Wild card for wild life, Hugo Bandannas

Già il sottotitolo del libro “ La solitudine dei non classificati”, ci porta subito nell’immaginario dell’autore.

I non classificati , coloro che vivono in un sottobosco metropolitano, sempre ai margini della società;   cosa e chi decide cosa è normale nella nostra società e ciò che non lo è?

.Il gioco come voglia di riscatto in parte, ma soprattutto l’unica cosa che riesce a creare adrenalina e voglia di vivere. Del resto il gioco è una malattia ed il vero giocatore è colui che continua a perdere ma sogna sempre di rifarsi.

“Se non riesci ad individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco, allora il pollo sei tu”.

“ Il posto più inquietante del mondo? La mente abitata dai fantasmi”

I vari personaggi  raccontano i loro deliri interiori in monologhi quasi con se stessi. Un’introspezione continua nei meandri delle proprie menti abitate da fantasmi  e dell’inconscio in un susseguirsi di pensieri che si sovrappongono uno all’altro. Anche l’uso del dialetto ti inserisce perfettamente e ti fa vivere l’ambiente in cui bazzicano e bruciano i loro giorni.

Malignaggy era partito come abile e spregiudicato atleta dell’azzardo, ma poi era finito per

azzardarsi troppo discendendo nella distrofia amatoriale dei non classificati. Se io ero l’umanista

che aveva imparato a salvarsi l’anima, lui era il matematico, il re delle statistiche, che sapeva come

salvaguardare la carne in ogni condizione.

Il mondo dello sport , un torneo tennistico di quartiere dove si lanciano senza pensarci su due volte solo per la possibilità di vincere il primo premio, in fondo anche questo è un gioco d’azzardo.

Un linguaggio colto e trascinante ed il lettore si perde nei meandri delle costruzioni dialettiche a tratti surreali , ma che  rendono perfettamente l’idea di una vita ai margini.

E pagina dopo pagina la riflessione arriva in automatico; ci vuole poco per diventare non classificati, basta perdere  di vista le regole della vita, che come nel gioco sono imprescindibili. Si scommette , si vince  e si perde nel gioco come nella vita, e se perdi  puoi sempre rifarti, anche se continui a sentirti non classificato.

Hugo Bandannas, classe 1974. Origini perse nella leggenda: centro Italia di sicuro. Rock star decaduta prima dell’ascesa bruciatosi in gioventù a colpi di punk provinciale sulle catramose coste tirreniche…incantatore di serpenti, poeta laddove manca la poesia….

La trama

L’autore dedica Wild Card for Wild Life – La Solitudine dei non classificati, alla tennista ceca Jana Novotna scomparsa prematuramente a causa di un brutto male.

Il brevimanzo concentra l’attenzione su uno sport, il tennis appunto, raccontandone attraverso metafore, le regole e il vissuto di giocatori alle prese con un mondo fatto di scommesse, sconfitte e vittorie perché, come dice Tommaso Landolfi ” E’ il perdere che dà emozione al giocatore, questa perenne sensazione di potersi rifare”

Pubblicato da Elisa Santucci

Sono Elisa Santucci, fondatrice ed amministratrice dall'8 luglio 2016 . Il blog nasce dalla mia passione per i libri da sempre, dalla voglia di parlarne e fare rete culturale, perché io penso che il web, i blog, i social si possono usare in tanti modi, io ho scelto di creare un'oasi culturale. io sono pienamente convinta che leggere ci insegna a pensare e a essere liberi. "Leggere regala un pensiero libero come un volo di farfalle, un’anima con i colori dell’arcobaleno , forza e creatività" è il mio motto. Editor freelance, correttore di bozze, grafica. Servizi editoriali .

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