Stanotte guardiamo le stelle, di Alì Eshani e Francesco Casolo

Stanotte guardiamo le stelle di Alì Ehshani

Alì e Mohamed: il coraggio della speranza da Kabul a Roma .

Siamo come gli uccelli, perché gli uccelli volano liberi e noi voleremo lontano”

Siamo nel 1997. Un bambino torna a casa ma la sua abitazione non c’è più: al suo posto  solo macerie…un mucchio angosciante di macerie.

Con questa immagine inizia “Stanotte guardiamo le stelle”, il racconto di Alì, piccolo afghano di soli otto anni che, all’improvviso, si accorge di aver perso, in un tremendo attimo, suo padre, sua madre e il suo nido. Unico superstite, oltre a lui, suo fratello Mohamed, di appena diciotto anni.

Ma Alì e Mohamed, nonostante la guerra stia deflagrando in Afghanistan, hanno ancora il coraggio di sognare un futuro migliore, anzi un futuro “normale” fatto di studio, di lavoro, famiglia e di pace.

E, in nome di tale speranza, Mohamed decide di portare il fratello via da quell’inferno, anche a costo di far vivere al piccolo Alì esperienze che nessun essere umano dovrebbe mai sperimentare, come la fame, la persecuzione e la violenza fisica.

Il disperato desiderio di sfuggire alla totale devastazione che sta avvolgendo, in modo inesorabilmente drammatico, il loro paese li spinge dunque a mettersi in viaggio verso la Terra promessa, l’Europa.

L’Europa non è, però, un continente facilmente raggiungibile per due ragazzi senza danaro, anche se disposti a qualunque sacrificio e così Mohamed e Alì iniziano un lungo faticoso viaggio che li porta dal Pakistan all’Iran, nascosti sui tetti dei furgoni, con i pochi soldi cuciti addosso e la paura che diventa il loro stato d’animo costante, insieme alla speranza che alla fine di tutto quel percorso di sofferenza avrebbero trovato una nuova vita.

E se per Mohamed quel futuro atteso avrebbe dovuto avere le fattezze della dignità di un vero lavoro e di una donna da amare, ad Alì sarebbe stata regalata la possibilità di studiare, di frequentare i  suoi coetanei e di vivere in pace.

L’arrivo in Turchia apre loro scenari inaspettati perché, per la prima volta, scoprono come possa essere la vita della civiltà occidentale: centri commerciali, ragazze in minigonna “sedute sulle gambe di uomini” e musica mai sentita. E soprattutto la Turchia è molto vicina alla Grecia, è il ponte che li può finalmente portare in Europa.

Mohamed ha ben chiaro nella testa che solo in Europa potrà cambiare il loro Fato e conduce il suo piano alle estreme conseguenze: fuggire su di un canotto, un semplice canotto gonfiabile da spiaggia, verso la Grecia, alla ricerca di un lavoro che lo possa far guadagnare quanto occorre per far arrivare anche il fratello in Europa.

Da quel momento la strada dei due fratelli si dividerà e ognuno andrà incontro al proprio destino, ognuno scriverà la propria storia in un modo o in un altro.

Alì deciderà di raccontarla sotto forma di monologo, rivolto al fratello, che per lui è stato padre, fratello e amico.

“Non ce la posso fare, non posso diventare grande in una settimana, ho bisogno di te. Ti prego, aspettiamo ancora un po’ e partiamo insieme, vorrei dirti, anche se so che non è possibile, che non avremo mai abbastanza soldi per riuscire a partire tutti e due con una barca”.

Il sacrificio di Mohamed diventa la forza interiore che porterà Alì a non arrendersi, nonostante il cammino successivo sarà ancora costellato di momenti drammatici, di delusioni e soprattutto con una terribile sensazione di solitudine.

“È difficile per me spiegarlo e forse anche per persone con una vita diversa dalla mia capirlo ma, nonostante le mie condizioni siano fin da subito migliorate nel momento in cui ho messo piede in Italia, durante il viaggio non mi sono mai sentito così male come dopo essere arrivato a destinazione. La speranza di andare oltre, di arrivare da qualche parte, mi dava forza, mi dava la sensazione di poter cambiare il mio destino ogni mattina.”

Con “Stanotte guardiamo le stelle” la storia realmente accaduta di un ragazzo afghano arrivato a Roma, dalla Grecia, aggrappato ad un camion, bussa ai nostri cuori e apre le nostre menti.

Alì Ehsani ha dovuto affrontare un viaggio infernale durato cinque lunghi anni, durante i quali le parole uomo e rispetto sono spesso stati offese, violate e seviziate ma oggi lui è un laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza e ha un master in Legislazione Europea. Perché anche un percorso così traumatizzante fra sofferenze e umiliazioni può trasformarsi in una palestra di amore, di solidarietà e di tenacia, come è accaduto per i due giovani protagonisti e per i tanti, che come loro, hanno affrontato tali peripezie.

“Chi parla degli emigrati usa spesso la parola ‘disperati’, ma quello che invece penso oggi, a Roma nella mia vita italiana è che non c’è niente di più simile alla speranza nel decidere di emigrare: speranza di arrivare da qualche parte migliore, speranza di farcela, speranza di sopravvivere, di tenere duro, speranza di un lieto fine come al cinema. Penso che sia normale che ogni essere umano cerchi disperatamente di migliorare la propria condizione e in alcuni casi muoversi è l’unico modo per farlo”.

