“L’anniversario”, di Andrea Bajani – Feltrinelli Editore

“Si possono abbandonare i propri genitori?
Si può solo fare e io lo feci, con quella ponderatezza definitiva che solo l’istinto consente, perché la ragione, impaurita, altrimenti arretrerebbe.”
 


Il titolo mi fa pensare a uno dei tanti eventi che scandiscono la nostra vita, degni di essere festeggiati o almeno ricordati. Quella scala in copertina, con un corrimano bene in vista e qualche gradino, mi dà il senso di un arrivo o forse di una fuga, ma ogni possibile dubbio si dilegua con l’incipit.

“L’ultima volta che ho visto mia madre, mi ha accompagnato alla porta di casa per salutarmi. Dopo di che ha aspettato di vedermi sparire nell’imbuto delle scale prima di chiuderla.”

Lo leggo tutto d’un fiato ma faticosamente, con la fronte corrugata e i pensieri intrecciati, mentre le emozioni si annodano aggrovigliandosi in un modo che non saprei definire.
Qualche sottolineatura all’inizio, qualche segno per dire a me stessa “poi ci ritorno” o “che cosa vuol dire” e “ma perché uno Strega”, poi la lettura procede senza sosta, perché di questo figlio e della sua famiglia voglio capire di più e vedere come va a finire.
Quanta sofferenza e che analisi profonda di sentimenti e relazioni!
Ci sono realtà che spesso sfioriamo, cercando sempre di comprendere quel che accade, e a volte finiamo col rinunciarvi per non improvvisarci tuttologi. Mi riferisco a relazioni di coppia, dinamiche genitori-figli, casi meritevoli di interventi specialistici.
Lo scrittore fa un resoconto inappuntabile delle lotte intestine alla famiglia, dell’apparire che scherma l’essere, dei nodi irrisolti che necessitano di anni di terapia, della consapevolezza delle vittime che rifiutano il ruolo indossando maschere di apparente neutralità.
“Le foto dei miei trent’anni mi ritraggono pieno di zolle mancanti, sul mento e sulle guance, sfigurato e sorridente.”

Quale angoscia profonda doveva provare se arrivava a strapparsi con le dita ciuffi di barba mentre il padre, a tavola, gli parlava.
Passività? Rinuncia! Donne in gabbia, sentimenti inespressi, volontà schiacciate.
“Torni?” un predicato verbale che ha in sé tutti i pensieri di una madre che non vive, una donna che scompare nella coppia genitoriale.
 
“Per mia madre neanche la morte aveva colore avendo rinunciato da molto tempo alla vita.”

È un libro che fa male.
Si legge con interesse, forse desiderando qualche variazione di tono, qualche pagina che interrompa la descrizione di un disfunzionale in cui scorgiamo tasselli di un’ordinaria normalità di tante famiglie.
E si può leggere per ritrovarsi come la madre rinunciataria o come il figlio in trappola o vedere in quel padre padrone che fa filare tutto per il “suo” verso giusto, uno o tanti che rivendicano ancora oggi quel ruolo.
 
“Il padre convinto di non aver colpe se non quella di aver generato un essere umano con un’emotività esacerbata.”
 
Rispecchiarsi nei personaggi è una delle possibilità offerte dalla lettura, per misurarsi con altre realtà e cercare di capire come la storia di ciascuno possa cambiare e a prezzo di cosa.
Emmanuel Carrere definisce il libro scandalosamente calmo. È vero, ma la narrazione pacata fa vivere emozioni profonde e ci invita alla riflessione e al confronto.
Sono convinta che una tavola rotonda sul libro diventerebbe una seduta terapeutica.

“La madre non avrebbe mai capito perché l’aveva abbandonata.”
 
Però poi c’è quella lettera datata 1971, tre anni prima che lui nascesse … perché? La vita di quella donna si era fermata prima di incontrare l’uomo che sarebbe diventato suo marito? Un dato che ci incuriosisce, ma non avanziamo alcuna ipotesi, il quadro è chiaro in questa nebulosa di sofferenza.
 

Maria Teresa Lezzi Fiorentino

DESCRIZIONE

L’anniversario” di Andrea Bajani racconta la storia di un uomo che, dopo aver tagliato ogni legame con i suoi genitori dieci anni prima, ripercorre i ricordi della sua infanzia e adolescenza segnata da un «totalitarismo familiare». Il protagonista, in prima persona, descrive il rapporto con un padre autoritario e manipolatore e una madre sottomessa, che ha rinunciato a tutto per obbedire al marito. Il romanzo, che esplora la liberazione personale e la difficoltà nel recidere i legami familiari, è un monologo interiore che analizza le dinamiche oppressive e claustrofobiche della famiglia, senza offrire giudizi ma mostrando una dolorosa verità.  

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Pubblicato da Maria Teresa Lezzi Fiorentino

Maria Teresa Lezzi Fiorentino vive a Lecce, sua città natale, dedicandosi alla famiglia e al lavoro. Coltiva da sempre due grandi passioni, lettura e scrittura, per sé e per tutti coloro ai quali riesce a trasmettere il proprio entusiasmo. Il fulcro intorno a cui hanno ruotato i suoi scritti, articoli e recensioni, è stato per lungo tempo l’assetto metodologico-didattico, con un’attenzione particolare alla sfera emozionale e al benessere degli alunni. Dopo un appassionante percorso professionale in varie scuole del Salento, che ha visto l’autrice insegnante di scuola materna, psicopedagogista e docente di materie letterarie, nel 2018 avviene la svolta ed inizia una nuova stagione della vita,in cui la scrittura privilegia la narrazione, partendo dalla quotidianità e dalla memoria del tempo vissuto. È tempo di racconti brevi, lettere, autobiografie e recensioni. Sono dell’autrice, pubblicati con Youcanprint:Di vita in vita, La via maestra, Spigolando tra i ricordi, Passo dopo passo … e altri racconti.

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