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“Il Libro della Grandezza – Dialoghi con i Maestri Invisibili”, di Andrea Panatta.

“Il Libro della Grandezza – Dialoghi con i Maestri Invisibili”, di Andrea Panatta

Andrea Panatta
C’è una reale grandezza in ognuno di noi, che prescinde dalla nostra volontà e dal nostro ego, e che spesso si mostra nelle situazioni di difficoltà, donandoci il potere e la forza di restare centrati anche in mezzo a un ciclone. Attraverso un profondo e illuminante dialogo con i propri Maestri Invisibili, Panatta ci accompagna a riscoprirla e con essa a ricontattare l’essenza più vera e potente che alberga nel profondo di ogni essere umano. Un libro dedicato a tutti coloro che prendono la vita come una serie continua di possibilità e occasioni per essere di più, comprendere di più e scoprire di più sul rapporto fra l’interno e l’esterno. Un viaggio delicato e appassionante dentro la nostra personale grandezza, in grado di rendere più chiara quella meravigliosa dinamica che si instaura tra i propri maestri invisibili e la vita quotidiana e che ci conduce a riscoprire che il rapporto con lo spirito, lungi dall’essere un gioco fantastico, può concretamente migliorare e dare più potere sulla vita reale, rivelandosi il più potente strumento di crescita.

Introduzione

“La grandezza non tollera le proiezioni né i paragoni. La grandezza vi spinge invece a guardare lontano, fuori dagli schemi e dalle convenzioni e tu l’hai accolta ma solo in minima parte, perché come fanno quasi tutti hai continuato a guardare indietro e a chiederti “E se sbagliassi a non essere come tutti gli altri?” Queste domande uccidono la grandezza, oltre che la serenità“. (Andrea Panatta)

Aneddoti personali

Tipico della razionalità è diffidare di tutto ciò che non può essere spiegato secondo criteri cosiddetti “logici” perché, aveva ragione Antoine De Saint Exupéry, l’essenziale è invisibile agli occhi . Gli occhi a volte possono ingannare ma è ciò che “vediamo” con il cuore l’anima di tutto.

