Antonio Capolongo ci parla del suo libro ” Messaggio in bottiglia”

Incontro Antonio Capolongo per la presentazione del suo libro alla libreria Raffaello e prima della presentazione ne approfitto per fargli qualche domanda .

Un messaggio in bottiglia fa venire idee romantiche: immagini Robinson Crosoe, Venerdi , l’isola deserta. Come è nata l’idea di usare un messaggio in bottiglia sul lungomare Caracciolo come artificio letterario per raccontare le tue storie .

L’idea del libro nasce dall’incontro con alcune persone che cominciano a raccontarmi la loro storia nella cui evoluzione trovo un filo conduttore, vale a dire la ferma detrminazione di non arrendersi di fronte alle difficoltà, ed il concetto è chiaramente espresso anche nel sottotitolo del libro che è Storie di gente che non si arrende. Ma quali sono queste difficoltà, per rispondere a questa domanda bisogna fare una premessa : fermandosi a quelle pagine che in genere si utilizzano per fare una dedica, il nome che compare in quella pagina è quello di Norman Zarcon, Norman era un brillante dottorando in Filosofia del linguaggio dell’università di Palermo che scelse di morire suicida all’età di 27 anni per opporsi a quel sistema universitario e non che gli stava negando il futuro, e da quel momento il suo gesto è diventato emblematico nel contrasto ad ogni forma di sopraffazione e privazione di diritti, stesse privazioni che subiscono le persone raccontate nel libro. Queste persone hanno sofferenze simili a quelle di Norman e combattono e lottano anche quando la vita sembra vacillare per rivendicare i loro diritti. E per una migliore stesura del libro mi è sembrato doveroso risalire alle fonti di quei racconti che mi facevano, per verificarne la veridicità e non essere titubante soprattutto quando si citano personaggi come il Ministro del lavoro, il Ministro dello sviluppo economico, i dirigenti sindacali e altri personaggi delle istituzioni fino al Presidente della Repubblica. Quindi ho letto tutto il materiale e gli atti pubblici che li riguardavano , tutto quello che avevo a disposizione .

Il libro si apre al lungomare Caracciolo, arriva una bottiglia con alcuni messaggio all’interno, presenti a questo ritrovamento sono un gruppo di persone, quindi si decide di aprire i vari messaggi tutti insieme , con un appuntamento settimanale, che diventa settimana dopo settimana un rapporto di amicizia ,di unione, forse di curiosità, la voglia di raccogliere il grido d’aiuto presente in ogni messaggi . E’ anche un pò un modo per raccontare la nostra terra, con questi slanci di curiosità , generosità e voglia di stare insieme.

Sono solidali pensano di poter aiutare tutte le persone che leggono nei messaggi; c’è un messaggio che arriva dall’oceano atlantico settentrionale e verrà tradotto da uno dei trovatori, e così settimana dopo settimana andranno avanti , fino ad arrivare al messaggio più corposo parla di  200 lavoratori che rischiano il lavoro per scelte aziendali e uno di loro : Marcello Marchesi cerca di impedirlo in ogni modo. Si mettono in contatto con Sofia la moglie di Marcello che li invita ad Orbetello in Toscana, la donna consegna ad Antonio del materiale, dei dossier che prova tutto il lavoro fatto da suo marito

Pubblicato da Elisa Santucci

Sono Elisa Santucci, fondatrice ed amministratrice dall'8 luglio 2016 . Il blog nasce dalla mia passione per i libri da sempre, dalla voglia di parlarne e fare rete culturale, perché io penso che il web, i blog, i social si possono usare in tanti modi, io ho scelto di creare un'oasi culturale. io sono pienamente convinta che leggere ci insegna a pensare e a essere liberi. "Leggere regala un pensiero libero come un volo di farfalle, un’anima con i colori dell’arcobaleno , forza e creatività" è il mio motto. Editor freelance, correttore di bozze, grafica. Servizi editoriali .

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