Uno strano amico di Matteo Di Gennaro

Uno strano amico

Matteo Di Gennaro
«”Uno strano amico”, e una storia di amicizia unica. Due mondi diametralmente opposti si incontrano, sgretolando ogni logica, fondendosi in una magica alchimia, divenendo col tempo un unico mondo. I due protagonisti, senza saperlo, sono legati da un passato che inevitabilmente segna le loro vite, catapultandoli in uno stato di rabbia e isolamento, un passato che seppur con motivazioni differenti, colpisce duramente entrambi. L’incontro casuale o forse non del tutto tale, il destino si sa, lavora in modo misterioso, darà col tempo vita ad un’amicizia che riscalderà i loro cuori… e mi auguro, anche i vostri.»

Introduzione

Un uomo prostrato dal dolore per un lutto gravissimo viene ritenuto pazzo perchè rifiuta la realtà e si rifugia in un mondo fantastico.
L’incontro casuale con Paolo e l’amicizia che si instaurerà tra i due, lo aiuteranno ad uscire pian piano da questa situazione di straniamento e a ritrovare se stesso.

Recensione

Paolo, direttore di un piccolo giornale di Parma, da qualche mese si reca alla casa di riposo “La Quiete “ di Bardi per far visita alla mamma lì ricoverata perchè malata di Alzheimer. Per l’incalzare inesorabile della malattia, gli incontri diventano sempre più penosi e frustranti: la mamma non lo riconosce quasi più e solo raramente ha sprazzi di ricordi della sua vita passata.
Tra gli ospiti della casa di riposo c’è Ovidio, un omone grande e grosso e un po’ curvo, che si trascina apatico per le stanze della struttura, dicendo che in realtà si chiama xy69 e di venire da Andromeda un pianeta di un’altra galassia. I medici ritengono che sia pazzo e lo tengono sedato per scongiurare spiacevoli conseguenze.
L’incontro tra Paolo e Ovidio segna l’inizio di una sincera amicizia che via via diventerà sempre più forte e importante. Ovidio si fida soltanto di Paolo e gli parla del suo mondo interiore e della sua visione della vita. Dal suo canto, Paolo è sbalordito dalle parole dell’amico e vuole ad ogni costo aiutarlo. Capisce che Ovidio non è affatto pazzo e che probabilmente le cure a cui i medici lo sottopongono non hanno nessun risultato, anzi lo fanno scivolare sempre più nel baratro della demenza. Con il passare del tempo e con la costante frequentazione, Paolo si rende conto che Ovidio è un uomo molto colto e profondamente buono che ha voluto rimuovere la triste realtà che ha vissuto rifugiandosi in un mondo di fantasia.
Del resto anche Paolo in passato ha vissuto momenti bui da cui è riuscito a venir fuori grazie all’aiuto della famiglia, degli amici e di una introspezione interiore che lo ha portato a fare i conti con se stesso e a trovare finalmente la serenità.
Empatia, ascolto, piccoli gesti di cortesia ed affetto: secondo l’autore del libro, potrebbe essere questa la formula per penetrare il muro di diffidenza verso il mondo eretto da alcune persone duramente provate dal dolore.

Conclusioni

Un libro intenso, pieno di bei sentimenti, dove si parla di amicizia, quella con la A maiuscola, che nulla chiede in cambio.
Si sente che l’autore è molto coinvolto nella storia e che sentiva l’urgenza di scriverla. E allora gli si perdonano anche qualche refuso di troppo e i dialoghi della bella famigliola del protagonista che a tratti potrebbero risultare un po’ mielosi.

Recensione di Anna Gelardi

Pubblicato da Anna Gelardi

Avvocato per tradizione familiare, lettrice per passione. Tirata per i capelli in questa avventura del blog dalla mia amica Rita, ci sto prendendo gusto. D’altronde è quello che ho sempre fatto fin da piccola: leggere, leggere, leggere. Spero di essere all’altezza delle aspettative e di riuscire a stimolare alla lettura tutti coloro che vorranno seguirmi.

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