Intervista a Marcella Nigro

Marcella Nigro nata a Modena e bolognese di adozione, è da sempre assistente di direzione. Negli anni la sua attività professionale l’ha condotta ad approfondire gli aspetti più labili  della personalità dell’individuo che celano caratteristiche che vanno oltre ogni immaginabile e recondito pensiero della natura umana. Il perfetto connubio tra le sue passioni, la scrittura e la narrativa noir ed erotica, l’hanno naturalmente e finalmente condotta a cimentarsi nel suo primo romanzo.

Abbiamo chiacchierato con lei e ci ha parlato di sè e del suo libro.

Il Segreto dei Mc Finn la recensione

Ciao Marcella, il tuo libro segna la nascita di un nuovo genere letterario “noir erotico”

Ci racconti da cosa prende vita questo connubio?

Ti ringrazio di questa domanda. Solo per questo motivo dovrei essere orgogliosa della    pubblicazione di questo libro: aver dato vita ad un nuovo genere letterario che ne renderà   immortale l’autrice nella storia della letteratura. In realtà sono numerosi i motivi per i quali sono soddisfatta di aver finalmente dato vita ad una storia che miscela gli aspetti psicologici di una narrazione nella quale vengono compiuti omicidi (noir) e gli aspetti sessualmente   espressi e anatomicamente descritti (erotici). Il connubio ha una base comune: la passione intesa come istinto primario. I sentimenti che animano l’istinto omicida e quelli che danno vita al sesso in tutte le sue forme, credo non possano essere repressi, almeno per sempre.Con questo non intendo giustificare chi compie un omicidio e chi usa violenza sessuale,anzi, ma li considero elementi presenti in ognuno di noi, più o meno latenti. L’educazione e la cultura contribuiscono a gestirli, ma la loro espressione non sempre scaturisce nel modo naturale e appagante.

L’intimo segreto dei McFinn è ambientato in Scozia, perché questa scelta?

Il romanzo è ambientato in Scozia perché amo la cultura anglosassone. In particolare credo che il popolo scozzese sia simile, per molti aspetti, a quello mediterraneo, in particolare del sud Italia: passionale, geloso delle proprie tradizioni in tutti i suoi aspetti, grato alla natura, nonostante ostile e a volte arcigna, e molto religioso. In questo modo ho pensato poter dare al romanzo un aspetto di italianità, pur amando molto il Regno Unito, mio doveroso omaggio alla regina del crimine, colei che ha dato vita al romanzo giallo attuale, colei alla quale mi ispiro: Agatha Christie.

Chi è Marcella Nigro donna e Marcella Nigro scrittrice?

Marcella è una persona normale, assistente di direzione in un’azienda bolognese, socievole, solare, ottimista. Marcella scrittrice nasce dalla necessità di esprimere ciò che da anni è rimasto latente in lei in maniera inconscia. Ad un certo punto, circa quattro anni fa, ha avuto l’esigenza irrefrenabile di scrivere una storia dirompente, diversa, per certi versi molto forte, tanto da lasciare spiazzate le persone che la conoscono che incredule hanno assistito al suo esordio da scrittrice.

In questo libro le scene erotiche son ben marcate ma non oltrepassano mai quel confine di eleganza che contraddistingue l’alto livello di scrittura; cos’è l’eros per Marcella? cos’è l’amore?

Eros e amore spesso vanno a braccetto, ma non per sempre. Eros è fantasia, desiderio sofferto, bramato, manifestato, fino al raggiungimento dell’amplesso che porta al culmine del piacere e del godimento sessuale. Credo che se l’eros non conduce all’orgasmo, rimanga una semplice fantasia che svanisce come un qualsiasi pensiero. L’amore ha milioni di sfaccettature ma se consideriamo quello tra due persone, equivale a rispetto, compassione, tolleranza, libertà reciproca, sempre e comunque.

Il messaggio che l’autrice vuole urlare è molto forte; vuoi ricordarlo a tutti coloro che ancora non hanno letto il libro?

