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I girasoli d’oriente di Imelda Zeqiri

Girasoli d'oriente

Girasoli d’Oriente

Imelda Zeqiri
“Il girasole piega a occidente e già precipita il giorno nel suo occhio in rovina” scriveva Salvatore Quasimodo e su questa frase si costruiscono due storie che si intrecciano e vivono parallelamente tra Oriente e Occidente in un caos colorato di umanità e sacralità. Jane ci accompagna per mano nelle profondità dei sentimenti che contaminano la mente di chi è abituato a non vedere limiti dove ci sono diversità, ma custodisce nell’anima i frammenti di bellezza. Possono le tradizioni essere sovvertite dall’impeto delle follie d’amore? Jane e il suo viaggio in Oriente saranno un’analisi delle emozioni da un punto di vista antropologico e filosofico senza presunzione alcuna di dare delle risposte valide universalmente.
La trappola sociale all’interno della quale mi trovavo come un pesce fuor d’acqua mi faceva mal sperare su un cambiamento da centralizzazione dell’uomo a focalizzazione dei bisogni della natura e dello spirito. La marginalizzazione della bellezza insieme alla rinuncia della dimensione tragica dell’essere umano erano il preludio di un tramonto della specie. Il paradigma dell’umanesimo rinascimentale lasciava il testimone al collasso delle idee. L’uomo era ora l’artefice delle sue azioni ed io facevo parte dell’umana onda che attendeva di giungere a riva per infrangersi e svanire. La cultura che mi avvolgeva era quella della comunicazione senza contenuti ed incontrare un uomo o scoprire che una donna sapeva parlare e trasmettere delle emozioni significava abbandonare lo stato di anestesia e di isolamento nel quale mi trovavo.

Introduzione


“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva,
che ciascuno di loro è.”
Marcel Proust

Recensione

Già dalle prime pagine di “Girasoli d’oriente” ho percepito che non sarebbe stato un romanzo facile da leggere: un coacervo incredibile di tematiche, dalle problematiche personali a quelle familiari, da quelle relazionali a quelle psicologiche, hanno fatto capolino sin dall’inizio.
Un romanzo difficile dunque, ma ho deciso di continuare a leggerlo, facendomi condurre parola dopo parola, capitolo dopo capitolo fino alla fine.
“Girasoli d’oriente” è la storia di Jane, ragazza irrisolta, figlia poco amata, meno attraente della sorella maggiore Giusi, ma è anche la storia di sua nonna il cui passato si intreccia con il presente della nipote per una incredibile legge di attrazione.
Ed è soprattutto la narrazione di un amore complicato che unisce Jane a Arjuna, fino al punto di credere che un sentimento possa bastare a garantire la piena integrazione fra popoli con culture differenti: un amore fragile, perché, probabilmente, non siamo ancora pronti per riconoscere il diritto reciproco di scambiarci la pelle in nome dell’amore.
“Girasoli d’oriente” accende i fari su continenti differenti, visioni agli antipodi del ruolo della donna e di quello dell’uomo e, attraverso lo strumento del viaggio, focalizza in modo macroscopico tale dicotomia.
L’India ci appare nella sua unicità, talvolta brillante e talvolta con i suoi colori pastello, come fotografie di un viaggio oltre l’immaginazione, e la storia personale della protagonista si fonde con quella di un popolo che condivide ma non accoglie, radicato nella sua visione della società.

Conclusioni

Non se se Imelda Zeqiri volesse trasmettere tutto ciò nella stesura della sua opera, ma io, come lettrice, ho avvertito sensazioni davvero incredibili; e poiché un romanzo, dal momento in cui viene pubblicato, non è più di chi lo scrive ma diventa dei lettori e delle lettrici come me, quello che vi ho raccontato è essenzialmente il mio viaggio emozionale fra le pagine di “Girasoli d’oriente”.
Mettetevi in viaggio, leggete questo romanzo!

Voto

3/5

Citazioni

“Quelle due ore trascorse a passeggiare vicino al fiume erano state il mio trampolino di lancio verso esplorazioni profonde di una manifestazione divina che doveva trovarsi anche all’interno di quel corpo. Ero convinta che non ci potesse essere un vero faccia a faccia con Dio perché quella entità era presente in tutti i volti che incontravo e Arjuna aveva fatto emergere quel bisogno di liberazione, mokṣa, per estinguere finalmente il debito karmico che mi portavo dietro sin dalla nascita.”

Pubblicato da Rita Scarpelli

Sono Rita Scarpelli e vivo a Napoli, una città complessa ma, allo stesso tempo, quasi surreale con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. Anche forse grazie a questa magia, da quando ero bambina ho amato la lettura e la scrittura . Nonostante gli studi in Economia e Commercio mi abbiano condotta verso altri saperi e altre esperienze professionali, il mio mondo interiore è sempre stato popolato dai personaggi e dalle storie dei libri che leggevo e ancora oggi credo fortemente che leggere sia un’esperienza meravigliosa. Parafrasando Umberto Eco, “Chi non legge avrà vissuto una sola vita, la propria, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Lo scorso anno ho vissuto l’esperienza incredibile di pubblicare il mio romanzo di esordio “ E’ PASSATO”, nato dalla sinergia dell’ amore per la scrittura con la mia seconda grande passione che è la psicologia. E poiché non c’è niente di più bello di condividere quello che ama con gli altri, eccomi qui insieme a voi!

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