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Tutto il bene che si può di Rye Curtis

Traduttore: Francesca Gatti
Editore: Bompiani
Collana: Letteraria straniera
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 5 gennaio 2021
Pagine: 320 p., Brossura
EAN: 9788845298158

Tutto il bene che si può di Rye Curtis, edito Bompiani

Trama

Cloris Waldrip ha settantadue anni, è devota alla sua chiesa e ama profondamente suo marito, il Signor Waldrip. I due sono in volo per una vacanza lontano dal loro Texas quando un guasto fa precipitare il piccolo aereo da turismo su cui viaggiano, e Cloris è l’unica sopravvissuta: circondata dalla natura ostile dei Monti Bitterroot e armata solo di ingenuità e di un feroce desiderio di sopravvivere, inizia il lento cammino verso casa. Poco dopo l’incidente cominciano le ricerche dei superstiti: a guidarle è la ranger Debra Lewis, reduce da un divorzio doloroso e con una grande passione per il Merlot scadente che porta nel thermos al posto del caffè. Mentre Cloris vaga per valli e montagne, vegliata e aiutata dal più improbabile e segreto angelo custode, la ranger Lewis si lancia nella missione di salvataggio come ne andasse della sua vita e segue le tracce dell’anziana donna – perché le tracce ci sono – insieme a un variegato gruppo di collaboratori: un altro ranger che passa le notti a dare la caccia a un fantasma, un cineoperatore dal cuore spezzato e un volontario dei soccorsi dalle bizzarre abitudini. I giorni diventano settimane; Cloris è sempre più debole, affamata, torturata dal freddo, Debra sempre più ostinata, anche quando rimane l’unica a credere che qualcuno sia sopravvissuto al disastro. E nel folto della foresta sembra che abbia trovato rifugio un serial killer. Qualcosa deve succedere. Drammatico e umoristico, ricco di sfumature, svolte e sorprese, Tutto il bene che si può è il romanzo della sorprendente capacità di adattamento di persone normali in circostanze straordinarie. Con il loro piccolo eroismo Cloris e Debra, due personaggi memorabili, ci ricordano che sopravvivere non basta: per restare umani ci vogliono compassione e dignità.

L’autore

Rye Curtis è uno scrittore texano nato ad Amarillo. Dopo essersi laureato alla Columbia University ha scritto il suo primo libro Tutto il bene che si può (Bompiani, 2021).

Recensione

La lettura di questo libro si può paragonare alla visione di un film dal ritmo lento, che continua a sorprenderti ad ogni passo con nuove scene, meravigliando, incuriosendo, divertendo, pronto a regalarti inattese profonde riflessioni.
La voce narrante è quella di Cloris, insegnante in pensione, che racconta la sua avventura del 1986, quando è precipitata con l’aereo, insieme al marito e al pilota. Aveva 72 anni, ma come tiene a precisare, i monti Bitterroot “ti ricordano che puoi anche essere vecchio, ma per la Terra sei infinitamente giovane”.
Cloris infatti sopravvive, rinasce e si riscopre nel dolore e nella forza, in una resistenza che mai avrebbe immaginato di possedere.
“Ero arrivata alla fine di un mondo, su quell’aeroplanino, e in quella calma innaturale mi calai dallo squarcio e venni alla luce di nuovo in un altro mondo.”
Al racconto in prima persona si alternano pagine riferite alla squadra di soccorso del Servizio forestale, dove vanno in scena altre vite, che ruotano intorno a quella di Debra Lewis, l’agente che si ostina a proseguire le ricerche, convinta di poter ritrovare Cloris. È una donna che appare con tutta la sua forte-fragilità, tra dubbi, delusioni, certezze, nel rapporto che la lega ai colleghi.
“Noi cambiamo gli altri e gli altri cambiano noi in continuazione.”
Cloris ragiona da vecchia signora mentre compie azioni da giovane donna e non finisce di stupire la disinvoltura con cui racconta particolari talvolta agghiaccianti, cedendo alla tentazione di un confronto con la quotidianità di un tempo.

“Quando una mente ha settantadue anni di pensieri, può funzionare in modo strano, come l’aspirapolvere, che dopo ventitrè anni il marito si rifiuta di sostituire.”
“Lo voltai e liberai un braccio. Le articolazioni scrocchiarono e pensai alla gamba rigida del vecchio tavolo da gioco …”
O quando si chiede “se una volta trovato il suo corpo saranno in grado di determinare la sua età dai segni sulle ossa, come si fa coi cerchi dei tronchi.”
“Aveva sputato un pezzo della mascella con i denti ancora attaccati …”
Cloris tremante, bagnata fradicia, affamata, sconfortata, urla di rabbia, prega, si lascia andare, poi ritrova la propria forza, sorprendendosi per prima per la resistenza dello spirito umano.
“Io sono il più grande mistero per me stessa.”
Nella sua avventura però non è completamente sola. C’è un’ombra che la segue, una presenza che diventa di momento in momento più importante, un’incognita da scoprire. Un angelo custode? Un uomo mascherato?
Quando i gesti si associano ai ricordi Cloris ritrova stralci della propria gioventù, come quello di Garland, il bel ragazzo con cui ha tradito il marito…
“Gli anni mettono i ricordi al loro posto, ma alcuni sono sconvenienti e gli piace tornare al momento meno opportuno.”
È il lontano passato, fuori posto, ma lei, su quei monti, voleva soltanto che “il pensiero del Signor Waldrip fosse l’ultimo nella sua mente.”
“Le fasi del lutto sono tante da spalancarti di fronte uno spettro infinito di nostalgia e un vasto senso di perdita.”
“Il lutto è il momento più freddo della notte.”

Tornare a casa era proprio l’obiettivo della sua sopravvivenza?
“Presto saremo tutti solo un racconto e la gente che verrà potrà decidere quanta verità e bontà c’è stata dentro ognuno di noi.”
Il discorso diretto non introdotto dai segni convenzionali rende la narrazione ancora più fluida e la lettura scorre, mentre seguiamo con attenzione le vite di Cloris e Debra, alla ricerca di “tutto il bene che si può” cercare, apprezzare, vivere, fare nella propria esistenza…
Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Pubblicato da Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Maria Teresa Lezzi Fiorentino vive a Lecce, sua città natale, dedicandosi alla famiglia e al lavoro. Coltiva da sempre due grandi passioni, lettura e scrittura, per sé e per tutti coloro ai quali riesce a trasmettere il proprio entusiasmo. Il fulcro intorno a cui hanno ruotato i suoi scritti, articoli e recensioni, è stato per lungo tempo l’assetto metodologico-didattico, con un’attenzione particolare alla sfera emozionale e al benessere degli alunni. Dopo un appassionante percorso professionale in varie scuole del Salento, che ha visto l’autrice insegnante di scuola materna, psicopedagogista e docente di materie letterarie, nel 2018 avviene la svolta ed inizia una nuova stagione della vita,in cui la scrittura privilegia la narrazione, partendo dalla quotidianità e dalla memoria del tempo vissuto. È tempo di racconti brevi, lettere, autobiografie e recensioni. Sono dell’autrice, pubblicati con Youcanprint:Di vita in vita, La via maestra, Spigolando tra i ricordi, Passo dopo passo … e altri racconti.

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