
Le piccole libertà, Lorenza Gentile. Feltrinelli editore
Quando una lettrice ti regala un romanzo la prima cosa che ti viene da pensare è cosa voglia dirmi, che messaggio devo cogliere. E quindi ho cominciato a leggere cercando di capire dove dovevo andare…
La prima risposta è Parigi e la libreria Shakespeare and Company, una comune bohemienne dove vige una sola regola ” leggere un libro al giorno” e lavorare due ore al giorno in cambio di ospitalità.
Questa è la risposta solo ad una delle domande che mi ero posta prendendo il libro tra le mani e lo scopro già alle prime pagine, la risposta vera viene viaggiando tra i vari capitoli e la storia di Oliva.
Una piccola libertà porta con se la più grande libertà quella di riuscire ad essere se stessi superando le aspettative che gli altri hanno sempre avuto su di te, sui tuoi doveri, su quello che è giusto e quello è sbagliato.
Le piccole libertà, prendere un treno e andare a Parigi, o dove il cuore ti indica, in cerca delle proprie passioni più nascoste, in fondo ascoltarsi fino in fondo non è l’ingrediente principale della felicità?
Essere figlia, poi moglie, poi madre mettendo al primo posto nella propria vita sempre qualcun altro in nome dell’amore a volte pian piano va a spegnere quello che sei, quello che hai sempre desiderato, anche le cose più semplici come leggere un libro in riva al mare senza preoccuparti della cena, delle esigenze altrui, a volte diventa un lusso. Giorno dopo giorno la mancanza di piccole libertà spegne la voglia di andare a ricercare la libertà più grande: essere te stessa.
Dopo aver capito cosa voleva dirmi la mia amica nel regalarmi il romanzo, è inevitabile andare con la mente alla tua vita, alle piccole libertà che ti sei negata negli anni tanto da non sapere nemmeno più quali erano i tuoi desideri. E come accade da una vita, ti ricordi che un libro non è di chi lo scrive ma di chi lo legge…
La storia è molto semplice e rilassante, una storia semplice di cui non è necessario parlare e fare spoiler. Oliva va a Parigi a cercare se stessa, lasciandosi dietro dei genitori troppo decisionisti sulla sua vita e un tiepido amore che rischia di diventare un matrimonio altrettanto tiepido. Parigi riesce a dare le risposte che cerca, ma è davvero Parigi a dare risposte o il godersi le piccole libertà che aprono il cuore alle più grandi delle libertà: decidere di essere felice?
Oliva ha trent’anni, una passione segreta per gli snack orientali e l’abitudine di imitare Rossella O’Hara quando è certa di non essere vista. Di lei gli altri sanno solo che ha un lavoro precario, abita con i genitori e sta per sposare Bernardo, il sogno di ogni madre. Nessuno immagina che soffra di insonnia e di tachicardia, e che a volte senta dentro un vuoto incolmabile. Fa parte della vita, le assicura la psicologa, e d’altronde la vita è come il mare: basta imparare a tenersi in equilibrio sulla tavola da surf. Ma ecco arrivare l’onda anomala che rischia di travolgerla. Dopo anni di silenzio, la carismatica ed eccentrica zia Vivienne – che le ha trasmesso l’amore per il teatro e la pâtisserie – le invia un biglietto per Parigi, dove la aspetta per questioni urgenti. Oliva decide di partire senza immaginare che Vivienne non si presenterà all’appuntamento e che mettersi sulle sue tracce significherà essere accolta dalla sgangherata comunità bohémienne che fa base in una delle più famose librerie parigine, Shakespeare and Company. Unica regola: aiutare un po’ tra gli scaffali e leggere un libro al giorno. Mentre la zia continua a negarsi, Oliva capisce che può esserci un modo di stare al mondo molto diverso da quello a cui è abituata, più complicato ma anche più semplice, dove è possibile inseguire un sogno o un fenicottero, o bere vino sulla Senna con un clochard filosofo. Dove si abbraccia la vita invece di tenersene a distanza, anche quando fa male. E allora, continuare a cercare l’inafferrabile Vivienne o cedere al proprio senso del dovere e tornare a casa? E soprattutto: restare fedele a ciò che gli altri si aspettano da lei o a se stessa? Quando tante piccole libertà finiscono per farne una grande, rinunciarci diventa quasi impossibile. “Ci sono piccole libertà che ci cambiano per sempre. Perché tante piccole libertà ne fanno una grande.”
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