Virginia Vive di Maria Francesca Consiglio

Virginia Vive di Maria Francesca Consiglio

Virginia Vive – Poesie sulla perdita e sulla Rinascita

Se cadi non disperare, se ci credi veramente riuscirai ad alzarti!

Ho letto questa silloge poetica con molta attenzione, desideravo conoscere il confine tra la perdita e la rinascita presentatoci dall’autrice.

Il libro è strutturato in due sezioni: la prima, dove il concetto della perdita è esteso a 360 gradi, la seconda dove la negatività si fa da parte per lasciare spazio alla luce, alla speranza, alla rinascita.

Il linguaggio è elegante, aggraziato e a volte ricercato, da me molto apprezzato!

I versi iniziali ci parlano di pregiudizio, di abbandono, di un amore finito, di una vita tormentata, ma anche della perdita delle proprie radici e di un immenso senso di smarrimento.

“ Tutto è stato visto con occhi di giudice, crocifiggendo le parole, imbavagliando i sensi. L’anima m’abbandona per infiniti momenti. Sono nero aquilone che non conosce la passione del vento”.

Parole importanti che rimangono incise sul cuore, che ne graffiano il battito, che lasciano tanta amarezza.

L’amore che fa male, che fa piangere, che distrugge i sogni.

“ Mai come adesso vedo la nudità del tuo animo. Si scioglie il trucco senza il pianto. Ti meriti  abbracci di foglie invecchiate. Ti meriti una porta senza maniglia”.

Ma la delusione si espande come una macchia indelebile e riflette quel mancato amore tra madre e figlia, tra i popoli del mondo  fino a raggiungere l’assenza della propria autostima.

“ Il mio animo pretendeva d’esserti figlia. Venezia vuoi tu abbracciare l’abisso per non ammalarti del non amore del mondo?”

La poetessa marca il bisogno di pace che si respira tra gli animi stanchi della gente. Una perdita, la sua, che sta asfissiando l’essere umano.

“ La madre guerra che soffoca l’infante nella culla”.

Ma per fortuna non tutto è perduto; proprio quando quella fiammella sembra spegnersi  la luce trionfa e illumina l’oscurità. E’ il tempo della rinascita! L’amore salva, l’amore solleva, l’amore vince! L’amore quello vero, senza pregiudizi, senza limiti, senza barriere.

“ Ama le pieghe della mia bocca, figlie dei tuoi occhi. Tu sei esagono attorno alla vita mia di cerchio. In te perdo gli incubi. Di te son fatti i miei sogni”.

Il tramonto s’inchina all’alba, l’inverno cede il posto alla primavera, le lacrime ricamano un sorriso. Il passato non fa più male, il passato è lontano, il passato è passato!

“ Sei acqua che la durezza piega, che purifica le vie del passato”.

Il titolo “ Virginia vive” rappresenta un inno alla vita, alla speranza e alla forza dell’animo.

Prima di concludere la mia recensione volevo fare un appunto riguardo la presentazione del libro da parte dell’autrice; a mio modesto avviso è stata una nota molto approfondita, che ha tolto parecchio al lettore. La silloge è stata spiegata in maniera dettagliata e accurata, sinceramente ha lasciato poco spazio all’interpretazione dei versi. Questa è una mia considerazione che, ovviamente, può essere condivisa o meno.

Ciò nonostante le liriche sono veramente belle, meritevoli di notevoli apprezzamenti. Faccio i complimenti alla poetessa Maria Francesco Consiglio, consigliando la lettura di “ Virginia Vive”.

L’autrice

Cultrice dell’anima, da sempre focalizza la propria attenzione sulla comprensione della sfera emotiva umana, “luogo” affascinante dell’essere, tempio sacro dove la sofferenza, esorcizzandosi attraverso dialogo ed arte, si traveste di poesia. Mette dunque a disposizione dell’inconscio la propria penna, canalizzando ogni energia nella stesura di scritti, spesso ispirati dalla necessità di raccontarsi e dunque di liberare pensieri e dolori, manifestazioni indispensabili per esprimere pienamente se stessi. Portavoce inquieta, definisce l’arte il più efficace anestetizzante per gli affanni dell’anima. Il suo stile alterna metafore e paradossi. Alcune delle sue poesie (ed aforismi) sono state inserite all’interno di raccolte ed antologie edite dal 2013 in poi. Nel 2014 si classifica tra i primi dieci al Concorso Nazionale di Poesia inedita “Libera Verso” con “Vedova viola”, pubblicata successivamente proprio all’interno dell’antologia dedicata ai poeti partecipanti. Nel 2015 pubblica il suo primo libro “Pensieri di una mente pigra”, curandone impaginazione, fotografia e grafica. Nel 2016 pubblica il suo secondo libro “Zibaldanza” nel quale mescola frasi, paragrafi indipendenti e poesia (che trattano varie tematiche quali la famiglia, l’amore, la “nuova” società, il disagio sociale, etc.). Nel 2017, con la poesia “24 pugnalate nella notte d’Agosto”, collabora insieme ad altri autori di tutta Italia alla nascita dell’antologia “Veglia” (a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 nel Centro Italia). Sempre nel 2017 nasce anche “Odi oscure” la sua prima raccolta interamente dedicata alla poesia. Nello stesso anno, con il suo componimento “Fiore di melassa”, si classifica al primo posto del concorso letterario “Città di Ravenna 2017” nella sezione poesia. Nel 2018 pubblica la sua seconda raccolta di poesie “Virginia vive”.

La descrizione del libro

“Ho smarrito la retta via. Guardando le vecchie foto ho pianto il lutto della perdita di me stessa e dell’amore. Eppure, poco tempo dopo, attraversando il dolore, ho compreso che soltanto rompendo le rigide linee degli schemi mentali, dei pregiudizi, delle regole, si è pronti ad abbracciare le imprevedibili curve della rinascita. Ho perduto tanto ma molto mi è stato restituito barattando il mondo per l’universo. Mi sono spogliata delle foglie secche, poi nuda ho accolto l’inverno. Sarà l’ultimo?”

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