“Il Limbo del Gelso Bianco”, di Antonella Ricciardo Calderaro

…Già il gelso bianco. Quel maestoso albero che svetta davanti all’ingresso di casa sua, proprio lui sarà eletto a fulcro della festa. Con i suoi rami oggi frondosi e i segni della crescita sul suo tronco, è l’elemento che più connota la storia di Vittoria, cresciuta in un limbo sospeso, lontana da quanto suggerisce amore, e oggi “frondosa” e solcata da esperienze che lasciano un segno durevole e proiettato verso la vita. (cit.) …

“Il Limbo del gelso bianco” è la seconda opera dell’autrice siciliana Antonella Ricciardo Calderaro, opera vincitrice del Premio Letterario Giornalistico Piersanti Mattarella.   Particolare la scelta del titolo; il gelso bianco nel linguaggio dei fiori è simbolo di vanità ma anche di benessere psico-fisico e di sicurezza interiore. Il limbo, al di là della concezione teologica e del significato attributo da Dante, è quello stato di sospensione tra due stati d’animo; trovarsi in una condizione di indecisione, di incertezza e non sapere quale via intraprendere. Una volta terminato di leggere il testo, ritornando al titolo ci si accorge che in esso è proprio racchiusa l’essenza stessa dell’intera narrazione. E questa è esattamente la condizione in cui versa lo stato d’animo di Vittoria, protagonista principale del romanzo che si trova ad affrontare il suo personalissimo limbo attraverso un viaggio, non solo fisico, soprattutto psicologico, emotivo ed emozionale, attraverso un ritorno alle origini per poter far pace col passato, condizione fondamentale per proiettarsi a vivere nel futuro. 

I titoli dei dodici capitoli di cui è composto il romanzo non sono buttati lì a caso, ma nulla lo è nel corso di tutta la narrazione, e sembrano evocare gradualmente gli step del viaggio chiarendo man mano l’evolversi dei fatti.  Ambientato in Sicilia lungo la catena montuosa nebroidea degli appennini siculi e della costa tirrenica dell’isola, dove Vittoria Lizzardi Castillo, ultima discendente di una famiglia prestigiosa, rientra presso la villa dalla quale era stata costretta ad allontanarsi successivamente a un terribile evento.  Il passato di Vittoria, la storia della sua famiglia, le vicende contingenti, i personaggi legati a Villa Lizzardi, si sveleranno a poco a poco e, come tanti piccoli tasselli, arriveranno a completare anche il puzzle della memoria e delle tante domande prive ancora di risposta.

Numerosi i personaggi che ruotano intorno alla donna tra i quali spiccano in maniera imponente soprattutto nelle assenze, Mamma Grazia, l’anziana governante, e sua figlia Aurora amica da sempre di Vittoria. Da apparenti figure marginali diventeranno fondamentali man mano che ci si addentra nella narrazione facendo da filo conduttore tra passato e presente.  Emergono tra le pagine le svariate contraddizioni di uno spaccato socioculturale cui la Sicilia e i siciliani sono abituati.  La terra degli opposti dove tutto è il contrario di tutto, ma allo stesso tempo è il luogo dell’accoglienza, del calore umano, del sole che accarezza la pelle, della salsedine che penetra i polmoni; dove i profumi, i colori, gli odori, le tradizioni fanno parte del DNA di chi ci è nato e si impongono con una naturalezza disarmante in quello di chi ci vive.  La Sicilia non è una regione, è un pezzo di pelle che ti si cuce addosso e della quale non puoi farne a meno, e vivendoci da quasi trent’anni conosco esattamente la sensazione!

Non voglio entrare nei particolari della storia che Antonella ci racconta; lascio al lettore l’esperienza di un tour scandito dal tempo che nonostante tutto sembra essersi fermato.  Bella, suggestiva ed evocativa la cover del romanzo che riprende un dipinto, olio su tela, del maestro John Picking dal titolo “Il futuro dell’arcadia”.

La scrittura è fluida ed estremamente forbita pur se a tratti interrotta da frasi o locuzioni dialettali che pur conferendo maggiore enfasi alla narrazione poiché nessuna cosa esplica meglio, a volte, un concetto come un’espressione o un’intercalare dialettale, diventa pur tuttavia un limite per chi non ne comprende il significato reale e/o l’ironia scaturita dal doppio senso o dal valore figurativo, specie se non facilitato dalla traduzione a piè di pagina o in un glossario finale.  Dettagliate le descrizioni dei luoghi, dei personaggi, della cucina tipica regionale ma manca quel quid in più che riesca a rendere visiva la parola scritta facendo immergere il lettore in un mondo altro fatto di sensi e immaginazione.   Nel complesso una lettura che mi sento di consigliare specie a chi è alla ricerca della propria identità e per farlo ha bisogno di ripartire esattamente da dove fa più male.

Teresa Anania

Il limbo del gelso bianco, romanzo che si inserisce nel genere odeporico-memoriale, è il resoconto del ritorno ‘epico’ di una donna che da Milano, città nella quale è stata catapultata da un fatto di sangue, torna alla sua terra, la Sicilia, scavalcando divieti e costrizioni e sfidando il pericolo che incombe su di lei dal giorno dell’evento. Ultima discendente di un’antica e prestigiosa famiglia, ripercorre i sentieri di una vita non vissuta, se non nella sua immaginazione, scandendo le tappe del viaggio con gesti ed azioni che hanno qualcosa di rituale e che le consentono di riconquistare «la concretezza delle cose, perché per troppo tempo è rimasta sospesa in un limbo asettico, che l’ha costretta in una dimensione surreale e anaffettiva». Fanno da cornice al percorso luoghi suggestivi che, pur riconoscibili nella morfologia variegata dei Nebrodi, sono percepiti in chiave mitica e innescano.

AUTORE: Antonella Ricciardo Calderaro

TITOLO: Il Limbo del Gelso Bianco

EDITORE: Pungitopo

COLLANA: Delta

USCITA: Gennaio 2020

PAGG: 192-Brossura

PREZZO: €.15,00

EAN:9788899852771

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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