In questo romanzo il messaggio che l’autrice manda a squarcia gola è: siate voi stessi, sempre e comunque a rischio di essere controcorrente, di sembrare pazzi e restare soli, perché le persone che vi amano non vi lasceranno mai. La diversità è veramente una ricchezza, la banalità rimane nell’ignoranza e nell’ipocrisia, caratteristiche troppo semplici e che accomunano troppe persone che trascorrono la loro vita a fingere, per il quieto vivere, per comodità, per compiacere qualcuno. La vita è breve, non è necessario compiere cambiamenti che stravolgano la nostra quotidianità, ma è sufficiente compiere piccoli passi per volta. Soprattutto è indispensabile coinvolgere nel cambiamento chi ci stà accanto, un po’ per volta. Ricordiamoci che ciò che spaventa maggiormente l’essere umano è proprio il cambiamento che spesso, alla fine, non è neanche quel brutto mostro che sembra.

Se si esce dagli schemi c’è sicuramente un prezzo da pagare, ma quanto può essere alto?

Il prezzo da pagare spesso è alto: ma chi lo dice? Credo che ognuno di noi debba pagare per ciò che riesce ad ottenere, per lo scopo che riesce a perseguire. Ognuno di noi ha un termine di paragone, sa quanto può andare oltre. Per quanto mi riguarda, personalmente, credo che senza rischiare, almeno un po’, non sia possibile ottenere risultati sperati, né tanto meno sia possibile assaporare quel brivido nel perseguirli: altrimenti che gusto c’è nella vita?

Marcella, un giallo che lascia veramente senza fiato; sentimenti sanguinari, omicidi intervallati da scene erotiche che trasportano il lettore in una dimensione di piacere che stravolge completamente la sua coscienza, cosa ti aspetti veramente dal tuo “pubblico”?

Il pubblico che leggerà questo romanzo mi auguro rimanga piacevolmente colpito, scioccato, stupito, senza fiato, come bere un bicchiere d’acqua talmente in fretta che si crea un improvviso blocco tra esofago e stomaco. Di questa piacevole sofferenza dovrà goderne, mi odierà all’inizio, ma poi, eccitato, ne vorrà ancora e ancora: questo è il piacere puro, ed io sarò orgogliosa di averglielo procurato.

Il tuo libro è stato molto apprezzato proprio per l’originalità che lo contraddistingue, quale è stato il momento più commovente di questo tuo percorso di vita?

Il periodo più commovente è stato quando, grazie a questo romanzo, ho conosciuto alcune persone che di loro iniziativa hanno voluto aiutarmi, ognuno per le proprie competenze. Tra gli amici quindi: un avvocato, un editor, un giornalista, un fotografo, un grafico, un blogger, un maestro di musica che ha composto un brano che trae il titolo dal romanzo e che mi accompagna in ogni presentazione. Fino a quel momento non avevo mai saputo cosa fosse l’amicizia. Grazie al romanzo sono stata avvicinata da queste persone che, nel giro di pochissimo tempo, hanno dimostrato amore per questo mio progetto ma anche affetto per me. Non avevo mai provato prima queste emozioni, mantengo tutt’ora in vita questi legami, e mi auguro non si sciolgano mai.

Hai in programma un sequel? Ci delizierai ancora con la famiglia McFinn?

In programma c’è un romanzo sullo stesso filone che potrebbe essere considerato una specie di sequel.

Cosa vorresti dire a tutte le persone che non ti hanno incoraggiata in questo tuo “progetto”? Con quale parola ti piacerebbe chiudere la nostra intervista?

Le persone che non mi hanno incoraggiata non lo hanno fatto apertamente per diversi motivi solo a loro noti e che comunque di recente stanno riconsiderando. Vorrei chiudere questa intervista con la frase che ho coniato al termine della scrittura del manoscritto e che ben mi descrive, come anche credo, ben descriva, i sacrifici che ognuno di noi affronta quotidianamente: La passione è la forza motrice che dà vita ai nostri sogni.

Non è una frase fatta, posso dire per esperienza che è vero: se ci crediamo, tutto è possibile. Grazie

Intervista a cura di Alessandra Di girolamo

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