WORLD PASTA DAY – 23^ Edizione: SUA MAESTA’ LA PASTA

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“Deve essere stato un momento straordinario quello in cui l’inventore della forchetta, degli spaghetti e del pomodoro, si sono incontrati” (F. Caramagna)

Giunge alla sua 23^ edizione la Giornata Mondiale della Pasta, piatto della cucina mediterranea più conosciuto e amato al mondo, ideata e istituita dall’Unione Italiana Food e IPO, International Pasta Organisation, il 25 ottobre del 1998.  Ricorre inoltre l’11° anno dal riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea a Patrimonio Immateriale dell’Umanità.  Numerose le iniziative benefiche messe in campo anche in questa edizione, cui hanno aderito circa 150 ristoranti italiani e internazionali.  L’obiettivo di quest’anno è quello di raggiungere i 300 mila piatti di pasta che i pastai italiani doneranno alle mense della Caritas in quattro grandi città italiane: Milano, Roma, Napoli e Palermo.

La pasta, regina della cucina italiana, è uno dei piatti che riesce a mettere tutti d’accordo. Lunga, corta, liscia, rigata, fresca, integrale, ripiena o all’uovo, impossibile non riuscire a incontrare il gusto adatto a ogni palato. 

L’Italia, non è solo il Paese che ne consuma di più ma è anche il maggior produttore al mondo.  Ma, da dove arriva la pasta? Qual è la sua genesi?  Non esistono testimonianze precise sulla sua origine, a differenza del pane di cui si trova traccia già tra gli scavi risalenti al periodo neolitico, la provenienza della pasta è ancora oggi molto discussa.  Pare abbastanza veritiero però, che né Greci, né Romani ne conoscessero l’esistenza e questo ha fatto sì che si ipotizzasse, in un primo momento, che i suoi natali avessero radici cinesi o medio orientali e giunta poi fino a noi grazie agli arabi attraverso la Sicilia.  I primi riferimenti chiari risalgono alla fine del medioevo  ma si deve arrivare alla metà del 1900 per avere, grazie a Giuseppe Prezzolini, la dimostrazione inconfutabile della totale estraneità della Cina o meglio, la prova tangibile che non fu Marco Polo a introdurre in Italia la pasta alimentare in seguito al suo ritorno dalla Cina nel 1296, poiché già prima di quella data il Mediterraneo era il commercio di “obre de pasta” secondo quanto riferiva il popolo sardo. Ma, come entra nell’immaginario mondiale l’idea che la Cina possa essere stata la patria della pasta?  Nei pressi del fiume Giallo, nella zona Nord Occidentale cinese, fu rinvenuto dagli archeologi un piatto di spaghetti risalente a circa 4000 anni fa. Il piatto fu ritrovato capovolto e sotto tre metri di detriti dovuti probabilmente a un violento terremoto.  La scoperta venne riconosciuta e pubblicata anche sulla rivista scientifica Nature.  La pasta rinvenuta in Cina, però, pur apparentemente simile alla nostra, era di fatto un ricavato di farina di miglio e non di semola di grano duro, ingrediente base della pasta secca alimentare.

Dicevamo poc’anzi che probabilmente la pasta arrivò in Italia grazie agli Arabi in seguito alla dominazione Sicula. Difatti intorno ai primi anni del 1100, Al Idrisi, geografo arabo al servizio di Re Ruggero II di Sicilia, descriveva il paese di Trabia, in provincia di Palermo, come un luogo ricco di mulini ove nasceva “un cibo di farina a forma di fili” chiamata Triyah (dall’arabo itryah-focaccia tagliata a strisce) che veniva esportata in tutto il Mediterraneo. E anche se già ai tempi degli antichi romani sembra esserci qualche testimonianza in merito alla preparazione di pasta fresca con acqua e farina, chiamata lagana, furono proprio gli Arabi a ideare l’essiccazione della pasta per poterla conservare e consumare durante le loro peregrinazioni, dando forma a quelli che poi vennero chiamati “maccheroni”, ovvero cilindretti di pasta forati al centro.  Il termine maccherone deriva dal latino “maccare” – pestare, che è esattamente l’azione da compiere per lavorare l’impasto.

Bisogna attendere un decreto del 1509 del viceré spagnolo di Napoli Don Giovanni D’Aragona, per attribuire al termine “pasta” il significato di categoria merceologica.  Partirono infatti da Napoli e poi Palermo e Genova, grazie all’introduzione del torchio e della gramola, le prime trasformazioni di un impasto fatto da acqua e farina, in ciò che conosciamo oggi.

Pur se di origine controversa, la pasta, è stata sicuramente una delle migliori “invenzioni” culinarie più importanti e successivamente all’importazione del pomodoro dal Perù nel 1554, si poté celebrare il matrimonio più duraturo al mondo.

CURIOSITA’:  La più antica testimonianza sulla pasta in Italia la troviamo sulla Tomba dei Rilievi a Cerveteri- Roma- , una tomba etrusca sulla quale sono raffigurati mattarello, spianatoia e rotella, arnesi necessari alla preparazione della pasta fresca.

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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