Il mito di Apollo e Dafne

Il mito di Apollo e Dafne
Apollo e Dafne – Gian Lorenzo Bernini

Ai poeti, ai vincitori di gare olimpiche,o ai laureandi il giorno della laurea, viene posto in capo un serto di alloro, pianta sacra ad Apollo, Dio del sole, della musica, della poesia, delle arti; ma non tutti forse conoscono la tormentata e infelice storia d’amore di Apollo per Dafne il cui nome, in greco, significa appunto lauro = alloro. 

Dalla descrizione dei luoghi, il mito può essere localizzato nell’antica Grecia; non ha invece una collocazione temporale ben definita.  Come per tutti i miti fu prima tramandato oralmente e poi in forma scritta e tra i primi a parlarne fu Ovidio che nelle sue Metamorfosi narra appunto la triste vicenda di Dafne che per sfuggire all’amore del Dio Apollo diventa una pianta di alloro.

…Se non puoi essere la sposa mia, sarai almeno la mia pianta. E di te sempre si orneranno, o alloro, i miei capelli, la mia cetra, la faretra; e il capo dei condottieri latini, quando una voce esultante intonerà il trionfo e il Campidoglio vedrà fluire i cortei. Fedelissimo custode della porta d’Augusto, starai appeso ai suoi battenti per difendere la quercia in mezzo. E come il mio capo si mantiene giovane con la chioma intonsa, anche tu porterai il vanto perpetuo delle fronde!…..

Come per ogni mito, vi sono diverse versioni con finali differenti ma gli elementi principali sono sempre uguali. Vediamo quella più nota.

Apollo nasce dall’unione clandestina tra Zeus e Leto. Dafne è una bellissima Ninfa, protettrice dei corsi d’acqua e sacerdotessa votata ad Artemide, figlia di Gea e Peneo.  Il mito racconta che Apollo dopo aver ucciso il mostruoso serpente Pitone, schernì Cupido dicendogli che lui non era mai stato capace di imprese così degne di gloria. Cupido, profondamente offeso, si vendicò scagliando contro Apollo la freccia d’oro, capace di far scatenare l’amore e la passione folle nei confronti della prima persona incontrata e, contestualmente, la freccia di piombo venne scagliata contro Dafne che invece con lo stesso principio scatena odio e profonda repulsione.  Apollo alla vista di Dafne si innamora perdutamente ed inizia ad inseguirla. Dafne, impaurita e non ricambiando il sentimento, fugge da Apollo e per sottrarsi al suo accanimento invoca Peneo, suo padre, affinché possa aiutarla trasformando il suo corpo, oggetto del desiderio, in qualcos’altro. Ed ecco che poco prima che Apollo possa raggiungerla, Dafne inizia la sua metamorfosi, si irrigidisce, i piedi diventano radici e le braccia dei rami, trasformandosi pertanto in un albero di alloro. Apollo, pentito di essere stato lui la causa di tale fine, si cinge il capo con le fronde dell’albero, proclamando l’alloro sacro al suo culto ed essendo una pianta sempreverde,  segno di gloria sul capo dei vincitori.

Il mito di Apollo e Dafne
Apollo e Dafne (particolare) – Gian Lorenzo Bernini

Il mito di apollo e Dafne, è stato interpretato quale simbolo di vittoria della castità sul sesso, ma fa respirare a pieni polmoni, quanto l’Amore sia irrazionale. Apollo in quanto divinità poteva prevedere come sarebbero andate le cose, ma la passione e l’amore nulla hanno a che vedere con il raziocinio. L’amore può colpire ovunque e chiunque senza preavviso e senza logica. Ma nessuno può obbligare qualcuno ad amare. Si ama per amore, senza se e senza ma, tanto meno per essere per forza ricambiati. Inutile porre in essere tentativi violenti di conquista, costrizioni o soprusi psicologici, nei confronti di chi non ricambia un sentimento. Qualunque scelta, pur se dolorosa, va rispettata. Non scegliamo di amare, ancor meno di chi innamorarsi;( innamoramento e amore pur essendo  due lati della stessa medaglia sono diametralmente differenti, ma questa è un’altra storia),  se l’amore fosse razionale nessuno soffrirebbe. Non si è responsabili dell’amare qualcuno, l’amore accade, non è razionale, non ha controllo ed è complicato a volte. Si è responsabili però di come amare. Occorre rispetto e accettazione in primis, perché per quanto si possa essere travolti da un sentimento autentico e privo di ogni logica, non si può non tenere presente cosa “prova” l’altro.  Non è semplice né piacevole accettare un rifiuto, ma lasciare andare è l’atto d’amore più grande che si possa fare. L’Amore è l’unione tra due persone che reggendo le due estremità dello  stesso filo cercano di accorciare le distanze; non può e non deve essere una catena con la quale tenere al guinzaglio qualcuno contro la propria volontà: l’Amore non è possesso perché l’amato/a non è un oggetto!!

Teresa Anania

 

Immagini e fonti web

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.