L’opera scritta da Alì Ehsani insieme a Francesco Casolo, che ha dato forma e dinamismo letterario alla narrazione delle vicende del protagonista, non può però, a mio avviso, essere considerata esclusivamente un romanzo autobiografico; la sua lettura ci offre infatti importanti spunti di riflessioni sulle innumerevoli, complicate sfaccettature dell’umana esistenza: il non senso della guerra, il livello di brutalità al quale possono arrivare le relazioni umane, l’inesistenza di una qualsiasi ragione che giustifichi il diritto di nascita in alcuni paesi piuttosto che in altri, il delirio nel quale ormai l’intero mondo sembra stia precipitando e, infine, la capacità di alcuni esseri umani di fare la differenza, in qualunque circostanza si trovino a vivere.

E soprattutto suona come un’efficace testimonianza metaforica di quanto il coraggio della speranza rappresenti l’unica vera arma, pacifica ma potentissima allo stesso tempo, per il perseguimento dei desideri, anche quelli difficilmente realizzabili.

Qualunque sia il cielo che abbiamo sulla testa e a qualsiasi popolo apparteniamo “Stanotte guardiamo le stelle”…leggiamo e regaliamo questo bellissimo libro!

Rita Scarpelli

Titolo: Stanotte Guardiamo le stelle

Autori : Francesco Casolo, Alì Eshani

Editore : Feltrinelli

Collana : Universale Economica

EAN : 9788807889622

Prezzo : € 9,50


francesco Casolo

Francesco Casolo è milanese, appassionato di viaggi e natura. È docente di Storia del cinema e ha pubblicato Didattica delle attività motorie per l’età evolutiva. È coautore con Robert Peroni di Dove il vento grida più forte. La mia seconda vita con il popolo dei ghiacci,I colori del ghiaccio. Viaggio nel cuore della Groenlandiae altri misteri della terra degli inuit e In quei giorni di tempesta. Nel 2018 ha scritto con Michele Freppaz I giorni della neve (Dea Planeta).

Alì Eshani
Foto Beppe Tufarulo da http://www.feltrinellieditore.it/autori/autore/ehsani-ali/

Alì  Ehsani è nato nel 1989 a Kabul. Persi i genitori all’età di otto anni, è fuggito dall’Afghanistan insieme a suo fratello, in cerca di un futuro migliore in Europa. Dopo un drammatico viaggio durato cinque anni, dal 2003 vive a Roma, dove studia e lavora. Nel novembre del 2015 ha conseguito la laurea triennale in Giurisprudenza. Per Feltrinelli ha pubblicato Stanotte guardiamo le stelle (con Francesco Casolo; 2016).

La descrizione del libro

Afghanistan, anni novanta. Ali è un ragazzino che trascorre le giornate tirando calci a un pallone con il suo amico Ahmed, in una Kabul devastata dalla lotta tra fazioni, ma non ancora in mano ai talebani. La città non è sempre stata così, gli racconta suo padre: un tempo c’erano cinema, teatri e divertimenti, ma ad Ali, che non ha mai visto altro, la guerra fa comunque meno paura delle sgridate del maestro o dei rimproveri della madre. Il giorno in cui, di ritorno da scuola, Ali trova un mucchio di macerie al posto della sua casa, quella fragile bolla di felicità si spezza per sempre. Convinto inizialmente di aver solo sbagliato strada, si siede su un muretto e aspetta il fratello maggiore Mohammed, a cui tocca il compito di spiegargli che la casa è stata colpita da un razzo e che i genitori sono morti. Non c’è più niente per loro in Afghanistan, nessun futuro e nessun affetto, ma “noi siamo come uccelli (…) e voleremo lontano”, gli dice Mohammed, che lo convince a scappare. E in quello stesso istante, l’istante in cui inizia il loro grande viaggio, nascosti in mezzo ai bagagli sul portapacchi di un furgone lanciato verso il Pakistan, Mohammed diventa per Ali un padre, il miglior amico e, infine, un eroe disposto a tutto pur di non venire meno alla promessa fattagli alla partenza: Ali tornerà a essere libero e a guardare le stelle, come faceva da bambino quando il padre gli spiegava le costellazioni sul tetto di casa nelle sere d’estate. Dal Pakistan all’Iran, e poi dall’Iran alla Turchia, alla Grecia e infine all’Italia, quella di Ali e Mohammed è un’epopea tragica, ma anche una storia di coraggio, determinazione e ottimismo.

Pubblicato da Rita Scarpelli

Sono Rita Scarpelli e vivo a Napoli, una città complessa ma, allo stesso tempo, quasi surreale con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. Anche forse grazie a questa magia, da quando ero bambina ho amato la lettura e la scrittura . Nonostante gli studi in Economia e Commercio mi abbiano condotta verso altri saperi e altre esperienze professionali, il mio mondo interiore è sempre stato popolato dai personaggi e dalle storie dei libri che leggevo e ancora oggi credo fortemente che leggere sia un’esperienza meravigliosa. Parafrasando Umberto Eco, “Chi non legge avrà vissuto una sola vita, la propria, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Lo scorso anno ho vissuto l’esperienza incredibile di pubblicare il mio romanzo di esordio “ E’ PASSATO”, nato dalla sinergia dell’ amore per la scrittura con la mia seconda grande passione che è la psicologia. E poiché non c’è niente di più bello di condividere quello che ama con gli altri, eccomi qui insieme a voi!

Una risposta a “Stanotte guardiamo le stelle, di Alì Eshani e Francesco Casolo”

  1. Avevo già letto Stanotte guardiamo le stelle e mi era piaciuto moltissimo. Come giustamente ha scritto Rita Scarpelli questo libro dovrebbe essere letto da tutti perchè la tematica è attualissima e ci porta a riflettere sulla vita e sulle difficoltà che oggi soffre una parte della popolazione mondiale . Libro che si legge tutto di un fiato. Bello, intenso, commovente

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