Recensione

Cos’è la Grandezza di cui parla Andrea Panatta? E chi sono i Maestri Invisibili? I Maestri Invisibili sono gli Spiriti Guida, detentori dell’umanità, che ognuno di noi sarebbe in grado di risvegliare se solo avesse davvero il desiderio di svelare e dare ascolto al proprio IO. Chi ha avuto modo di avvicinarsi alla lettura dei testi di Igor Sibaldi e Brian Weiss, per citarne due, sa benissimo di cosa stiamo parlando e dell’importanza dei Maestri Invisibili. Ognuno di noi possiede almeno tre IO: quello vero e autentico, quello che tutti evitano di mettere in discussione perché dipende da ciò che gli altri pensano di noi, e poi c’è quello di cui spesso ignoriamo l’esistenza, o forse sarebbe più corretto dire di cui abbiamo “dimenticato” l’esistenza. E’ quello del “sapere universale”, quello che ci accompagna da prima di venire al mondo ma che in molti abbandonano durante la crescita, quando i “filtri” prendono il sopravvento e alcune “sensibilità” vengono meno, lasciando campo libero alla razionalità. Ed è esattamente questa la Grandezza di cui ci parla Andrea Panatta, quella che risiede nel nostro IO autentico e più profondo, quella che abbiamo sacrificato crescendo e abbiamo perso e/o abbandonato per paura, per i condizionamenti esterni, per i traumi evolutivi e per tutti quei processi intimi e interiori caratteristici del passaggio dall’infanzia (età dell’istinto) all’età adulta (età della ragione). Sono questi processi, i condizionamenti, le influenze esterne, i traumi etc., che, oscurando la luce dei Maestri Invisibili, limitano e pongono confini alla Grandezza che è lì nella nostra coscienza, nel nostro mondo interiore e non aspetta altro che essere ritrovata. Un po’ come scrive Dante nell’incipit del I Canto dell’Inferno “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una Selva Oscura ché la diritta via era smarrita”. E’ esattamente lì, nella Selva Oscura, nell’abisso del nostro IO più profondo e autentico che risiede la Grandezza. Concetti questi, che potrebbero apparire aleatori e appartenenti a un “mondo altro” che nulla ha a che fare con la normalità intesa come “credo a ciò che vedo”. Ma chi ha detto che i Maestri Invisibili siano “realmente invisibili”? Chiunque è in grado, se lo vuole, di perfezionare quegli strumenti che permettono di affinare le percezioni sottili accedendo a quella dimensione spazio-temporale dell’anima, molto più vasta di quella conosciuta o, come direbbe Jung, verso un Inconscio Collettivo. Ciò di cui si ha bisogno è la volontà oltre che la capacità di accettare i propri limiti, il coraggio di affrontare “l’ignoto” mettendosi in gioco con la ferma consapevolezza che si dovrà essere in grado di mettere in discussione la propria vita, rischiando di trovare e di scoprire lati oscuri della propria personalità talvolta anche poco piacevoli. Trovare la Grandezza quindi, significa raggiungere un percorso di crescita interiore importante, imparare a guardare “oltre”, a uscire fuori dalle convenzioni sociali, dalle dinamiche, dagli schemi e dai condizionamenti esterni dell’omologazione. Mettersi in discussione, interrogarsi senza termini di paragone. Perdersi per ritrovarsi, è questa la chiave che apre le porte alla Grandezza. La Grandezza ha bisogno di luce, ha bisogno di uscire fuori dagli argini imposti da quei lati oscuri che non si conoscono o che si ha paura di svelare. Non esistono confini se si vuol realmente entrare in connessione con la Grandezza, i limiti dimorano nella nostra mente, occorre valicare gli orizzonti, oltrepassare le barriere e i muri di razionalità che ognuno di noi impone a se stesso.
“Ci vuole solo un poco di coraggio per buttarsi nel vuoto e abbracciare il nuovo” , ma affinché tutto ciò si possa realizzare occorre fare pace col proprio passato per non restare ancorati o vincolati a ciò che è stato, o si rischia di ricreare le stesse situazioni anche nel futuro. Vivere nel presente, qui e ora, senza condizionamenti che altro non farebbero che frenare la vita stessa. “Nessuno è veramente vivo se il passato vive per lui” e la Grandezza non potrà manifestarsi finché continuerà a ripetersi ciò che è sempre stato. Ecco quindi che, sembra essere paradossale ma, la Grandezza per svelarsi ha contemporaneamente bisogno di essere e non essere cercata. La disquisizione potremmo portarla avanti a oltranza, e non è affatto semplice provare a spiegare concetti che a molti potrebbero apparire privi di senso quando in realtà estendono la visione su una superficie estesa all’infinito.

Conclusioni

Il testo è scorrevole, ben scritto e dal linguaggio semplice e adatto anche ai neofiti di talune argomentazioni, che sono, al contrario, molto più comprensibili di quanto si possa immaginare. Inevitabile la riflessione su concetti come la normalità, la casualità, i sensi di colpa, l’abitudine, la solitudine, il dualismo tra bene e male, i conflitti interiori etc. L’autore accompagna step by step il lettore attraverso un viaggio tortuoso e difficile da percorrere lungo quella consapevolezza interiore atta ad approdare alla Grandezza personale, capace di rendere migliore la vita e il potenziale che ognuno ha di cambiare il corso degli eventi.
Un libro da leggere, rileggere e tenere a portata di mano da poter consultare quasi alla stregua di un oracolo, ogniqualvolta si pensa di non essere abbastanza o si è sopraffatti da tutti quelli ostacoli quotidiani dei quali, senza rendercene conto, siamo noi stessi gli artefici. Lettura consigliata a tutti e, in maniera particolare, a chi “sente” di essere giunto in quella fase della vita in cui le domande restano spesso prive di risposta.

Teresa Anania

Voto

5/5

Citazioni

La grandezza è sinonimo di originalità, di unicità, e queste cose può trovarle solo chi è stato molto solo. La grandezza poi, è di chi fa miracoli. E chi fa miracoli ha sempre avuto un destino da outsider anche quando è stato costretto a stare nella folla.

Se vuoi seguire la grandezza non dovrai sgranare gli occhi,e nemmeno chiuderli del tutto, ma imparare a socchiuderli per poter vedere interiormente, e dovrai farlo sistematicamente, non una volta ogni tanto.

Devi essere contento di quello che sei, e se non lo sei lavorare per esserlo.Senza questo la barca non parte. Solo dopo ti muoverai verso ciò che vuoi, e non sarai solo nella traversata.

se hai paura di te stesso non potrai mai crescere senza che i disturbatori ti fermino in un modo o nell’altro.

Recensione di Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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