerà in me delle tracce indelebili.

È un saggio filosofico o un romanzo autobiografico? Domande senza risposta che, proseguendo la lettura, lasciano il posto ad altre. Non servono etichette di sorta per definirlo, è qualcosa di più, spazia tra vari generi, che ruotano intorno a una tela, finestra aperta sul tempo, ponte tra passato e presente: il volto di una giovane donna bruna, dall’ovale perfetto, dipinto da Francesca Mele.

“, non riuscivo a chiarire la sensazione d’incanto per cui quel ritratto catturava la mia curiosità.

Da quale universo segreto l’artista aveva evocato quella figura che sembrava emergere da una galassia di molte vite?”

Autobiografico nella misura in cui l’autrice racconta la propria esperienza, riportando elementi di costruzione e ricostruzione del passato, è un mistery in piena regola, in quelle pagine che ci fanno stare in trepidante attesa, con un’indagine in fieri, ricca di suspense.

Sono pagine vibranti di emozioni: la carta vive in un presente che si ricongiunge al passato, alla ricerca di retaggi della tradizione, o meglio, di scostumatezze del passato.

Maria Concetta Cataldo sente la vita pulsare nel dipinto e, per rendere più reale la donna, decide di assegnarle un nome.

“Diamante”, parola che evoca le tenebre delle rocce, dove la natura genera la pietra preziosa la cui luminosità ammaliante ha sempre calamitato l’avidità degli uomini.”

Scoprirà poi, in una circostanza singolare, che quella donna un nome lo aveva già. Era la bellissima Aurora Maglione, figlia di don Procopio, uccisa sedici anni prima in Calabria, all’età di ventisette anni.

La pittrice ne ignorava l’esistenza e la scrittrice capiva che …

“… per cercare il mandante di quell’orrendo delitto era necessario seguire una linea investigativa diversa da quella seguita dalla polizia dell’epoca.”

Alla ricerca di indizi e di prove, si avventura in un’indagine, utilizzando i giornali del tempo, le cronache di nera, gli articoli sul processo Maglione, ma in più … ascolta la storia dalla viva voce di Rosario, la governante-amante di don Procopio, una dei protagonisti della vicenda.

La narrazione prosegue tra amori, passioni, violenza, tutti accarezzati dall’uso sapiente della penna. 

La relazione nascente tra Matteo ed Aurora viene raccontata come un momento magico dove l’eros è fatto di sfumature

“Tra Matteo e Aurora un’immediata e reciproca attrazione li aveva sorpresi: una melodia del corpo che lentamente diventava calore.

Lunghi filamenti di sfolgorante dolcezza che scorrevano nelle sue membra – un mutuo scambio di messaggi colmi di sottile erotismo.”

Sfumature diverse da quelle usate per descrivere ciò che provava il padre della ragazza, la cui paternità iniziava a intorbidarsi…, preso dalla “bramosia di un trasporto sessuale che delineava una profonda aberrazione … un’ondata gigantesca e mostruosa stava per travolgerlo.”

Affascina l’eleganza della prosa, quello scandagliare fatti ed eventi nel tempo con richiami alla filosofia e alla cultura vedica. La pennellata d’autore tocca anche paesaggi di inusitata bellezza, con note culturali che la rendono sempre più viva. Natura e cultura in un connubio ben riuscito.

La scrittura ha il potere di far vivere una vita autonoma nella mente degli altri” ci ricorda l’autrice, analizzando il processo di scrittura e la propria voce narrante, in quel dualismo difficile da interpretare, di narratore e testimone oculare.

Questo libro, che mi raggiunge come dono del tempo, sa come soddisfare tante curiosità e fa nascere il gusto della ricerca.

Dipinto e narrazione sono riusciti ad avvicinarmi al mistero e a rendermi partecipe. Cosa mi riserverà l’altro volume che fa seguito a questo? Chi è Angela?

MARIA TERESA LEZZI FIORENTINO

Un dipinto di Francesca Mele è il motivo ispiratore della vicenda narrata in queste pagine: un bellissimo volto di donna intorno al quale sembra aleggiare un mistero.

L’autrice, che casualmente ne incontra lo sguardo, è sedotta e turbata dal suo fascino sottile e penetrante e dalla forte sensazione di essere in presenza di una figura vitale, pulsante, che appartiene ad un tempo sospeso, remoto, lacerata da un dolore acuto, definitivo.

“La donna misteriosa emana un sottile calore, come un ribollire nascosto, un ardore pronto a divampare; dietro la superficie dei suoi lineamenti sembra vivere e respirare”.

Chi è mai questa donna che ha il potere di provocare tanto turbamento?

Non resta che indagare… cercare una sia pur sottile prova della sua eventuale esistenza passata o presente nella vita reale.

Un triste quanto imprevisto evento consente, a chi scrive, di scoprire la vera identità della donna del dipinto: è Aurora Maglione, uccisa in Calabria a ventisette anni e dunque scomparsa da sedici. Ci si addentra quindi in una storia perversa e torbida di amore e di morte dove padroni, succubi, carnefici e vittime svolgono un ruolo precipitando come se si fosse inclinata la brocca della loro anima.

Il romanzo pone infine due importanti enigmi: chi e per quale turpe motivo ha voluto spegnere quella giovane vita? Quale mistero ha consentito la coincidenza temporale tra la creazione di quel volto sulla tela e la morte di Aurora?

La soluzione del primo enigma è lasciata all’intuito del lettore; mentre il secondo, che impregna l’intera ossatura del romanzo, per la sua complessità, spinge l’autrice a chiedere l’ausilio del pensiero filosofico greco e della antica saggezza Vedica.

In copertina:
Untiled, FRANCESCA MELE
2005 (olio su yuta)

Laurea in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma. Sudi filosofici presso L’università degli Studi di Lecce. Baccalaureatus in Teologia e Licenza in Scienze della Religione presso La Pontificia Università del Laterano in Roma. Responsabile Nazionale della Commissione Arte e Cultura della Federazione italiana Donne arti Professioni Affari : FIDAPA
Pubblicazioni: ” Amelia” Ed. del Grifo Lecce;” La casa col pino” Mephite editore – Avellino. ” Il Gabbiano” Lupo Editore Lecce; ” Un volto dal tempo- il ritorno di Diamante” Edizioni G:Laterza Bari

Pubblicato da Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Maria Teresa Lezzi Fiorentino vive a Lecce, sua città natale, dedicandosi alla famiglia e al lavoro. Coltiva da sempre due grandi passioni, lettura e scrittura, per sé e per tutti coloro ai quali riesce a trasmettere il proprio entusiasmo. Il fulcro intorno a cui hanno ruotato i suoi scritti, articoli e recensioni, è stato per lungo tempo l’assetto metodologico-didattico, con un’attenzione particolare alla sfera emozionale e al benessere degli alunni. Dopo un appassionante percorso professionale in varie scuole del Salento, che ha visto l’autrice insegnante di scuola materna, psicopedagogista e docente di materie letterarie, nel 2018 avviene la svolta ed inizia una nuova stagione della vita,in cui la scrittura privilegia la narrazione, partendo dalla quotidianità e dalla memoria del tempo vissuto. È tempo di racconti brevi, lettere, autobiografie e recensioni. Sono dell’autrice, pubblicati con Youcanprint:Di vita in vita, La via maestra, Spigolando tra i ricordi, Passo dopo passo … e altri racconti.

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